INDIA

Fuga da New Delhi per lo smog. Le destinazioni da evitare

La megalopoli è coperta da giorni da una fitta e densa foschia e fumo proveniente dai campi bruciati dopo la mietitura. Ma una delle città più inquinate al mondo rischia di danneggiare il turismo in tutto il Paese. E anche davanti al Taj Mahal i turisti si fanno i selfie con la maschera antismog

di L.Ben.


India, dichiarata emergenza inquinamento: scuole e uffici chiusi

2' di lettura

“Non si riesce a respirare, siamo costretti a stare chiusi in casa”. E’ questo il disperato appello di migliaia di abitanti di New Delhi dove vivono 20 milioni di persone. Da 10 giorni consecutivi la città è ricoperta da una densa foschia brunastra causata soprattutto dalla pratica degli agricoltori di bruciare i residui della mietitura nei campi. A questo si aggiunge l’inquinamento dovuto al traffico, alle emissioni delle industrie e ai fuochi d’artificio utilizzati per la recente festa di Diwali. Lo smog sembra non essere destinato a ridursi nonostante gli interventi delle autorità per abbassarlo: il blocco parziale dei voli, le scuole chiuse e la circolazione ai mezzi limitata, in vigore fino al 15 novembre.

New Delhi coperta di smog India, 5 novembre REUTERS/Anushree Fadnavis

Nel giorno fino ad ora peggiore - domenica 3 novembre - l’indice della qualità dell’aria (AQI), che comprende anche la concentrazione media di PM2,5 (particolato fine in grado di penetrare profondamente nei polmoni specie durante la respirazione dalla bocca), ha superato la soglia dei 900 microgrammi/al metro cubo quando il livello di allerta è 200 e meno 50 e quello di tolleranza secondo i parametri dell'OMS.

La mancanza di precipitazioni ha peggiorato la situazione e sta avendo effetti pesanti anche sul turismo. I viaggiatori d’affari stanno rimandando gli appuntamenti, i turisti dirottano i viaggi verso altre mete come l'Himalaya o il Rajasthan. Se le ricerche con destinazione Delhi su Booking.com sono calate del 44%, sono in aumento quelle per lasciare la città, per i pochi che possono permetterselo. Gli altri sono scesi in piazza per protestare.

Proteste a New Delhi, India, 5 novembre 2019. REUTERS/Adnan Abidi

Lo scorso anno sono stati 11 milioni i viaggiatori che hanno scelto il continente indiano come destinazione grazie a una massiccia campagna di marketing voluta dal governo Modi. Il Paese è enorme e vanta paesaggi diversi ma i continui e preoccupanti allarmi per la salute pubblica potrebbero dirottare le scelte dei turisti altrove. L’immagine scattata ad Agra il 5 novembre è emblematica: a tre ore di macchina da New Delhi di fronte al Taj Mahal, patrimonio Unesco, le foto ricordo e i selfie sono con fatte con la mascherina di protezione antismog. Segno che anche nella zona del mausoleo, una delle 7 meraviglie del mondo, si boccheggia.

Turisti si proteggono dallo smog mentre fotografano il Taj Mahal ad Agra 5 novembre 2019. (Photo by Money SHARMA / AFP)

L’inquinamento, secondo uno studio riferito al 2017 pubblicato sulla rivista Lancet, ha causato la morte nel Paese di più di un milione di persone abbassando l’aspettativa di vita di 1,7 anni.

Per un monitoraggio h24 della situazione (con una previsione attendibile di 7 giorni) è utile consultare la mappa Air Visual Map. Una piattaforma open che monitora in tempo reale la qualità dell’aria in più di 10mila città e dove, in cima alla classifica, troviamo appunto India, Pakistan, Vietnam, Bangladesh, Indonesia, Mongolia e Cina. Una guida da tener presente se si pensa di pianificare un viaggio alla ricerca di aria pura.

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