Tre indagati

Frode Iva sui «servizi» culturali al Colosseo: Mondadori Electa sotto indagine

di Ivan Cimmarusti


default onloading pic

2' di lettura

Gli utili dal 2012 a oggi sui «servizi aggiuntivi» offerti ai visitatori del Colosseo di Roma e di altri poli culturali, sarebbero stati camuffati così da ideare una presunta frode fiscale. Sotto inchiesta alla Procura della Repubblica di Milano è finita Mondadori Electa, società del gruppo Mondadori, che da oltre 50 anni svolge un ruolo di documentazioni e approfondimento nei diversi settori delle arti. Tra le competenze della società c’è anche la gestione dei servizi aggiuntivi, tra cui le librerie in musei e mostre (i cosiddetti bookshop), oltre alla produzione di merchandising.

Cataloghi e gadget
Gli investigatori del Nucleo di polizia economica finanziaria della Guardia di finanza di Milano hanno compiuto numerose perquisizioni negli uffici della società, dove sono stati acquisiti gli atti relativi all’assegnazione del bando all’Ati (raggruppamento temporaneo di impresa) Mondaori Electa-CoopCulture, che da 22 anni gestisce le visite guidate, la vendita di cataloghi e gadget, ristorazione, prevendita di biglietti online e altri cosiddetti «servizi aggiunti» nelle più importanti realtà culturali e museali di Roma. Non solo: risulterebbe una sospetta frode fiscale proprio su questo tipo di business.

Turbativa e frode fiscale: 3 indagati di Mondadori Electa e CoopCulture
L’indagine del sostituto procuratore Stefano Civardi, dunque, ruota attorno a queste due ipotesi di reato: turbativa d’asta, relativa all’aggiudicazione del bando, e frode fiscale. Il fascicolo conta tre indagati di Mondadori Electa e CoopCulture che presto saranno ascoltati dagli inquirenti, i quali sono intenti a ricostruire il business della società. Allo stato l’ipotesi è che Mondadori Electa e la Coop, abbiano ideato un presunto «sistema» teso all’equa divisione di utili e perdite all’oscuro del fisco. Un meccanismo che, per gli inquirenti, avrebbe permesso all’Ati di evadere il pagamento dell’Iva dovuta sugli introiti della vendita dei servizi aggiuntivi. Da qui l’accusa di frode fiscale che rappresenta il “cuore” dell’inchiesta. Ma nel mirino degli inquirenti è anche finita la concessione del bando per la gestione dei “servizi aggiuntivi” nelle più importanti realtà culturali e museali della Capitale. Bando vinto dall’Ati Mondadori Electa-Coopculture nel 1997, poi rinnovato fino al 2011, quando le proroghe scattarono in automatico e infine annullato nel 2017 dal consiglio di Stato proprio perché assegnato senza gara (dalla Consip per conto della Sovraintendenza Archeologica di Roma) alla stessa Ati che gestiva quei servizi da 20 anni. Il filone di indagine sulla presunta turbativa d’asta potrebbe essere trasferito alla Procura di Roma per competenza territoriale.

L’inchiesta nasce dall’Agenzia dell’Entrate
L’indagine nasce da una verifica compiuta dall’Agenzia dell’Entrate sui contratti stipulati da Mondadori Electa e CoopCulture. Secondo questa Ati sui «servizi aggiuntivi» non deve essere versata l’Iva. Interpretazione contestata dall’Agenzia, che ha segnalato il tutto alla Procura, la quale poi ha delegato i finanzieri a indagare.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...