Emergenza Covid

Friuli-Venezia-Giulia in giallo dalla prossima settimana e zone rosse in Alto Adige. Altre regioni a rischio

Tra le più grandi la situazione dei ricoveri nei reparti ordinari si aggrava in Lombardia e nel Lazio

di Andrea Gagliardi

Aggiornato il 23 novembre 2021, ore 21:29

Contagi e proteste, verso un Super Green Pass

3' di lettura

Una regione già di fatto in giallo: il Friuli-Venezia-Giulia. Un altro territorio in bilico: la provincia autonoma di Bolzano, che ha già deciso però un giro di vite autonomo per evitare il lockdown. Veneto e Valle d’Aosta con contagi in forte crescita (circa 200 casi settimanali ogni 100mila abitanti). E tra le regioni più grandi, numeri in peggioramento in Lazio e Lombardia, con i ricoveri di pazienti Covid nei reparti ordinari saliti all’11 per cento dei posti letto totali disponibili (la soglia limite per passare in giallo è il 15% insieme al 10% dei posti letto in terapia intensiva ). È la fotografia della quarta ondata in corso in Italia.

Una situazione non paragonabile a quella dello scorso autunno, grazie ai vaccini. Ma rispetto alla quale gli addetti ai lavori non nascondono preoccupazione.«Nel giro di un mese il sistema ospedaliero delle terapie intensive rischia pericolosamente l’intasamento». È l’allarme lanciato da Antonino Giarratano, presidente Società Italiana di Anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), che aggiunge: «Questa situazione si andrà presto a sommare all’influenza stagionale che causa circa 8.000 morti tra i pazienti più fragili e che nelle prossime settimane inizierà a circolare nel nostro Paese conducendo ad un affollamento di ricoveri pericoloso e probabilmente insostenibile».

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Friuli-Venezia-Giulia già in zona gialla

Il dato consolidato riguarda il Friuli-Venezia-Giulia, che è la regione con la situazione più critica. Non a caso è già di fatto in zona gialla (obbligo di mascherina anche all’aperto, discoteche chiuse e capienza dimezzata per cinema e teatri). Passaggio che sarà certificato venerdì prossimo dalla cabina di regia. In Friuli-Venezia-Giulia (318 casi settimanali ogni 100mila abitanti) ci sono le due province con incidenza più alta in Italia: Trieste (674) e Gorizia (492). Non solo. Sono state abbondantemente superate entrambe le soglie sul fronte ricoveri sopra le quali scatta il giallo. Siamo rispettivamente al 14% dei posti letto occupati da pazienti Covid in terapia intensiva e al 18% negli altri reparti.

Alto Adige in bilico, chiuse le discoteche e zone rosse locali

In bilico tra bianco e giallo l’Alto Adige. A Bolzano i contagi sono a quota 442 casi ogni 100mila abitanti. Le terapie intensive sono stabili attorno alla soglia limite del 10 per cento. Ma i ricoveri negli altri reparti sono cresciuti fino al 16%. La provincia autonoma ha deciso perciò di muoversi comunque. Ed stata firmata un’ordinanza che anticipa la stretta nazionale. Con discoteche chiuse e obbligo di mascherina all’aperto in ogni caso di assembramento, e quindi ad esempio nei centri cittadini, nelle piazze,nei mercati, nelle file; nonché obbligo di mascherina Ffp2 sui mezzi pubblici. Mentre nei Comuni “rossi” (con un tasso di incidenza settimanale superiore agli 800 casi ogni 100.000 abitanti e con la copertura vaccinale inferiore al 70%) bar e ristoranti devono chiudere alle 18 e scatta il coprifuoco dalle 20 alle 5. Chiusi teatri e cinema. Obbligo di Ffp2 anche nei negozi.

I comuni interessati dalla zona rossa sono 20: Rodengo, San Pancrazio, Caines,Vandoies, Ultimo, Martello, Castelbello-Ciardes, Naz-Sciaves, Senales, Plaus,Castelrotto, Marlengo, Laion, Postal,Ortisei, Moso in Passiria, Funes, SantaCristina Valgardena, Rasun Anterselva,Rio di Pusteria.

Intervenendo con rigore nelle zone più colpite dalla quarta ondata Bolzano spera di evitare provvedimenti ancora più restrittivi, come il lockdown austriaco, e una nuova battuta d’arresto per il commercio e il turismo in vista delle festività. Pesa il fatto che la provincia di Bolzano sia al penultimo posto per popolazione vaccinata: 78,4% a fronte di una media nazionale dell’84,2 per cento.

Curva epidemica ancora in risalita

A preoccupare è la risalita veloce della curva epidemica tutta Italia. La scorsa settimana l'incidenza nazionale era pari a 78 casi ogni 100mila abitanti, ora è a 113, anche se l'Rt (indice di contagio) è stabile a 1,21. La media dei ricoveri in ospedale rimane ancora sotto soglia (6% in terapia intensiva e 8% negli altri reparti) ma è in costante crescita. Bastino alcuni numeri: un mese fa i ricoveri in terapia intensiva erano 343, mentre ora sono 560. Quelli nei reparti ordinari sono quasi raddoppiati passando da 2.443 a 4.597.

Lombardia e Lazio in peggioramento

Tra le grandi regioni più grandi è in rapido peggioramento la situazione in Lombardia (110 casi settimanali ogni 100mila abitanti), soprattutto sul fronte dei ricoveri nei reparti ordinari, passati in una settimana da 524 a 736. Non sta meglio il Lazio (138 casi settimanali ogni 100mila abitanti) con i ricoveri in area medica saliti in una settimana da 605 a 677.

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