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Freezer per il vaccino: alla Desmon di Avellino 4.500 richieste dall’estero

Il super-congelatore prodotto nello stabilimento di Nusco può contenere 40 mila dosi

di Vera Viola

Covid, in Germania i "super congelatori" per stoccare i vaccini

Il super-congelatore prodotto nello stabilimento di Nusco può contenere 40 mila dosi


3' di lettura

Oltre 4.500 richieste di disponibilità sono arrivate dall’estero. Contatti ci sono stati con la Regione Campania. La fitta rete dei distributori italiani racconta di numerose richieste di informazioni su come, quando e a che prezzo sarà possibile acquistare i super congelatori per vaccini a bassissime temperature.

L’annuncio da parte della Desmon di Nusco, in provincia di Avellino – che diceva di avere la tecnologia per produrre i frigoriferi necessari per conservare e trasportare il vaccino anti covid della Pfizer che a breve potrà essere in distribuzione e che richiede la temperatura di -70 gradi – ha suscitato interesse in tutto il mondo. In particolare, gli Usa chiedono la disponibilità per 2.500 prodotti, la Francia e l’Arabia Saudita ciascuna per mille e l’Olanda, che pure sembra molto interessata, non ha ancora quantificato.

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«Registriamo un interesse crescente – dice il presidente della società irpina, Corrado De Santis – da parte di istituzioni e dei media di tutto il mondo. Oggi parlerà di noi anche il Washington Post. E ieri un quotidiano finanziario olandese».
Desmon, stando alle attuali prenotazioni, anche se in molti casi non ancora veri e propri contratti, si prepara a produrre da gennaio tra i 50 e i cento sistemi di refrigerazione. «Oggi sono richiesti per il vaccino Pfizer che è molto complesso – aggiunge De Santis – ma ci sarà bisogno di refrigerazione professionale anche per gli altri».

Ma che caratteristiche hanno i prodotti dell’azienda irpina? «Produciamo frigoriferi professionali per i settori food service e per il medicale – chiarisce Federica Vozzella, dg della Desmon – Siamo in grado di produrre un ultra congelatore a meno 80 gradi, quello utile per la conservazione del vaccino anti covid avviando la produzione da gennaio 2021».

Ma c’è altro, la difficoltà maggiore da superare riguarda il trasporto, soprattutto in zone con scarsa disponibilità di energia elettrica. «La nostra soluzione per questa esigenza è una attrezzatura refrigerata a -70 gradi, predisposta in modo da continuare a generare freddo anche in assenza di alimentazione elettrica, ma con la capacità del sistema di accumulare l’energia termica necessaria. Anche per questo secondo congelatore la produzione partirà a gennaio».

Il primo, da utilizzare per la conservazione, con un range di temperatura tra -55° e -86°, è una tecnologia abbastanza nota e utilizzata anche da altre imprese, l’offerta tuttavia per ora è molto limitata in quanto destinata a un mercato di nicchia. Si può immaginare che, alla luce della nuova esigenza globale, si dovrà fare i conti con l’allungamento dei tempi di consegna da parte delle aziende produttrici.

È una novità invece l’ultra frigorifero adatto al trasporto (-70 °C): questo è la riformulazione di un precedente progetto di Desmon realizzato in collaborazione con il Cnr, che consiste in un pozzetto congelatore con sistema a refrigerazione passiva che ha ricevuto il riconoscimento Smart Label per il design e la tecnologia. Il congelatore da conservazione può contenere 40mila dosi di vaccino; quello da trasporto ne conterrà 180mila. Per quest’ultimo va consisderato che un Tir può trasportarne in media tre.

Insomma, dalle aree interne della Campania, dall’Irpinia, viene un importante contributo alla lotta al Covid. Desmon nasce nel ’94, è una impresa familiare fondata da Federica Vozzella insieme a suo marito Corrado De Santis e il cognato Ciriaco. Lo stabilimento industriale è nell’area di Nusco, in provincia di Avellino, una delle aree create dopo il terremoto dell’80. In pochi anni Desmon è diventato punto di riferimento europeo nella produzione di attrezzature refrigerate.

Nel 2015 viene acquisita dalla multinazionale americana Middleby Corporation Company quotata in borsa al Nasdaq con sede a Elgin, nell’Illinois. La produzione resta però in Campania: tutte le attrezzature refrigerate prodotte da Desmon vengono realizzate nei due opifici di circa 25.000 mq interamente coperti, dove lavorano stabilmente 120 persone. Qui si realizza l’intero ciclo produttivo: dalla progettazione, lavorazione delle lamiere, schiumatura, costruzione del motore, assemblaggio, imballaggio, controllo qualità e spedizione. Desmon nel 2019 ha realizzato un fatturato di circa 13 milioni.

«Sin da luglio scorso – racconta Federica Vozzella – la Casa madre ci ha spinti a perfezionare i nostri progetti. Ci abbiamo lavorato anche con continui confronti con laboratori scientifici internazionali e con i più importanti enti sanitari americani. Stiamo per ultimare i lavori preparatori e siamo in attesa delle certificazioni necessarie».

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