Nuovi brand

Frutta, Orogel lancia la linea Meraviglie per il top della sua produzione

L’obiettivo è proporre sul mercato prodotti freschi e pieni di gusto a consumatori che mediamente sono insoddisfatti della frutta che mangiano

di Manuela Soressi

2' di lettura

È un brand molto noto nei vegetali surgelati. Ma, in realtà, il gruppo Orogel nasce nel mondo dei freschi, in cui nel 2020 ha realizzato quasi 30 miliardi di euro di fatturato (+7,6% sul 2019). Ora consolida queste sue radici lanciando una nuova gamma, che valorizza la frutta top quality coltivata da una parte delle 605 aziende agricole associate alla sua cooperativa di primo grado Orogel Fresco. “Questa linea offrirà solo il meglio della nostra produzione– spiega il direttore operativo Vincenzo Finelli – ossia solo frutta di stagione e delle migliori varietà, coltivata in Italia nelle zone più vocate, raccolta al giusto punto di maturazione e consegnata nel minor tempo possibile nei punti vendita, anche grazie alla selezione e al confezionamento, in pack riciclabili, direttamente in campo della maggior parte dei prodotti. Una proposta premium che, come dice il brand prescelto, Le Meraviglie, vuole far riscoprire agli italiani il gusto e il piacere della frutta che sa di frutta”.

Una promessa che risponde a un'esigenza concreta dei consumatori, visto che oltre metà degli italiani non è soddisfatto della qualità della frutta e della verdura che acquista nella distribuzione moderna e quasi un acquirente su otto ne boccia il rapporto qualità/prezzo, com'è emerso dall'indagine condotta da AstraRicerche per Orogel Fresco. In effetti il gap tra quanto si pagano i prodotti ortofrutticoli e la loro bontà/freschezza esce confermato dall'indagine come il tallone d'Achille del reparto nella Gdo italiana. Se per il 21,8% degli intervistati il prezzo è sproporzionato alla qualità, per un10,6% i prodotti non sono abbastanza freschi, per l'8,5% sono poco saporiti, per il 7,9% arrivano dall'estero o non sono locali e per il 7% non sono buoni.

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Con la nuova linea, Orogel Fresco ha l'ambizione di risolvere tutti questi dislike e di alzare l'asticella della frutta venduta in Gdo. Ma non tutta la Gdo. “Potenzialmente solo il 15-30% della nostra produzione complessiva (circa 40mila tonnellate annue) avrà i requisiti per entrare in questa nuova linea – conferma Finelli – e quindi non avremo abbastanza frutta per fornire tutti i retailer. Al momento stiamo, quindi, valutando se distribuirla solo in alcune catene forti localmente o se fornirla in esclusiva a una grande insegna nazionale”.E mentre è in corso la presentazione alla Gdo, è partita la produzione, realizzata secondo i metodi dell'agricoltura integrata o di quella biologica.

Ad aprire le danze sono pesche, nettarine, susine, mele e pere, che saranno seguite da kiwi e kaki in autunno e inverno, e poi nel 2022 da fragole, ciliegie e albicocche, nel rispetto del naturale calendario di produzione. La gamma sarà in vendita otto mesi l'anno e ogni frutto è disponibile per un buon periodo: un risultato consentito dalla distribuzione geografia dei nostri soci produttori, presenti dal Friuli alla Calabria, e dalla nostra struttura produttiva e logistica, che conta quattro stabilimenti e otto centri di ritiro a copertura di tutto il territorio italiano – spiega il presidente Realdo Mastini – Con i nostri agricoltori abbiamo fatto un lungo percorso di innovazione e miglioramento della produzione, avviato oltre 20 anni fa con il progetto Fresco Gusto. E vogliamo crescere ancora, anche coinvolgendo nuovi soci”.

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