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Frigo antispreco e desalinatore in Senegal, il design è sociale e sostenibile

di Alessia Maccaferri


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3' di lettura

“Noi lavoriamo nell’ambito della produzione. E quindi siamo responsabili in quanto produttori. Per questo abbiamo un approccio sostenibile e sociale” racconta Ginevra Franchi, 26 anni che assieme a due coetanei, ha aperto Cono Studio. Alla Milano Design Week porteranno un sistema di conservazione dei cibi che consente di ridurrre lo spreco alimentare e un desalinatore per l’Africa. I prototipi saranno esposti a Design No Brand alla Fabbrica del Vapore dove si presenterà una generazione di artigiani, maker, progettisti che sposa nuove tecnologie, autoproduzione, inclusione sociale ed economia.

Il progetto Save Food System vuole contribuire a risolvere il problema dello spreco alimentare, che è ingente per frutta e verdura. Il sistema si basa su diverse innovazioni. Innanzitutto la durata degli alimenti viene allungata tramite la fotocatalisi di ossido di titanio che decompone l’etilene ed elimina alcuni batteri rendendo così gli alimenti più durevoli. Inoltre tramite una app si può monitorare lo stato di conservazione e fornisce indicazioni sulla stagionalità dei prodotti e controlla la temperatura (che per frutta e verdura deve essere più alta rispetto agli altri cibi). Infine hanno lavorato sulle superficie di appoggio che deve essere quanto più minore e dstribuita possibile per la frutta e verdura (e in alcuni casi anche verticale). “Noi abbiamo un approccio particolarmente orinetato alla ricerca” dice Ginevra Franchi, che ha iniziato a studiare questo argomento, assieme al collega Davide Piersanti, nell’ambito della tesi di ricerca dello Ied, dove ora insegna. “Ora stiamo parlando con la multinazionale cinese Midea per lo sviluppo del prototipo. Con loro abbiamo già fatto un progetto per un microonde verticale commercializzato Toshiba”.

In Senegal invece hanno realizzato Sunwater Agriculture System, un sistema a basso costo che permette di desalinizzare l’acqua dei pozzi senegalesi. “La metà dell’economia del Paese si basa sull’agricoltura - spiega Franchi, che è andata in Africa prima con un programma Ied e poi con un crowdfunding - Il problema è che l’acqua di molti pozzi è un po’ salina a causa del sovrasfruttamento della falda e dell’innalzamento del livello del mare. Questa salinità compromette le colture e rende il terreno sempre più povero”. Cono Studio ha elaborato un sistema realizzabile con materiali reperibili in loco e senza l’impiego di elettricità. Il funzianamento è ispirato al ciclo dell’acqua: l’acqua salina del mare
evapora con il calore del sole e ricade sotto forma di pioggia (acqua dolce); questo accade perché i sali sono troppo pesanti per evaporare. Imitando questo processo, Sunwater Agriculture System desalinizza l’acqua dei pozzi sfruttando il calore del sole di giorno e, nelle ore notturne, il processo di desalinizzazione continua grazie all’immagazzinamento del calore. Il progetto è supportato da un manuale che permette di costruire il sistema in maniera autonoma, fornendo inoltre delle istruzioni per applicare tecniche agricole sostenibili (permacoltura, agricoltura rigenerativa) per l’arricchimento del terreno inaridito dal sale. Il progetto è stato sviluppato con il supporto di Ied, Sunugal, Lvia, Deafal. “Il desalinatore funziona bene per piccoli terreni - aggiunge Franchi - In futuro vorremmo studiare come declinarlo per vasti porzioni di terra”.

Cono Studio è l’espressione di una nuova generazione di designer che sta portando inclusione e sostenibilità all’interno della progettazione. Alla Fabbrica del Vapore, nell’ ambito di Design No Brand (9-14 aprile) esporranno
diverse realtà simili.

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