VIAGGI E SHOPPING

Fs mette in vendita 200 negozi in cinque stazioni

di Marco Morino

(Marka)

3' di lettura

È come se un vistoso cartello con su scritto “vendesi” f osse appeso alle vetrine dei negozi presenti in cinque grandi stazioni italiane. Fs Italiane infatti ha deciso di mettere in vendita le attività retail (negozi e aree commerciali) nelle stazioni di: Torino Porta Susa, Milano Porta Garibaldi, Padova, Roma Ostiense e Napoli Afragola. La holding del gruppo, insieme a Rfi (Rete ferroviaria italia), ha avviato il processo di cessione a mercato, attraverso gara pubblica, dell’intero capitale sociale della nuova società Centostazioni Retail. Venerdì 13 aprile 2018 scadranno i termini per la presentazione delle domande di partecipazione.

La vendita delle attività retail nelle cinque stazioni è parte del processo di riorganizzazione societaria di Centostazioni, di cui Fs Italiane ha riacquisito il 100% delle azioni nel gennaio 2017. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini ha deciso così di affidare fuori dal perimetro aziendale lo sfruttamento economico e degli spazi commerciali e pubblicitari di cinque interessanti stazioni. Finiscono sul mercato 26mila metri quadrati di aree commerciali e spazi pubblicitari, con un potenziale di circa 200 negozi, un’importante opportunità di investimento nel settore del travel retail. Fs pone come vincolo per l’acquisto della gestione delle attività commerciali un fatturato pari a 70 milioni di euro, di cui almeno 50 maturati nel settore del travel retail.

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Un profilo che potrebbe coincidere con quello di Gradi Stazioni Reatil, azienda controllata al 100% dal 9 giugno 2016 dalla cordata italofrancese Antin-Borletti-Icamap che gestisce le attività commerciali di 14 stazioni del calibro di Milano Centrale, Roma Termini, Torino Porta Nuova, Firenze Santa Maria Novella, Venezia Santa Lucia, Verona Porta Nuova, Bologna Centrale, Bari Centrale, Napoli Centrale. Ma anche con quello di alcuni prestigiosi fondi di investimento internazionali, come Lone Star e Altarea. La partita è appena iniziata.

I treni regionali
Intanto, sul fronte del materiale rotabile, prosegue il processo di rinnovamento della flotta avviato da Trenitalia. L’obiettivo è migliorare la qualità del trasporto pendolare introducendo treni nuovi e confortevoli. Dopo i 31 treni Pop (questo il loro nome) ordinati nei giorni scorsi dalla Regione Veneto al costruttore Alstom, ieri è stata la volta di altre tre Regioni ad annunciare l’acquisto dei nuovi convogli Pop realizzati dalla multinazionale francese negli stabilimenti italiani di Savigliano (Cuneo), Sesto San Giovanni (Milano) e Bologna: si tratta delle Regioni Abruzzo (4 treni), Liguria (15 treni), Marche (4 treni). Il valore della commessa, comprensiva dei 31 treni prenotati dal Veneto, è di 330 milioni di euro. I 54 Pop si aggiungono ai 47 già ordinati dalla Regione Emilia Romagna nel 2016, per un totale di 101 nuovi treni Alstom in fabbricazione. «Ci auguriamo di ottenere presto la fiducia anche di altre regioni» commenta Michele Viale, amministratore delegato e direttore generale di Alstom in Italia. L’accordo quadro, siglato nell’agosto 2016 con le aziende vincitrici della gara internazionale, consentirà a Trenitalia di acquistare 300 Rock da Hitachi Rail Italy e 150 Pop da Alstom Italia per un totale di 450 convogli e un investimento di oltre quattro miliardi di euro. Una maxi commessa che, per valore economico e numero di treni, non ha precedenti in Italia.

Riuso stazioni dismesse
Finanziare e attuare progetti per la riqualificazione e il riuso sociale, ambientale e culturale di circa 450 stazioni impresenziate e delle linee ferroviarie dismesse del network di Rfi. È l’obiettivo dell’accordo firmato ieri a Milano da Renato Mazzoncini, ad di Fs Italiane, e da Alessandro Messina, direttore generale di Banca Etica. «Le stazioni ferroviarie - nota Mazzoncini - non sono più solo luoghi dove iniziano o finiscono i viaggi. È fondamentale quindi migliorare l’integrazione di queste strutture, anche di quelle dismesse, con la città».

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