Veneto

Frodi e infiltrazioni, le Fiamme Gialle scovano i crimini con i big data

Negli ultimi dieci mesi sottratto al Fisco oltre un miliardo di imponibile
Mainolfi: costruiamo modelli in grado di segnalare il pericolo ma anche predirlo

di Riccardo Sandre

Bitcoin. Tra le frodi anche quella di utilizzare il nero ottenuto dalla propria attività per investimenti in bitcoin

4' di lettura

Un caleidoscopio di frodi ed evasioni milionarie, di tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia sana, di contraffazione e contrabbando di carburanti, di riciclaggio tramite moneta digitale e molto altro ancora.

Ammonta a quasi un miliardo di euro la base imponibile sottratta a tassazione e si attesta intorno a 270 milioni l’importo delle frodi e dei danni erariali che la Guardia di Finanza del Veneto ha contestato da gennaio 2021 a ottobre sul territorio regionale.

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Un sistema complesso quello del sottobosco dell’economia della regione, capace di modificare i propri obiettivi e le proprie modalità di azione in relazione al momento, sfruttando le potenzialità delle tecnologie ma anche le opportunità che si aprono con le crisi (come il Covid 19). C’è chi usa il denaro frutto dell’evasione ottenuto dalla propria attività per investimenti in bitcoin ed altri che hanno scelto di investire in attività di mining, l’azione cioè di creazione di nuova moneta elettronica totalmente anonima. C’è chi invece ha costituito cartiere per il riciclaggio internazionale di denaro, realizzando frodi fiscali da centinaia di milioni di euro.

Un meccanismo semplice ma basato su una ferrea fiducia tra le parti quello individuato ad esempio dalle Fiamme gialle di Portogruaro. Il sistema (che nelle stime della Gdf ha riciclato circa una sessantina di milioni ) prevedeva che il “cliente” pagasse a società vuote e con sede all’estero fatture dagli importi ingenti. Il denaro pagato veniva depositato, tramite pochi passaggi, in alcune banche di Shanghai.

All’avvenuto deposito, il denaro, decurtato di una percentuale, veniva restituito in contanti brevi manu agli imprenditori clienti da cittadini cinesi residenti nel Padovano.

«Quando si dice che ogni crisi è un’opportunità non ci si limita a ribadire un luogo comune» spiega il generale Giovanni Mainolfi, comandante della Guardia di Finanza del Veneto «ma anzi si afferma un principio ben noto alla criminalità, soprattutto economica. Siamo convinti che adattamento e flessibilità non siano solo caratteristiche connaturate all’essere umano ma anche al crimine e il Covid-19, con tutto il suo portato di tragedia e di difficoltà economica, ci ha messo in allerta fin da subito. Per questo assieme ai Prefetti, alle associazioni di categoria, agli enti e alle Pubbliche amministrazioni locali abbiamo considerato il rischio grave che una crisi di liquidità del sistema poteva rappresentare.

Un rischio che avrebbe potuto essere il cuneo usato dalla criminalità per insinuarsi nel sistema economico legale del territorio. Grazie a nuovi strumenti digitali, ad algoritmi complessi e alla possibilità di incrociare i dati di 160 banche dati in Italia e nel mondo, abbiamo creato un sistema in grado estrarre informazioni dai dati così costruendo modelli in grado non solo di segnalare il grado potenziale di pericolosità di un determinato soggetto, o azienda, ma anche di predire in qualche misura eventuali comportamenti illeciti. Usando questi sistemi digitali assieme al nostro expertise investigativo siamo riusciti ad ottenere risultati importanti in parte anche stroncando sul nascere azioni illecite ai danni della comunità».

Utilizzando proprio questi algoritmi complessi, la Gdf del Veneto si è soffermata sulle oltre 2mila nuove imprese registrate alle Camere di Commercio territoriali tra marzo e maggio 2020, diverse delle quali non hanno mai operato né prima né dopo il lockdown ma che per come erano costruite avrebbero potuto puntare facilmente ai ristori di emergenza previsti dal Governo. Circa 1200 ditte individuali e 800 società erano state avviate, in Veneto, durante il lockdown. Ad un incrocio delle banche dati è emerso che il 20% di queste annoveravano tra i propri soci persone con precedenti.

Molto vivace il dinamismo criminale ma in una regione che è da sempre una cerniera tra est e ovest, le attività legate alla contraffazione e al contrabbando di carburante sono estremamente significative. Eclatante il caso scoperto dalla Gdf di San Donà di Piave nei mesi scorsi e che riguardava un sistema di cartiere che in pochi mesi aveva prodotto evasione di Iva e Accise per oltre 113 milioni di euro nel contempo garantendo ai carburanti introdotti illegalmente nel Paese una documentazione quasi inappuntabile.

Ma il Veneto della manifattura e della Pmi internazionalizzata è anche uno degli obiettivi degli investimenti delle organizzazioni criminali anche mafiose, sia attraverso operazioni di riciclaggio che tramite vere e proprie truffe finalizzate all’acquisizione di intere aziende. E anche qui i casi non sono stati pochi. Il più famoso, nel maggio scorso, è stato quello che ha visto la Gdf di Rovigo protagonista di un’operazione che ha consentito di disarticolare un’organizzazione criminale che mirava a impossessarsi dei beni aziendali di imprenditori locali in difficoltà economiche, e di sequestrare attività industriali, beni mobili e immobili per un totale di 47 milioni di euro.

«La criminalità economica si evolve rapidamente» conclude il Generale Mainolfi «e noi ci siamo dotati di strumenti in grado di individuare gli illeciti in tempi congrui con un’azione che sia tempestiva. Qui in Veneto abbiamo scommesso sull’integrazione tra Big Data, Intelligenza Artificiale e capacità investigativa. Un modello integrato che rende più efficiente il nostro lavoro, che ci consente di stare al passo con il sottobosco di illegalità».

Guardia di finanza - La squadra sul territorio
Sono poco meno di 3mila gli agenti della Guardia di Finanza del Veneto. Circa 160 sono le banche dati che gli applicativi delle Fiamme Gialle possono consultare simultaneamente al fine di elaborare informazioni complesse e relative alle persone fisiche e alle delle società.Tre le direttrici dell'azione della Gdf sul territorio a tutela della sicurezza economica e finanziaria: il contrasto all'evasione, quello agli illeciti in materia di spesa pubblica e infine il contrasto alla criminalità. Un'azione che ha portato alla scoperta di oltre un miliardo la base imponibili sottratta a tassazione solo nei primi 10 mesi del 2021.

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