La giornata dei mercati

Ftse Mib (+1,1%) al top del 2009 con super Ferrari, Tim e calo euro

di S. Arcudi e A.Fontana

(Bloomberg)

5' di lettura

Il calo dell'euro/dollaro a 1,19 (1,1932 in chiusura) dopo i dati sul mercato del lavoro Usa ha spinto le Borse europee che hanno chiuso tutte positive con Milano e Francoforte in rialzo di oltre un punto percentuale. Il Ftse Mib, trainato dal balzo di Ferrari (+7,7% dopo la trimestrale sopra le attese) e dal caso Telecom Italia (+2,1%), è tornato sopra i 24300 punti, cioè ai livelli massimi dall'ottobre 2009: +1,12% la performance finale dell'indice principale della Borsa milanese che nell'intera settimana è risalito di un complessivo 1,7% proseguendo sulla scia dei rialzi di aprile. I conti Ferrari e la salita di Fca (+3,2% grazie alle valutazioni di Goldman Sachs in vista del nuovo piano) hanno trainato la holding Exor (+3,1%) mentre la vittoria di Elliott nella battaglia all'ultimo voto per il board Telecom ha avuto effetti anche su Mediaset (+2,8%) e sulle Telecom risparmio (+2,8%). In deciso rosso solo Moncler (-2,3%) colpita dalle prese di beneficio dopo una trimestrale con ricavi oltre le previsioni. Rally del petrolio con la consegna giugno del Wti che ha toccato i massimi dal novembre 2014 avvicinandosi alla soglia dei 70 dollari al barile: il rinnovo dell'accordo sul nucleare iraniano e i dati sul calo della produzione di greggio da parte dei Paesi Opec ai minimi da un anno nel mese di aprile sono alla base di questa fiammata dei prezzi, secondo gli operatori.

Vittoria Elliott fa scattare acquisti su Tim e Mediaset

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A Milano l'osservata speciale è stata Telecom Italia, nel giorno dell'assemblea per il rinnovo del Cda, ultimo capitolo della battaglia tra Vivendi ed Elliott: il titolo, che ha trascorso in rosso tutta la prima parte della giornata, ha virato in positivo ed è tra i migliori del Ftse Mib dopo che la lista del fondo americano ha vinto con il 49,84% dei voti, mentre la lista di Vivendi ha incassato il 47,18% dei voti. Il nuovo board sarà dunque composto da Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Paola Giannotti de Ponti, Luigi Gubitosi, Paola Bonomo, Maria Elena Cappello, Lucia Moreselli, Dante Roscini, Rocco Sabelli, dalla lista Elliott e Amos Genish, Arnaud de Puyfontaie, Marella Moretti, Michele Valensise, Giuseppina Capaldo da quella di Vivendi. Il presidente in carica, Franco Bernabé, ha ricordato che gli azionisti rilevanti sono Vivendi con il 23,94% del capitale, Paul Singer con l'8,85% (attraverso Elliott) e Cassa Depositi e Prestiti con il 4,78%. L'esito della assemblea ha fatto decollare anche le azioni Telecom It Rsp visto che ci si aspetta che il progetto di conversione di questi titoli in azioni ordinarie, predicato dallo stesso fondo Usa, possa ora diventare operativo. Brillante anche Mediaset: sbloccato l'affare Tim, la speculazione ora ragiona sulle strategie di Vivendi, secondo azionista di Cologno Monzese.

Sul Ftse Mib giù Moncler, che ha registrato un incremento del 20% nei ricavi trimestrali a 332 milioni di euro, mentre ha leggermente rallentato Generali, a causa prese di profitto, che ha visto crescere oltre il consensus sia il risultato operativo (+4,9% a 1,3 miliardi) sia l'utile, arrivato a 581 milioni (+8,6%). Fuori dal listino principale balzi vicini al 10% per Maire Tecnimont dopo i conti pubblicati ieri e per Tecnoinvestimenti che ha realizzato la prima acquisizione all'estero rilevando il 51% di Camerfirma, società spagnola specializzata nei servizi di certificazione (firma elettronica, certificati di identità).

