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Frutta e verdura, consumi in calo (-11%) e prezzi in aumento (+7%)

Dati Cso Italy sul primo semestre 2022: il calo dei consumi in volume sale fino al -14% rispetto a 5 anni fa. Valore totale delle vendite pari a circa 6 miliardi di euro

di E.Sg.

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3' di lettura

Le famiglie italiane hanno comprato meno frutta e verdura nei primi sei mesi dell’anno: l’11% in meno su base annua in termini di quantità e il 4% in meno se si guarda agli euro spesi. Secondo l’Osservatorio di mercato del Centro Servizi Ortofrutticoli (Cso Italy) sono state acquistate per il consumo domestico 2,6 milioni di tonnellate di frutta e verdura, per un calo che sale fino al 14% se lo si confronta con i consumi di 5 anni fa e un valore totale delle vendite pari a circa 6 miliardi di euro (-4%).

L’aumento dei prezzi, che ha accelerato nell’ultimo anno, potrebbe avere avuto un ruolo significativo: il valore medio ha raggiunto i 2,20 euro al chilo, +7% rispetto al 2021, +18% rispetto al 2018.

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Il calo dei consumi interni, unito a quelli dell’export, preoccupa gli operatori: «A giugno – ha commentato la direttrice di Cso Italy, Elisa Macchi – il volume medio di ortofrutta acquistata da parte delle famiglie italiane è stato di 21,7 kg, il più basso sulla serie storica in nostro possesso. La spesa media del semestre di 237 euro fa segnare circa 6 euro in meno. Le 291 mila tonnellate di frutta acquistate nel mese di giugno sono il quantitativo mensile più basso dell'ultimo quinquennio e segnano un secco -12% sul giugno 2021, generando inoltre una contrazione della spesa del -10%, anche in questo caso il valore minimo dal 2016».

In questo difficile quadro, segnalano da Cso Italy, gli ortaggi perdono leggermente meno, ma confermano le difficoltà generali del comparto: in giugno sono state acquistate per il consumo fresco e domestico circa 207mila tonnellate (-10% rispetto a giugno 2021).

Nel segmento frutta al primo posto per rilevanza di acquisto a volume troviamo le arance che, di poco al di sotto delle 300mila tonnellate, sono il frutto più acquistato con un calo sul primo semestre 2021 del -8% ma con le clementine che, nel comparto agrumi, hanno registrato un ottimo +6%. Con 248mila tonnellate, le mele segnano un -6%, pari ad una perdita di volume superiore ad oltre 15mila tonnellate. Le banane, con 205mila tonnellate, confermano invece i quantitativi del primo semestre 2021. Sotto la terza posizione troviamo le fragole che, dopo la buona annata 2021, perdono il 13% fermandosi a 79mila tonnellate. kiwi e pere, che vedono la seconda parte della campagna di commercializzazione proprio nei primi mesi dell'anno, segnano rispettivamente un calo rispetto al primo semestre 2021 del -4 e di un pesante -40%.

Sul fronte degli ortaggi, nessuna specie orticola ha fatto segnare aumenti di acquisti a volume nel primo semestre 2022 rispetto al 2021. Le patate registrano un -9%, seguite dal -12% dei pomodori, dal -4% delle insalate, dal -7% delle carote e quindi dal -16% delle zucchine. Abbiamo poi il -9% dei volumi acquistati di cipolle, -31% dei finocchi, -19% delle melanzane, dal -6% dei peperoni. I carciofi hanno perso il 10% confermando la generale sofferenza del comparto.

All'interno di questo panorama solo la IV gamma spicca - per la componente insalate - con variazioni positive: infatti da gennaio a giugno sono state acquistate circa 54 mila tonnellate di merce pari a un +7% sullo stesso periodo del 2021.

La distribuzione degli acquisti per canale commerciale non presenta eccezioni: nessun canale distributivo ha visto aumentare i volumi venduti. La grande distribuzione continua a detenere le quote di maggioranza con il 75% dei volumi (2,04 milioni di tonnellate) ma ha visto un calo di 150mila tonnellate (-7%). I canali tradizionali, che rappresentano il 22% dei volumi totali, hanno perso un pesante -20% fermandosi a un volume di circa 591 mila tonnellate.

Per quanto riguarda l'aumento dei prezzi medi di acquisto, l'importo più caro è stato mediamente speso presso le superette (2,30 euro/kg), seguite dai supermercati (2,29 euro/kg), dagli ipermercati (2,21 euro/kg) e dai discount (2,11 euro/kg). Per i canali tradizionali, i prezzi sono complessivamente più bassi rispetto alla Gdo: l'analisi rileva infatti 2,12 euro/kg per gli ambulanti e 2,01 euro/kg dei fruttivendoli.

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