la legge approvata

Friuli, incentivi alle imprese solo se assumono residenti in regione da 5 anni

Una delle norme contenute nel ddl 'omnibus' approvato a maggioranza il 25 giugno dall’Aula del Consiglio regionale del Fvg riserva gli incentivi alle aziende che assumono lavoratori colpiti dalla crisi, solo se residenti continuativamente in Friuli Venezia Giulia da almeno 5 anni

di Andrea Gagliardi

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Una delle norme contenute nel ddl 'omnibus' approvato a maggioranza il 25 giugno dall’Aula del Consiglio regionale del Fvg riserva gli incentivi alle aziende che assumono lavoratori colpiti dalla crisi, solo se residenti continuativamente in Friuli Venezia Giulia da almeno 5 anni


2' di lettura

Prima i friulani. Con una decisione destinata a far discutere, una delle norme contenute nel ddl 'omnibus' (“Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale”) approvato a maggioranza il 25 giugno dall’Aula del Consiglio regionale del Fvg riserva gli incentivi alle aziende che assumono lavoratori colpiti dalla crisi, solo se residenti continuativamente in Friuli Venezia Giulia da almeno 5 anni. La previsione intende favorire il riassorbimento delle «eccedenze occupazionali» che si sono determinate sul territorio regionale in conseguenza di situazioni di crisi aziendali.

Fedriga: affermato principio precedenza per i residenti
Una decisione che, secondo il presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga, «coniuga la necessaria attenzione della Regione alle esigenze delle imprese, vincolando l’erogazione dei contributi a parametri oggettivi legati all'impegno delle aziende sul territorio all'altrettanto indispensabile tutela dei lavoratori del Fvg» e «afferma quel principio di precedenza per i residenti che è atto di responsabilità dell'Amministrazione verso la comunità».

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La possibile incostituzionalità
Ma la commissione che ha esaminato il testo non ha mancato di rilevare che «alla luce dell’articolata giurisprudenza della Corte costituzionale non è possibile escludere che tale effetto indiretto della disposizione possa presentare dei profili di incostituzionalità per violazione del principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3, primo comma, della Costituzione e oltre che integrare una violazione del principio di libera circolazione delle persone affermato dall'articolo 21 e dal titolo IV del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea»

No agli incentivi per chi delocalizza
Il provvedimento prevede inoltre, ha spiegato l'assessore al Lavoro del Fvg, Alessia Rosolen, «l’automatica esclusione da ogni contribuzione regionale per le aziende che negli ultimi tre anni abbiano effettuato licenziamenti collettivi senza accordi con le parti sociali». Niente contributi inoltre per chi delocalizza e «infrange così il patto sociale tra tessuto produttivo e Regione».

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350mila euro per i rimpatri forzati dei migranti
Previsti dalla nuova legge, che contiene per lo più adeguamenti tecnico amministrativi, anche interventi che riguardano la sanità, come ad esempio lo spostamento del punto nascita dall'ospedale di Palmanova (Udine) a quello di Latisana (Udine). Disco verde infine alla compartecipazione della Regione Fvg con 350 mila euro alle spese dello Stato per i rimpatri forzati dei migranti.

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