ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’estensione a 3mila euro

Fringe benefit esentasse per pagare le bollette (e non solo): ecco come funzionerà

L’impatto della norma riguarderebbe 2,5 milioni di lavoratori dipendenti e assimilati. Potrà essere utilizzata per pagare le bollette anche da parte del coniuge e dei familiari

di Flavia Landolfi

Meloni: "Fringe benefit è altra tredicesima detassata"

3' di lettura

Una “integrazione delle tredicesime”, come l’ha battezzata la ministra del Lavoro Calderone. Il modello tedesco di welfare, l’ha definita il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Comunque la si chiami è una delle misure più interessanti del nuovo decretone Aiuti-quater: quello cioé che ha anticipato parti della manovra di Bilancio. Stiamo parlando dell’estensione fino a 3mila euro dei fringe benefits aziendali esentasse: e dunque a zero impatto Irpef. Durerà fino al 31 dicembre, per ora, e servirà, tra l’altro, a fare fronte al caro bollette per una platea di lavoratori privilegiati: secondo le stime del ministero del Lavoro 2,5 milioni di dipendenti e assimiliati.

La norma
Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. Il provvedimento modifica l’entità del tetto previsto nel dl 115/2022 dove alll’articolo 12 si legge: “Limitatamente al periodo d'imposta 2022, in deroga a quanto previsto dall'articolo 51, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, non concorrono a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti nonchè le somme erogate o rimborsate ai medesimi dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell'energia elettrica e del gas naturale“. In pratica, su questi beni e servizi e sulle somme erogate non insisterà un prelievo fiscale, rendendo più agevole la concessione da parte dei datori di lavoro.

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I fringe benefit
I fringe benefit rientrano nel welfare aziendale e vengono inseriti nel contratto di lavoro - dipendono, dunque, dagli accordi tra l’azienda che decide se inserirli o meno e in quale misura e il singolo dipendente - e comprendono, normalmente, beni come auto aziendale, telefono, buoni pasto, copertura sanitaria, sport e palestre: già con il decreto Aiuti-bis approvato dal governo Draghi si era deciso di inserire nel paniere dei beni anche le bollette.

Istruzioni delle Entrate
Sulle modalità di utlizzo dei fringe benefit si era già pronunciata una circolare dell’agenzia delle Entrate (la n.35/22 del 4 novembre scorso). Il documento delle Entrate fa riferimento al vecchio decreto Aiuti ma è presumibile però che, essendo cambiato il solo tetto di spesa, la sostanza dei chiarimenti resti invariata. L’Agenzia ha innanzitutto chiaritola possibilità di coprire i costi per le bollette di immobili del coniuge o dei familiari del dipendente: si ritiene, recita la circolare, che le utenze “debbano riguardare immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti, sulla base di un titolo idoneo, dal dipendente, dal coniuge o dai suoi familiari, a prescindere che negli stessi abbiano o meno stabilito la residenza o il domicilio, a condizione che ne sostengano effettivamente le relative spese”. Stessa cosa per quanto riguarda le spese sostenute dai condomini e attribuite dai conduttori laddove il contratto di locazione “preveda espressamente una forma di addebito analitico e non forfetario a carico del lavoratore (locatario) o dei propri coniugi e familuari”. La condizione anche qui è che questi sostengano effettivamente le spese. La circolare dava poi un chiarimento che allo stato sembrerebbe aggirato dall’innalzamento del tetto a 3mila euro: e cioé la circostanza per cui lo sforamento oltra quota 600 del valore dei fringe avrebbe sottoposto l’intero ammontare a tassazione, e non solo la quota eccedente.

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