compensi e abuso di beni aziendali

Frodi e illeciti, arrestato il presidente di Nissan Ghosn. Sarà licenziato

di Stefano Carrer


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(REUTERS)

3' di lettura

Deliberata sottostima dei compensi ricevuti nei report alle autorità di Borsa e utilizzo a fini personali di asset aziendali: per questo il mitico top manager Carlos Ghosn sta per finire arrestato e per perdere il posto di timoniere alla Nissan e con tutta probabilità anche alla Renault.
Finisce dunque nel modo peggiore l'era del dirigente franco-libanese-brasiliano alla Nissan, di cui è presidente: l'uomo che salvò la casa giapponese prendendone le redini quasi 20 anni fa come Ceo (carica che ha tenuto fino all'anno scorso) sta per essere arrestato a Tokyo ed è già stato completamente scaricato dalla società. Un vero terremoto del tutto inatteso anche in Borsa, dove sono stati oggetto di una pioggia di vendite sia il titolo Nissan sia quello di Renault, di cui lo stesso Ghosn è presidente e Ceo , posizionandosi come il perno dell'alleanza franco-giapponese (uno dei pochi raggruppamenti considerati di successo nel settore auto).

Indagine interna da mesi

La notizia è stata anticipata dal quotidiano Asahi. Ghosn sotto interrogatorio da parte degli inquirenti a Tokyo in attesa di essere arrestato, con il sospetto di violazione delle normativa finanziaria sulle attività di trading. In giornata la Nissan ha spiegato con un comunicato che, in seguito a una soffiata interna, da parecchi mesi stava conducendo una indagine interna riguardante possibili comportamenti illeciti da parte di Ghosn e di Greg Kelly, uno dei Representative Director. Dai risultati dell'inchiesta interna è emerso, ha dichiarato la società, che sia Ghosn sia Kelly hanno reso noto nei “securities report” alle autorità della Borsa di Tokyo un ammontare di compensi inferiore a quello reale percepito. Inoltre sono state riscontrati numerosi altri significativi atti di “misconduct”, come l'”utilizzo personale di asset della società” da parte di Hosn, mentre il “profondo coinvolgimento” di Kelly ha trovato conferme. E' stata proprio la Nissan ad allertare la procura di Tokyo, promettendo di “continuare a collaborare pienamente” con le indagini penali. Il Ceo Hiroto Saikawa sta per proporre al Board la rimozione immediata di Ghosn da Chairman e Representative Director e di Kelly da Representative Director.
Nissan “si scusa profondamente” per le gravi preoccupazioni causate agli azionisti e “continuerà a operare per identificare i problemi di governance”, prendendo misure appropriate.
Ghosn era diventato un mito in Giappone e nel mondo dopo che fu inviato da Renault a guidare la Nissan nel quadro dell'alleanza tra le due società, il cui destino ora non appare scontato. L'elevato ammontare dei suoi compensi (9,2 milioni di euro nell'anno finale come Ceo alla Nissan, oltre ai 7,4 milioni di euro percepiti da Renault nel 2017) aveva contribuito a ridimensionarne la popolarità in Giappone.

Risultati contradditori per Nissan

Risultati finanziari contraddittori per Nissan nell’anno fiscale terminato lo scorso 31 marzo 2018. Grazie soprattutto alla riforma fiscale americana dell’amministrazione Trump e a vendite mondiali solide, la casa nipponica ha registrato un utile netto in crescita del 12,6% rispetto all'esercizio precedente a 746,9 miliardi di yen (circa 6,8 miliardi di dollari), mentre i profitti operativi hanno accusato una flessione del 22,6% a 574,8 miliardi di yen per un margine operativo in discesa al 4,8%. Positiva l’evoluzione del giro d’affari, che ha registrato un incrmento del 2% a 11.951 miliardi di yen, mentre le immatricolazioni globali che sono aumentate del 2,6% per un totale 5,77 milioni di esemplari.

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