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Frena l’export di orologi svizzeri in aprile, ma i primi quattro mesi restano positivi

di Lino Terlizzi


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Alinghi. Credit Jesùs Renedo Sailing Energy

2' di lettura

Colpo di freno in aprile per l'export di orologi svizzeri. Nel mese le esportazioni di segnatempo elvetici si sono attestate a 1,75 miliardi di franchi (1,56 miliardi di euro), lo 0,4% in meno rispetto ad un anno prima. Per quel che riguarda l'insieme dei primi quattro mesi del 2019 il segno resta peraltro positivo, con un export pari a 6,88 miliardi di franchi (6,14 miliardi di euro), il 2,1% in più in rapporto allo stesso periodo del 2018.

Il calo di Hong Kong e Cina
La Federazione dell'industria orologiera svizzera (Fh) fa notare che per aprile c'era un cosiddetto effetto statistico – in pratica era molto difficile eguagliare i buoni dati complessivi di un anno prima – ma c'è anche da notare che ben due dei primi quattro mercati (Hong Kong e Cina) nel mese hanno registrato segni chiaramente negativi. Il terzo mercato principale in contrazione è l'Italia, che continua nella sua serie negativa. Andamento positivo invece per gli altri principali mercati europei ed asiatici, oltre che per gli Stati Uniti.
Queste le cifre dei dieci maggiori mercati in aprile: Hong Kong -3,9%, Stati Uniti +16,8%, Giappone +21,2%, Cina -5,5%, Singapore +18,8%, Germania +1,6%, Regno Unito +7,2%, Francia +0,1%, Italia -8,9%, Corea del Sud +3,3%. Nel mese l'unica fascia di prezzo che ha registrato un incremento dell'export è quella sopra i 3.000 franchi, parliamo dunque della gamma alta; tutte le altre fasce di prezzo hanno registrato flessioni.
Questo il quadro dei dieci maggiori mercati per quel che riguarda invece l'intero periodo gennaio-aprile 2019: Hong Kong -1%, Stati Uniti +6,2%, Cina +1,2%, Giappone +23%, Regno Unito +39,6% (grazie anche alla sterlina debole che favorisce gli acquisiti esteri e all'effetto scorte legato a Brexit), Singapore +12,7%, Germania -3,2%, Emirati arabi uniti +8,5%, Corea del Sud +2,1%, Francia -3,9%. L'Italia nei primi quattro mesi 2019 è fuori dalla top ten, è infatti undicesima, con una contrazione dell'8,4%.

La centralità del made in Swiss
Il polo elvetico rappresenta oltre la metà del fatturato mondiale del settore ed esporta oltre il 90% della sua produzione. L'export di segnatempo rossocrociati è quindi un indicatore importante per l'intero settore (nella foto, Alinghi, la barca a vela svizzera che ha scelto come partner tecnico Omega, maison del lusso del gruppo Swatch e secondo produttore al mondo di orologi di alta gamma dopo Rolex). Il timore dell'industria elvetica è che l'effetto congiunto della forza del franco svizzero e del rallentamento economico internazionale possa frenare la marcia delle esportazioni elvetiche. Sino a fine marzo i segnali sono stati peraltro rassicuranti, con il prevalere del segno positivo. Ora c'è questa seppur lieve battuta d'arresto di aprile. La Fh sottolinea che il livello dell'export di orologi elvetici è comunque ancora elevato. La pur contenuta frenata di aprile farà però accendere con ancor maggiore interesse i riflettori sui prossimi dati di maggio e giugno, per capire se la frenata è destinata ad essere breve o ad allungarsi.

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