CONTRASTO EVASIONE

Fuga di capitali, nella lotta agli spalloni debutta l’algoritmo

L’agenzia delle Dogane firma l’intesa con Guardia di Finanza ed Entrate per lo scambio di informazioni sui trasferimenti illegali da e per l’estero di titoli e valori

di Marco Mobili


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2' di lettura

Nessuna pausa nel contrasto alla circolazione illecita di capitali. Per contrastare l’uscita o il rientro in Italia di titoli e valori oltre la soglia consentita dei 10mila euro, l’amministrazione finanziaria arruola un algoritmo a prova di privacy. Dogane, Guardia di Finanza ed Entrate, infatti, potranno continuare a incrociare le informazioni utili su dichiarazioni e verbali di accertamento sugli “spalloni” pizzicati in dogana, utilizzando una chiave crittografata per assicurare una robusta protezione delle informazioni recuperate.

Il nodo privacy
Lo scambio di informazioni sulle violazioni di valuta riscontrate in entrata e in uscita dall’Italia è stato autorizzato in via transitoria dal Garante della privacy il 14 giugno scorso dopo aver esaminato il provvedimento attuativo del Dlgs del 2008 e l’intesa ora sottoscritta tra Dogane, Entrate e GdF. Un via libera vincolato però a rigide misure tecniche e organizzative per assicurare il pieno rispetto del nuovo regolamento Ue sulla privacy e del principio di minimizzazione e degli obblighi di sicurezza.

Invio dei dati mensile
In attesa del perfezionamento del decreto attuativo e del protocollo tecnico i dati sugli spalloni stanati alla dogana saranno inviati alle Entrate e alle Fiamme Gialle ogni mese. I file saranno blindati da un algoritmo e inviati con posta certificata . Per quanto riguarda il passato i dati relativi al 2013 viaggeranno tra Dogane, GdF ed Entrate con supporto ottico non riscrivilbile e crittografato.

Come girano i dati
In attuazione delle regole Ue sulla circolazione di capitali , attuate in Italia nel 2008 con il decreto n. 195, l’agenzia delle Dogane è tenuta a inviare telematicamente alle Entrate e alle Fiamme Gialle le dichiarazioni rilasciate da chiunque entra nel territorio nazionale o ne esce trasportando denaro contante per importi superiori a 10.000 euro . Non solo. I verbali di contestazione inviati alle Dogane dalla GdF, dovranno essere conservati in forma nominativa per almeno 10 anni e trasmessi al ministero dell’Economia e delle Finanze, con supporti informatici, entro sette giorni dalla data di contestazione per sanzionare i contribuenti nei confronti dei quali sono state accertate le violazioni valutarie.
Se, poi, dagli accertamenti dovessero emergere fatti e situazioni che potrebbero essere legati al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, anche se le somme di denaro contante al seguito dovessero essere inferiori alla soglia dei 10mila euro, le Dogane dovranno conservare queste informazioni e i dati identificativi del contribuente, nonché quelli del mezzo di trasporto utilizzato, per poi condividerli con l’Unità di informazione finanziaria (Uif) di Bankitalia.

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