Convegno Giovani Confindustria

Franco: politica espansiva fino a recupero mancata crescita

Il ministro dell’Economia Daniele Franco, al convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Capri, ha ribadito la previsione di una crescita del 6% quest’anno. Stirpe: Confindustria vuole un patto, ma non se è al ribasso

(ANSA)

3' di lettura

«Le prospettive macroeconomche sono favorevoli e migliori di quanto si stimasse in primavera. Ci attendiamo una crescita del 6%. Dovremmo recuperare il livello pre-crisi nel secondo trimestre 2022». Così il ministro dell’Economia, Daniele Franco, in un videointervento per il convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria. «Sappiamo tutti che ci sono rischi al ribasso», ha avvertito. E ha aggiunto: «La politica economica continuerà a sostenere l’attività economica. La politica di bilancio resterà espansiva finché il Pil e l’occupazione non avranno recuperato non solo la caduta ma anche la mancata crescita rispetto al 2019».

Franco: spendere bene soldi Pnrr nei tempi previsti

Il ministro ha ricordato inoltre che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) «mette in campo risorse senza precedenti per investimenti, che prevedono una forte azione di riforma. Nel complesso il piano e il fondo nazionale stanziano 222 miliardi». La fase di attuazione del Pnrr «non sarà facile, ma se sapremo spendere bene e in tempi previsti, il Piano potrà costituire un punto di svolta per la nostra dotazione di infrastrutture e la nostra crescita».

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Apporto imprese fondamentale, tutto Paese faccia sua parte

Il Governo «continuerà a impegnarsi concretamente su tutti i fronti ma lo Stato da solo non può essere la soluzione» ha sottolineato Franco, per il quale «l’apporto del settore privato e dei giovani imprenditori è fondamentale per la buona riuscita di questo compito». Per tornare a crescere «occorre che tutto il Paese sia determinato e che ciascuno faccia la sua parte, soprattutto la faccia la classe dirigente e gli imprenditori sono una parte rilevante».


Fuga giovani e lenta crescita mali della nostra economia

Negli ultimi decenni l’economia italiana - ha sintetizzato il ministro - è stata caratterizzata da «due aspetti negativi: la lenta crescita e lo scarso coinvolgimento dei giovani nel mercato del lavoro», una vera e propria «fuga dei giovani». Nella fascia tra i 25 e i 29 anni uno su due è senza occupazione. Nel 2019 quasi 70mila giovani con meno di 40 anni hanno lasciato il Paese, negli ultimi 10 anni quasi mezzo milione di ragazzi e ragazze se ne sono andati e i rientri sono stati meno di un quarto. Si tratta di «una perdita enorme di capitale umano». Per Franco «i giovani emigrano perché cresciamo poco. E cresciamo poco perchè non valorizziamo i giovani».

Stirpe: Confindustria vuole un patto, ma non se è al ribasso

«Confindustria ha proposto di fare il Patto sociale. E vuole insistere per arrivarci», ma «attraverso un percorso che sia lineare, trasparente, basato su elementi oggettivi», ha detto il vicepresidente di Confiindustria per le relazioni industriali, Maurizio Stirpe. «Evidentemente questa richiesta è stata accolta in modo tiepido perché una parte del sindacato pensa che, in pratica, questo patto non abbia i caratteri della necessità così come li avverte Confindustria, per cui preferisce una strategia diversa, preferisce una interlocuzione diretta con il Governo, stabilire attraverso incontri quali sono le cose da fare, magari farle calare sulle imprese. Questo non è il patto che intendiamo noi. Il patto che intendiamo noi è sedersi e discutere sui temi di grande attualità che riguardano il mondo del lavoro, provare a fare una sintesi da sottoporre al governo affinché la faccia propria, e la traduca in provvedimenti legislativi». Stirpe quindi puntualizza: «Se qualcuno pensa che il Patto debba essere per Confindustria una mediazione al ribasso, ha un’idea sbagliata»

Orlando: se parti sociali distanti Governo deve scegliere

«Non me la sento di condividere» che il governo non dialoga con le parti sociali, ha commentato invece il ministro Andrea Orlando, al convegno dei Giovani Imprenditori, commentando le riflessioni del segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, sulle difficoltà di confronto. «Non siamo riusciti a farlo su tutto anche perché le distanze ci sono pure tra le parti sociali, come sento anche dalle parole di Maurizio Stirpe, ed al Governo alle volte resta solo il compito di scegliere». Sul fronte del Pnrr, ha aggiunto, si può arrivare ad un metodo di «dialogo sociale» che possa poi «essere utilizzato in tutti gli ambiti, come paradigma di una modalità di confronto. Un dialogo sociale che aiuti a sbloccare dei temi può essere importante»


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