Ferrofie italiane

Fs in prima fila nella corsa alla mobilità integrata e green

di Marco Morino

2' di lettura

Stando al rapporto Pendolaria 2021 di Legambiente il settore dei trasporti produce oltre il 26% delle emissioni di CO2 in Italia e dal 1990 non ha visto riduzioni. Gli obiettivi per diminuire le emissioni di CO2 fissati dall’Unione europea al 2030 e al 2050 prevedono una riduzione di almeno il 90% nei prossimi 30 anni per salvare il pianeta dagli impatti dei cambiamenti climatici. In Italia circolano 39,5 milioni di auto private, 6,9 milioni tra moto e motorini, 5,7 milioni di camion e veicoli per il trasporto merci. La sfida è di ridurne il numero e aumentare le opportunità di trasporto decarbonizzato.

In prima linea nella lotta alle emissioni climalteranti e per fermare il ritorno all’auto privata a cui si è assistito con lo scoppio della pandemia da Covid-19 per la poca fiducia nei mezzi pubblici, c’è il Gruppo Fs (Ferrovie dello Stato). La società ha scelto la sostenibilità ambientale, sociale ed economica come elemento guida per la definizione delle scelte strategiche e operative. Non a casa è fra i Leader della sostenibilità 2021 Il Sole 24 Ore - Statista.

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Il gruppo Fs nel 2019 ha fissato tre obiettivi di lungo periodo: il primo è proprio quello di incoraggiare le persone che si muovono con la propria automobile a optare per mezzi pubblici, ecologici o condivisi, per ottenere un trasferimento modale del 5% entro il 2030 e del 15% entro il 2050. Stessa logica per il trasporto delle merci: entro il 2050 Fs punta a portare al 50% la quota di quelle movimentate su ferro. Inoltre si lavora per abbattere le emissioni di CO2 fino a conquistare la neutralità carbonica nel 2050 e ridurre gli incidenti mortali che coinvolgono viaggiatori e personale fino ad azzerarli. Non solo traguardi a cui approdare in un prossimo futuro, ma anche azioni tangibili nel presente tra cui: l’emissione di green bond per un valore di 2,3 miliardi per finanziare treni con elevate performance ambientali; il rilancio del trasporto regionale con 600 nuovi convogli, come i treni Pop e Rock, che permettono di ridurre del 30% i consumi energetici rispetto ai treni della generazione precedente; la progettazione e realizzazione di infrastrutture resilienti e sostenibili. O ancora la firma di un memorandum d’intesa con Snam per lo sviluppo del trasporto ferroviario a idrogeno.

E tra le azioni tangibili nel presente c’è anche il progetto, finanziato con 4 milioni di euro dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (Mims), per realizzare o potenziare le piste ciclabili che collegano le stazioni ferroviarie alle università. Promossa insieme a Rfi, del Gruppo Ferrovie Italiane, l’iniziativa intende promuovere nei centri urbani l’uso delle biciclette. Chiarisce Enrico Giovannini, ministro delle infrastrutture e della mibilità sostenibili, «È solo il primo progetto a cui potranno seguire ulteriori interventi con lo stanziamento di fondi aggiuntivi». In questa prima fase, i fondi vengono destinati ai Comuni di Bari, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pisa, Roma. Le amministrazioni comunali, in accordo con le Università, dovranno realizzare i percorsi ciclabili, le ciclostazioni e le infrastrutture per la sicurezza. Rfi, attingendo alle risorse del Contratto di programma, realizzerà le aree di sosta delle biciclette presso le stazioni attrezzandole con le rastrelliere.

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