Arte

Frans Hals e i suoi celebri ritratti in nero

La Wallace Collection dedica la mostra alle raffigurazioni maschili dell’artista olandese

di Nicol Degli Innocenti

A sinistra: Frans Hals, Portrait of a Man, c. 1635, Rijksmuseum; a destra: Frans Hals, The Laughing Cavalier, 1624, © Trustees of the Wallace Collection, London

3' di lettura

La più tradizionale delle mostre, presentata in ordine cronologico, dedicata a un solo artista e a un solo soggetto: il ritratto maschile. Una mossa quasi rivoluzionaria in questo periodo di mostre a tema e innovazione a ogni costo.

Presentando “Frans Hals: the male portrait” la Wallace Collection di Londra sfida le mode per inviare un chiaro messaggio, che arriva puntuale a destinazione. “E' ora di riscoprire l'immenso talento di Hals, che ha tutto il diritto di far parte del trio magico di artisti olandesi assieme a Rembrandt e Vermeer”, afferma Xavier Bray, direttore della Wallace Collection, spiegando la raison d’être della mostra.

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La Wallace gioca in casa, per così dire, dato che possiede quello che è considerato il capolavoro di Hals e uno dei ritratti maschili più celebrati della storia dell'arte: Il Cavaliere Sorridente del 1624. Per affiancare e contestualizzare questo quadro la mostra ha raccolto da musei di tutto il mondo altri ritratti maschili di Hals, raccontando l'evoluzione della sua arte ma anche la storia del suo tempo.I suoi contemporanei dicevano che i soggetti dei suoi ritratti erano così realistici che “sembravano vivere e respirare” sulla tela.

I suoi ritratti “vivono e respirano”

Gli studi e i raggi x hanno mostrato che Hals dipingeva direttamente sulla tela, dal vivo e senza disegni preparatori, con una sicurezza di tocco sorprendente per un artista che aveva scoperto tardi la sua vocazione, realizzando il primo ritratto a 28 anni.I suoi ritratti “vivono e respirano” ancora quattro secoli dopo, restano uomini in carne e ossa con caratteri diversi e personalità ben delineate, dipinti con empatia e grande maestria indipendentemente dal loro status sociale. C'è l'ammiraglio Pieter van der Broecke, capo della East India Company, talmente sicuro di sè che non esita a farsi mostrare in posa casuale, sorridente e spettinato ma con una preziosissima collana d'oro. Dobbiamo a lui, tra l'altro, il piacere del nostro espresso quotidiano, dato che fu lui il primo europeo a scoprire il caffè in Yemen e a portare la prima piantina in Olanda. Grazie a lui Amsterdam diventò la capitale europea del caffè.

E c'è il birraio Francois Wouters, volto rubizzo, pugno sull'anca, che ostenta quasi la sua mole di uomo che ama bere e mangiare, forte anche della sua ascesa nei ranghi della politica cittadina, che lo hanno portato da mercante a assessore e poi a sindaco. Ben diverso l'aristocratico, elegante scapolo d'oro Jasper Schaede, tanto bello quanto ricco, che ci guarda con grande sufficienza e quasi insolenza, capelli lunghi sciolti all'ultima moda e aria di chi ha avuto tutto dalla vita, vestito con un abito arrivato diretto da Parigi che costava 300 franchi, lo stipendio annuale di un artigiano.

La moda maschile nell'Olanda del Seicento

La mostra è anche una lezione sulle complessità della moda maschile nell'Olanda del Seicento: a prima vista tutti gli uomini ritratti sono vestiti di nero e indossano i bianchi colletti in pizzo in voga all'epoca. A ben guardare però, come spiega Lelia Packer, curatrice della mostra, ci sono grandissime differenze che indicano lo status sociale e la ricchezza del committente ma anche il passare del tempo e il cambiare delle mode.Il Cavaliere Sorridente è straordinario non solo per l'espressione unica del soggetto ma anche per l'opulenza del suo abito di broccato, mentre cambia la forma dei colletti bianchi e la foggia dei cappelli e dei cappotti in raso, seta o velluto, ma sempre neri.

Il maestro del nero

Hals è stato il maestro del nero, scrisse il suo ammiratore Vincent Van Gogh, che contò ben 27 tonalità diverse di questo difficile colore nei suoi quadri. Tutti gli uomini da lui ritratti indossano abiti neri. L'ultimo in mostra, dipinto dopo il 1660 quando l'artista era più che ottantenne, potrebbe essere un'opera di Édouard Manet, un altro ammiratore che amava copiare i quadri di Hals. Il suo stile, con pennellate rapide e fluide che sembrano galleggiare sulla tela, ha ispirato gli impressionisti.

Frans Hals: The Male Portrait, fino al 30 gennaio 2022, The Wallace Collection, Londra. #TheMalePortrait


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