Ferrari aggiorna record e traina la galassia Agnelli

Ferrari ha premuto di nuovo sull'acceleratore a Piazza Affari aggiornando il record sopra quota 113 euro grazie all'effetto dei conti del periodo gennaio-marzo. Le azioni di Maranello hanno fatto da traino a tutta la galassia Agnelli, con Fiat Chrysler Automobiles, Exore Cnh Industrialtutte in buon aumento. Come fanno notare gli analisti di Equita, «nonostante un fatturato leggermente inferiore penalizzato dal forex (+1% anno su anno a 831 milioni di euro, contro gli 843 milioni attesi), sia Ebit che utile netto sono stati migliori delle attese», con un rialzo rispettivamente del 19% (a 210 milioni, contro i 191 stimati) e del 20% (a 149 milioni, contro i 134 attesi). Per questo Equita «ha lasciato le stime invariate (aggiornando solo il debito per il buy-back)». Positiva la valutazione anche per un'altra primaria Sim milanese, secondo cui i risultati di Ferrari hanno «battuto nuovamente le nostre stime e quelle di consenso», visto che «l'effetto positivo del mix guidato dalla 812 Superfast e Aperta era atteso in maniera minore» e «resta solida la generazione di cassa». Per questo, le stime sono state ritoccate al rialzo a 144 euro per azione, con valutazione «buy».

Ulteriore sostegno a Fca viene da un report positivo di Goldman Sachs, che ha detto di «continuare a vedere significativo valore per gli azionisti del gruppo, che secondo le previsioni avrà redditività e flusso di cassa sopra le stime». Inoltre, «il nuovo piano strategico 2018-2022 mostrerà la capacità di Fca di sostenere e ulteriormente migliorare il livello di redditività e generazione di flusso di cassa, mentre l'amministratore delegato Sergio Marchionne passerà la palla al suo successore». Come hanno spiegato gli esperti della banca, la creazione di valore strutturale «continuerà a sostenere il titolo nel 2018 e oltre». In aggiunta, lo scorporo di Magneti Marelli, atteso entro fine anno, «dovrebbe ulteriormente sottolineare le opportunità di creare valore».

SocGen rallenta Parigi. Pearson e Iag protagoniste a Londra
In generale i tecnologici sono stati il comparto al centro degli acquisti insieme ai minerari e all'energia sui mercati continentali. Francoforte ha chiuso le contrattazioni a +1,02%, grazie ai rialzi di Lufthansa e Infineon e nonostante il rosso di Volkswagen: -1,8% per la casa di Wolfsburg dopo l'accusa di frode negli Stati Uniti per l'ex ceo Winterkorn per il caso dieselgate. Nel pomeriggio anche Parigi è riuscita a tornare in positivo (+0,26% il Cac40) anche se la seduta è stata caratterizzata dal -5% di Societe Generale a causa dei timori per le conseguenze legali della "vicenda Libia" (il caso dei pagamenti all'uomo d'affari Walid al-Giahmiper la quale il gruppo ha già patteggiato un anno fa un risarcimento vicino al miliardo di euro) e dello scandalo Libor. Guadagno dello 0,86% per la Borsa di Londra guidata dal +7,8% di Pearson (dopo la trimestrale e la conferma della guidance con utili operativi tra 520 e 560 milioni di sterline) e dal +5,8% del gruppo di aviolinee Iag (British Airways, Iberia, Aer Lingus e Vueling) che ha ottenuto un utile netto di 206 milioni di sterline nel primo trimestre al netto delle voci straordinarie: in una nota, inoltre, la Norwegian Air Shuttle ha comunicato di aver rifiutato due offerte di acquisto arrivate proprie da Iag per rilevare la compagnia aeree low cost Norwegian.

Tasso di disoccupazione Usa al minimo dal 2000

L'economia americana ha creato meno posti di lavoro del previsto ad aprile (164.000, contro i 195.000 attesi), ma il tasso di disoccupazione è calato dal 4,1 al 3,9%, il minimo da dicembre 2000 e un ribasso superiore alle previsioni, che parlavano del 4%. Sul dato ha però inciso anche il fatto che la partecipazione alla forza lavoro è scesa dello 0,1% al 62,8%. Va comunque detto che le aziende americane hanno aggiunto posti di lavoro ogni mese da ottobre 2010, una serie positiva di 91 mesi e il più lungo periodo di sempre di miglioramento dell'occupazione.

Inflazione Usa e nucleare Iran i temi della prossima settimana

Per la prossima settimana, quando proseguiranno i conti trimestrali (a Milano focus sulle banche e sulle utility), gli operatori saranno attenti alla riunione del Comitato di politica monetaria della Federal Reserve e ai dati sull'inflazione americana di aprile (attesa accelerazione a 2,5%) anche se la decisione del presidente Trump circa il rinnovo dell'accordo sul programma nucleare iraniano promette di tenere in tensione i mercati finanziari. Nel Vecchio Continente, la riunione della Banca di Inghilterra costituirà un passaggio importante per capire se l'istituto punterà, come sembrava fino a qualche settimana fa, a mettere mano a breve ai tassi di interesse. Lunedì sarà chiusa per festività la Borsa di Londra.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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