Il Forum Ambrosetti

Franco: rischioso rifare il Pnrr, modifiche solo caso per caso

Il ministro a Cernobbio: «Il Piano va attuato, rafforzando efficienza climatica e autonomia nazionale. Possibili nuovi interventi sull’energia. Verosimile che il tasso medio del debito pubblico continui a ridursi»

di Carlo Marroni

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3' di lettura

«Il Pnrr, concordato con i partner europei, va essenzialmente bene. Occorre attuarlo, attuarlo, attuarlo. I singoli progetti possono essere ridiscussi, non l’intero piano. Il rischio è bloccare tutto». Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, parla a tutto campo, ma è sul Piano nazionale di ripresa e resilienza che spende le parole più nette. Il Pnrr «nasce come strumento per incidere su investimenti produttività e occupazione» dice al Workshop “Lo scenario dell’economia e della finanza” organizzato da The European House - Ambrosetti, in una tavola rotonda moderata dal direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini.

Franco: si può aggiustare il Pnrr, ma non disfarlo integralmente

Quindi – per il ministro – «il Pnrr è fondamentale ma non sufficiente in questo momento che abbiamo. Non credo che gli eventi degli ultimi mesi rimettano in discussione questi obiettivi di medio termine che dobbiamo avere - investimenti, produttività e occupazione - ma rimettono in discussione semmai le politiche economiche nel breve termine. Ma non il nostro obiettivo di medio termine. Allora se il Pnrr è coerente con questo obiettivo si può aggiustarlo, discutere sui singoli progetti, ma non vale la pena di disfarlo integralmente e poi ripartire. Va rafforzato per l’efficienza climatica e per una maggiore autonomia nazionale».

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Le priorità della politica economica nel breve periodo

Per la politica economica nel breve periodo «l’esigenza è mitigare impatto dell’aumento prezzi dell’energia sulle famiglie, sulle imprese, dobbiamo proteggere la competitività. Siamo intervenuti varie volte per il costo dell’energia e credo che questi interventi sul lato impresa andranno continuati e altri interventi possibili», ha annunciato il ministro, che ha ricordato come fino ad ora siano stati stanziati 19 miliardi, di cui 14 vanno a coprire i primi due trimestri del 2022. «L’andamento dei prezzi del gas vede quello attuale due volte e mezzo quello di agosto scorso. Fino a febbraio pensavamo che questo rallentasse ma non arrestasse il nostro recupero. Nel breve periodo bisogna mitigare l’impatto dei prezzi della energia sulle famiglie e sulle imprese. Va protetta la competitività».

Caro energia, puntare sulla diversificazione degli approvvigionamenti di gas

Quindi «bisogna lavorare sulla diversificazione delle forniture gas. Ci sono tempi tecnici ma l’obiettivo è ridurre la dipendenza italiana potenziando la produzione rinnovabile. Il piano nazionale va in questa direzione, probabilmente dobbiamo correre di più». Se nel medio termine la prospettiva è il Pnrr nel breve termine si deve guardare al «sostegno a famiglie imprese, interventi sulla diversificazione e riduzione dell’offerta in particolare sul gas».

Verso il Def

Nei prossimi giorni il governo Draghi varerà il Def, documento con le nuove previsioni sull'economia: «Noi usciremo come governo nel Documento di economia e finanza con una previsione cauta sul Pil, perché c’è grandissima incertezza. Come l’anno scorso è meglio essere smentiti per essere stati pessimisti piuttosto che troppo ottimisti», ha aggiunto: «Ogni previsione fatta ora dobbiamo sapere che nel breve dovrà essere adattata. Non si sa infatti quando la guerra finirà e come saranno i prezzi dell’energia fra un anno». Non solo: «Gli effetti dannosi della pandemia si sono molto ridotti, ma non sono scomparsi. Il traffico aereo è adesso il 50% di quello che era nel 2019. Alcuni effetti della pandemia continuano a persistere».

La politica di bilancio deve restare prudente

In questo quadro la politica di bilancio «deve restare prudente, l'anno scorso abbiamo chiuso con un deficit molto più basso di quelle che erano le previsioni precedenti, il deficit quest'anno va ridotto ancora, dobbiamo stare su sentieri della riduzione anche per i prossimi anni». Il tasso di interesse sulle nuove emissioni di titoli di Stato l’anno scorso è stato dello 0,1, 2,4% sul complesso del debito pubblico italiano, «quest’anno è verosimile che il tasso medio continui nonostante tutto a ridursi. Possiamo contare sul tasso medio sul nostro debito che per alcuni anni resterà relativamente basso, questa fase va sfruttata».

L’Europa di fronte all’emergenza della pandemia, ha aggiunto, «ha reagito bene, e di fronte alla guerra ha dato prova di coesione. Ora deve evitare politiche economiche restrittive che aggravino la situazione».

Bassa natalità in Italia, il governo si è mosso con assegno unico per le famiglie

Infine il tema della demografia e della bassa natalità dell'Italia. «È un problema cruciale e non nuovo – ha detto rispondendo ad una domanda di Tamburini –. Modificare il tasso di natalità è una cosa complessa ma ci stiamo muovendo con l’introduzione - decisa dal precedente governo e da noi attuato - dell’assegno unico, 6 miliardi, un grosso investimento verso le famiglie giovani, anche con interventi per le scuole materne e gli asili e sul fronte degli alloggi».

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