la giornata dei mercati

Francoforte punta sulla Grosse Koalition e traina l’Europa

di Cheo Condina


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(AP)

5' di lettura

Borse europee positive (anche se sotto i massimi di seduta, causa l'apertura debole di Wall Street, preoccupata dal nuovo rischio shutdown) con Francoforte in maglia rosa. Il listino tedesco - a un soffio dai massimi storici - chiude con un rialzo attorno all'1% in attesa del congresso dell'Spd di domenica per il via libera alla Grosse Koalition numero 3, cioè il terzo governo tedesco a guida congiunta Cdu-Spd. Piazza Affari, che era arrivata a guadagnare anche l'1% (toccando i massimi da agosto 2015), archivia la giornata con un +0,5%. In evidenza il lusso con Salvatore Ferragamo (+3,8%, dopo un dicembre-gennaio poco brillante in Borsa), Ynap (+2,4%) e Luxottica (+2%). In evidenza anche Generali (+2,3% sulla prospettiva di un rialzo dei tassi che favorirebbe tutto il comparto assicurativo) e Poste Italiane (+2,2%) che ieri ha reso note nuove stime sugli effetti degli accordi con Anima e Cdp. Continua a salire Atlantia (+2,2%) in attesa di novità sul dossier Abertis mentre in coda al listino c'è Mediaset (-1,3%), penalizzata dal possibile allungamento dei tempi per la soluzione del rompicapo Vivendi-Premium. Il nuovo calo del greggio (-1,1% il Wti a 63,2 dollari al barile) penalizza Saipem (-1%) ed Eni (-0,8%) mentre fuori dal listino principale il nuovo cambio di ad e i ricavi deludenti penalizzano Geox, che cede il 5,9%. Sul mercato valutario l'euro/dollaro torna a salire e si attesta a 1,223 mentre l'euro/yen vale 135,29. Il cross dollaro/yen è pari a 110,6.

Geox cade dopo cambio a.d. Bene Fiat e Poste
A Milano vendite consistenti su Geox dopo le dimissioni a sorpresa dell'a.d. Gregorio Borgo che guidava l'azienda di abbigliamento e calzature un anno.Il consiglio di amministrazione di Geox ha annunciato che Borgo, arrivato a gennaio 2017 per sostituire Giorgio Presca, ha lasciato l'incarico da ieri e ha cooptato Matteo Mascazzini, proveniente da Gucci, che sarà dunque il nuovo a.d. a partire dall'inizio di febbraio. Gli analisti fanno notare l'elevato profilo del nuovo manager, attualmente chief operating officer di Gucci America e con esperienze in Armania e Versace, pur rilevando che è presto per attendersi nuove indicazioni sulle strategie e sulle performance di Geox. Dal punto di vista dei risultati l'azienda ha annunciato un calo dell'1,8% dei ricavi 2017 a 884,5 milioni di euro, leggermente al di sotto del consensus dei broker che era intorno a 895 milioni, accompagnato da un miglioramento della posizione finanziaria (-5,4 milioni di euro rispetto alla precedente -35,9 milioni) "dovuto, si legge in una nota, principalmente al miglioramento della redditività e allo stretto controllo del capitale circolante". Sul Ftse Mib giù Saipem e Eni per la flessione del petrolio. In evidenza invece Fiat Chrysler Automobiles e Poste Italiane dopo il rinnovo degli accordi strategici con Anima e Cdp.

Mediaset in rosso: tempi lunghi per risolvere il rompicampo Vivendi

Chiude negativa Mediaset. Secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore, lo stop alla joint venture tra Tim (di cui Vivendi e' primo socio) e Canal+ (società del gruppo Vivendi) sui contenuti televisivi sta avendo effetto anche sulla soluzione del dossier Premium, cioè il mancato rispetto del contratto sulla pay-tv di Cologno Monzese che ha aperto da quasi due anni un contenzioso tra i francesi e la società della famiglia Berlusconi. Alla jv, attualmente in stallo, dovrebbe
partecipare anche Mediaset: l'ingresso sarebbe parte di una intesa a 360 gradi che coinvolgerebbe in primo luogo aspetti industriali (l'alleanza tra Telecom, Vivendi e Mediaset nei contenuti a pagamento), forte anche di un chiarimento su
quelli proprietari cioè sul ridimensionamento del peso di Vivendi, attualmente vicina al 30%, in Mediaset. Il gruppo francese, in base ai provvedimenti Agcom, deve ridurre sotto il 10% la propria partecipazione entro il 18 aprile ma sul come farlo non c'e' uno schema definito: se fino a qualche settimana fa l'impressione generale era che la jv Tim/Canal+/Mediaset fosse l'antipasto della pace tra Vivendi e Mediaset e che la soluzione al caso Premium avvenisse prima del 27 febbraio, data in cui ripartirà la causa civile intentata contro i francesi per il mancato rispetto degli accordi, ora le intese sembrano lontane. Vivendi intanto ha chiesto al Tar del Lazio di far slittare l'udienza sul ricorso presentato contro il provvedimento dell'Agcom e il Tribunale amministrativo ha rinviato l'udienza al 4 luglio.

Il dollaro si indebolisce, euro torna verso 1,23 sul biglietto verde

Dollaro in calo e vicino ai minimi da tre anni, con i timori per lo shutdown governativo Usa che si aggiungono agli altri elementi di debolezza che stanno pesando sul biglietto verde. L'euro/dollaro torna a muoversi verso area 1,23 dopo aver segnato mercoledì un top a 1,2323, il massimo da tre anni. Biglietto verde in calo contro yen, dopo il minimo da 4 mesi a 110,19 sempre di mercoledì. Anche lo yuan si è apprezzato contro la divisa statunitense, e il cambio dollaro/yuan è arrivato in prossimità di area 6,40 per la prima volta dal 2015. Pure la sterlina sta beneficiando della debolezza del biglietto verde: la moneta britannica è sui massimi dal giugno 2016, quindi dal referendum per la Brexit, sfiorando quota 1,40. Sui mercati, dunque, tiene ancora banco la questione dell’innalzamento del tetto del debito Usa. Stanotte la Camera ha votato una legge d'emergenza che dovrebbe scongiurare lo stop all'attività amministrativa federale (shutdown) fino al 16 febbraio. «I giochi però non sono chiusi - sottolineano gli analisti di Mps Capital Services - poiché manca il via libero al Senato, che si prefigura più ostico, visto il margine stretto di voti dei repubblicani». I riflessi si sono fatti sentire sul mercato valutario, con l'ulteriore indebolimento del dollaro, e sul fronte tassi Usa, dove ha pesato molto anche l’aumento delle attese di inflazione in atto negli ultimi giorni, che ha spinto il rendimento del Treasury a 10 anni oltre l’importante soglia del 2,6%, arrivando a toccare i livelli di settembre 2014.

Tokyo chiude la settimana in lieve progresso, +0,19%

La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dopo due sedute negative, guardando con ottimismo ai risultati delle imprese e malgrado un recupero dello yen sul dollaro. L'indice Nikkei ha segnato +0,19% (+44,69 punti) a quota 23.808,06 e l'indice Topix è progredito dello 0,69% (+12,88 punti) a 1.889,74. Nell'insieme della settimana il Nikkei ha messo a segno +0,65% e il Topix +0,72%. Da notare che ieri l'indice Nikkei ha superato la soglia simbolica di 24.000 punti per la prima volta dal 1991 e il Topix di 1.900 punti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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