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Francobollo da collezione per celebrare la storia della Pininfarina

L’iniziativa del Mise per l’azienda simbolo del design italiano - Una storia sul filo dell’innovazione come racconta la concept car Modulo

di Filomena Greco

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2' di lettura

Una storia fatta di industria e design. Per celebrarla arriva anche un francobollo dedicato ad una delle concept car nate in casa Pininfarina ed emesso per i 90 anni del Gruppo. Simbolo del design italiano, tra innovazione e buon gusto, la maison torinese vanta una presenza nel settore del design industriale, dei trasporti, dell’architettura, oltre che nell’automotive. Un impegno per lo stile, declinato quasi come un paradigma industriale, confermato da 50premi arrivati negli ultimi dieci anni.

Gli ultimi due riconoscimenti, come ricorda il ceo Silvio Angori durante un evento in streaming, arrivano per l’impegno di Pininfarina nel settore dell’architettura, si tratta dell’International Architecture Award assegnato per la torre residenziale Sixty6 a Cipro e l’International Architecture Award per Cyrela by Pininfarina, la torre residenziale a San Paolo, Brasile. Il tributo riconosciuto a Pininfarina dal ministero dello Sviluppo economico, con un francobollo della serie “Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico” emesso in occasione del 90° anniversario della fondazione, guarda al futuro.

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L’auto scelta per rappresentare l’anima del Gruppo, presieduto da Paolo Pininfarina, è la Modulo, una concept car nata nel 1969, presentata a Ginevra a marzo del 1970 e utilizzata come simbolo del Made in Italy nel padiglione Italia dell’Expo di Osaka, in Giappone. Un modello realizzato su base meccanica Ferrari, di cui quest’anno, come ricorda Paolo Pininfarina, ricorre il 50° anniversario dal debutto.

La storia della Modulo, ricorda Paolo Pininfarina, è rimasta sospesa e irrisolta. Si tratta di un modello che conteneva moltissime innovazioni, interpretato da un lato come un’auto arrivata dallo spazio, quasi lunare, dall’altro come un’auto dinamica e rimasta di fatto giovane. Diventa l’archetipo dello stile automobilistico degli Anni ’70i, ispirando i designer con il cofano anteriore sottile e discendente, il tetto ribassato, il profilo a cuneo.

Realizzata su telaio Ferrari 512S e alta 93 centimetri, Modulo nasce con due gusci di carrozzeria sovrapposti, separati da una scanalatura rettilinea all’altezza della cintura. Frontale, padiglione e cofano sono conglobati in un’unica curvatura ad arco, il parabrezza è delimitato da montanti tronco-conici che alleggeriscono la superficie del frontale mentre l’accesso all’abitacolo si ottiene facendo scorrere su apposite guide l’intera cupola, parabrezza compreso. Essenziale l’interno dell’abitacolo, con due sedili di forma anatomica molto allungati e die elementi sferici rotanti come aeratore orientabile e supporto per i comandi principali.

Una storia costruita lungo il filo dell’innovazione, quella di Pininfarina: «Come designer – racconta Angori – siamo chiamati ad anticipare sempre il domani partendo dai sogni dell’uomo e ad interpretare la tecnologia in modo emozionale. Continuerà ad essere questa la nostra missione». Una storia che continua grazie ancora ad auto “da sogno” come la hypercar elettrica Battista, disegnata e prodotta da Pininfarina Automobili Pininfarina.

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