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Fujifilm: scandalo contabile da oltre 300 milioni di euro

dal nostro corrispondente Stefano Carrer


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(Bloomberg)

1' di lettura

TOKYO - Un altro scandalo contabile scuote la Corporate Japan. Ma non e' grave quanto altri episodi – da Olympus a Toshiba – in quanto riguarda affiliate estere e non direttamente la casa madre.
Fujifilm Holdings ha annunciato oggi che le irregolarita' di bilancio presso controllate in Nuova Zelanda e Australia provocheranno un buco di bilancio da 37,5 miliardi di yen, pari a circa 340 milioni di dollari (303 milioni di euro), riguardante un arco temporale di sei anni.

Un buco superiore a quanto inizialmente ipotizzato, poiche' ai 22 miliardi di yen relativi alle attivita' in Nuova Zelanda si e' aggiunta solo di recente la scoperta di analoghe irregolarita' in Australia. In entrambi i casi, si tratta di manovre improprie sui bilanci di Fuji Xerox nei due Paesi, il cui top management si dimettera'. Il Ceo del gruppo, Shigetaka Komori, e il chief operating officer Kenji Sukeno si taglieranno del 10% lo stipendio per tre mesi.
Il problema era gia' emerso fin dal luglio 2015 grazie a una “soffiata” riguardante sospette transazioni di leasing, che l'affiliata locale aveva poi giudicato non rilevanti. Ma il gruppo aveva dovuto posticipare a oggi la comunicazione dei risultati del primo trimestre 2017 e dell'intero esercizio annuale.

Il bilancio annuale si chiude comunque meglio delle attese a livello di risultato netto, che e' in crescita al record di 131,5 miliardi di yen grazie a proventi non ricorrenti. I profitti operativi risultano pero' tagliati di 20 miliardi di yen a 172 miliardi di yen rispetto alle precedenti stime.

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