Istat

Il rimbalzo cinese non basta: freno extra-Ue per l’export dell’Italia

A febbraio -4,4%, giù Usa, Russia e Uk. Debole l’Europa ma la Germania tiene.

di Luca Orlando

(Suphanat - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il rimbalzo cinese non basta. Pur in presenza di una crescita del 54% di acquisti di made in Italy da parte di Pechino, a febbraio l’export tricolore non decolla.

Su base congiunturale c’è un progresso di appena lo 0,3%, incremento su base mensile legato all'aumento delle vendite verso l'area Ue (+1,2%) mentre quelle verso i mercati extra Ue sono in diminuzione (-0,6%).

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Nel trimestre dicembre 2020-febbraio 2021, rispetto ai tre mesi precedenti, l'export segna un lieve incremento (+0,2%) mentre l'import cresce del 2,7%.

Su base annua si registra invece un calo del 4,4% (da -8,5% di gennaio) determinato dalla contrazione delle vendite sia verso i mercati extra Ue (-7,2%) sia, in misura minore, verso l'area Ue (-1,8%).

Su base annua, spiega l’Istat, la dinamica negativa dell'export si attenua tenendo conto di commesse straordinarie: la flessione si riduce infatti al 2,7% escludendo operazioni occasionali di elevato impatto legate alla cantieristica navale.

Tra i settori che contribuiscono maggiormente alla diminuzione tendenziale dell'export si segnalano mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-28,0%), prodotti petroliferi raffinati (-32,5%), articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (-10,9%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-10,5%) e macchinari e apparecchi n.c.a (-2,8%).

Le vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti sono in forte crescita (+8,9%).

Su base annua, i paesi che contribuiscono in misura più ampia alla flessione dell'export sono Stati Uniti (-21,1%), paesi Opec (-20,2%), Francia (-5,8%), Regno Unito (-12,5%) e Spagna (-9,1%).

Aumentano le vendite verso Cina (+54,1%, rimbalzo fisiologico dopo il lockdown cinese di febbraio 2020), Polonia (+16,3%), Paesi Bassi (+11,7%) e Germania (+2,0%).

Nei primi due mesi dell'anno, la flessione tendenziale dell'export (-6,3%) è dovuta in particolare al calo delle vendite di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-31,2%), prodotti petroliferi raffinati (-34,6%), articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (-17,2%) e articoli in pelle, escluso abbigliamento (-13,8%).La stima del saldo commerciale a febbraio 2021 è pari a +4.754 milioni di euro (era +5.975 a febbraio 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +6.967 milioni (era +8.444 a febbraio dello scorso anno).

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