innovazione

Frutta e verdura si comprano online: arriva la piattaforma e-commerce della Cia

Il nuovo strumento elaborato con Jp Morgan partirà dopo l’estate e coinvolgerà almeno 800 imprese

di Giorgio dell'Orefice

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(AdobeStock)

Il nuovo strumento elaborato con Jp Morgan partirà dopo l’estate e coinvolgerà almeno 800 imprese


3' di lettura

Qualcosa di positivo dall’emergenza Covid 19 resterà. Difficilmente resterà il “ritorno di fiamma” dei consumatori nei confronti dei negozi di prossimità, ma di certo resterà la grande accelerazione che è stata impressa durante i mesi del lockdown all’e-commerce di prodotti agroalimentari. Ne sono convinti alla Cia Agricoltori italiani che insieme a Jp Morgan sta preparando il lancio, che avverrà dopo l'estate, di una nuova piattaforma per il commercio online dei prodotti agroalimentari di almeno 800 imprese socie della Cia.

Nell’occasione è stata rilanciata una partenrship con Jp Morgan che già era stata stretta dopo il sisma del 2016 per commercializzare i “Prodotti dell'Appennino” ovvero i prodotti delle aziende delle regioni del Centro Nord che erano state colpite dal terremoto

«Il lockdown ha restituito una centralità al settore agroalimentare – ha commentato il direttore di Cia Agricoltori italiani, Claudia Merlino – evidenziando alcuni interessanti trend. Alcuni episodici come l'assalto agli scaffali della grande distribuzione nei primi giorni dell'emergenza. Altri noi speriamo siano duraturi come la crescita dei consumatori online di prodotti agroalimentari passati in Italia, in pochi mesi, da 9 a 11 milioni. Uno degli aspetti sui quali più ci stiamo concentrando con Jp Morgan è quello della formazione perché vendere online può essere anche molto diverso dal commercio tradizionale».

«L'agroalimentare ha dimostrato nel corso del lockdown – ha aggiunto la head of communication southern Europe di Jp Morgan, Stefania Signorelli – di essere un settore resiliente. Adesso vogliamo trasformare questa resilienza in opportunità di mercato. Siamo convinti che quella di una piattaforma web sia la strada migliore per consentire ad aziende abituate a servire mercati di sola prossimità di raggiungere molti più consumatori su mercati lontani».

«A mio avviso occorre riflettere sul fatto che l’e-commerce – ha aggiunto l’esperto di digital marketing, Daniele Vinci – consente un grado di fidelizzazione del cliente superiore alle tradizionali forme di commercio. Occorre sviluppare dei servizi di partner service, di servizi al cliente per rafforzare questo legame e anche differenziare i propri prodotti nell'oceano di offerte online».

Nel corso del webinar è stata portata anche l'esperienza concreta di Lorenzo Battistini produttore agricolo umbro dove conduce l'azienda Bosco Torto di Etiche terre. Un'azienda che ha fin dal 2016 un sito internet da tempo e molto curato e sul quale commercializza miele, birra, cereali, legumi, confetture e ortaggi. «È vero che nel corso del lockdown – ha spiegato Battistini – abbiamo avuto un incremento degli ordinativi. Anche se solo per alcune produzioni, non per tutte. Molto positiva si è rivelata la nostra scelta di incentivare le vendite di legumi e cereali sfusi, riducendo l'impatto di imballaggi di plastica. Resta però il nodo delle spedizioni e della logistica che a volte superano il valore del prodotto. Lo sviluppo dell'e-commerce non diventerà una realtà finché i costi di spedizione non saranno sostenibili».

«Lanciare una nuova piattaforma di commercio online di prodotti agroalimentari – ha aggiunto il presidente di Cia Agricoltori italiani, Dino Scanavino – è per noi un’operazione di sistema. È questa la direzione nella quale dobbiamo andare. Ma le istituzioni ci devono venire dietro. Non sono più rinviabili gli investimenti sulla digitalizzazione. Senza una connessione adeguata questa resterà un’utopia come calerà l’appeal nei confronti delle aree rurali tanto dei giovani agricoltori che dei turisti. I sistemi rurali hanno grandi potenzialità che sono innanzitutto nella qualità dei prodotti. Ma servono connessioni adeguate, logistica e spedizioni rapide (che non penalizzino la deperibilità dei prodotti) e a costi competitivi».

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