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Fulco di Verdura, il duca dei gioielli che conquistò Chanel (e l’America)

Dalla Palermo d’inizio Novecento alla New York degli anni Cinquanta, la storia del duca siciliano e della sua maison, amata dalle signore di Manhattan e dalle dive di Hollywood. E che oggi continua a diffondere il suo glamour

di Chiara Beghelli


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4' di lettura

Scherzo, gioco, gioia: l’etimologia della parola “gioiello” conduce direttamente a una festa, per gli occhi e per il cuore di chi lo indossa. E non potevano dunque essere che delle feste a dare inizio a una delle più belle delle storie di gioielli del Novecento: quella di Fulco Santostefano della Cerda, duca di Verdura, che nella prima metà del Novecento lasciò la sua Sicilia per conquistare Parigi e New York, Coco Chanel, Diana Vreeland, le dive di Hollywood e le signore più sofisticate di Manhattan.

È nella Palermo fin de siècle che la vita del duca Fulco inizia: nasce il 20 marzo del 1898 da una famiglia di antica nobiltà dell’isola. La sua infanzia trascorre dorata nella bellissima villa Niscemi, dove forse avrà anche incontrato Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il futuo autore del Gattopardo e suo cugino, di appena due anni maggiore di lui. La Palermo del Fulco ragazzo è una destinazione cosmopolita, punto di ritrovo dell’alta società internazionale, tanto che Cole e Linda Porter la inseriscono nel loro viaggio di nozze nel 1919. Conoscono Fulco, innamorandosi della sua personalità così aristocraticamente estrosa. E nel giro delle feste dell’allora jet set internazionale, Cole e Linda Porter invitano Fulco a partecipare a un ballo da loro organizzato a Venezia. È il 1925 e una delle invitate si chiama Coco Chanel. L’anno dopo, Fulco di Verdura ricambia l’invito e Coco Chanel e i Porter partecipano al ballo in maschera che lui organizza a Palermo, dedicato a Lord Nelson e alla sua amante, Lady Hamilton. Una festa che Vogue ricorderà come «memorabile».

Fulco di Verdura, il duca siciliano dei gioielli che conquistò Chanel (e l’America)

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Coco Chanel, abilissima talent scout, viene folgorata dalla creatività di Fulco e gli propone di accompagnarla a Parigi, per lavorare fianco a fianco nella sua maison di Rue Cambon che sta crescendo velocemente. Fulco diventa designer di tessuti per Mademoiselle, ma non è quella l’arte che esprime al meglio il suo talento. Coco ha molti gioielli che le sono stati regalati dai suoi amanti, ma alcuni non le piacciono. Chiede dunque a Fulco di modificarli, farne creazioni couture in metallo prezioso e gemme. Ed è allora che il più grande talento del duca deflagra come un fuoco d’artificio: è il 1935 quando con due croci di Malta che le erano state regalate dal duca Dimitri di Russia, Fulco di Verdura realizza due bracciali in smalto bianco dai quali Coco non si separerà quasi mai, tanto da consumarne i bordi. I due creativi si incontrano nel desiderio di modernizzare lo stile delle donne: Coco con i suoi abiti e accessori eleganti ma comodi, Fulco con gioielli giocosi, colorati, ironici, perfetti da indossare in ogni momento della giornata.

I due bracciali realizzati da Verdura per Coco Chanel

Ma Fulco punta ancora più a ovest, oltre Oceano, dove le sue amicizie e contatti lo portano a Diana Vreeland, potente giornalista di Harper’s Bazaar. Lei lo introduce al gioielliere Paul Flato, per cui diventerà designer, e a tutte le ricche signore di Manhattan. E alle dive di Hollywood, che raggiunge nel 1938 quando Flato lo manda a Los Angeles per aprire il suo negozio su Sunset Boulevard. «Davanti alla macchina da presa le dive di Hollywood indossano Cartier e Tiffany, ma dietro scelgono Fulco di Verdura», ha scritto Tara Mulholland in un articolo sul gioielliere pubblicato 11 anni fa sul New York Times. Greta Garbo, Marlene Dietrich, Katherine Hepburn diventano sue clienti.

Orecchini “Target”

E il 1 settembre 1939, il giorno in cui in Europa scoppia la Seconda Guerra Mondiale, Fulco di Verdura è pronto a volare da solo: inaugura il primo negozio con il suo nome al 712 di Fifth Avenue, con l’aiuto finanziario di Victor Astor e Cole Porter. I suoi gioielli hanno successo anche perché sono così diversi da quelli che fino a quel momento le signore avevano indossato: li realizza spesso su misura, partendo da desideri o gemme, ed è capace di trasformare in gioielli bersagli per le frecce, conchiglie (ne acquista una collezione dal Museo di Storia Naturale di New York), pigne, cammelli, melanzane, lavorando soprattutto con l’oro giallo ed esaltando colori e forme con il suo sguardo e Dna mediterraneo. I topazi rosa e i diamanti danno vita alla spilla “Wing” che Joan Crawford comprerà per sé e indosserà anche sul set, nel film “Il Sospetto” di Alfred Hitchcock del 1941. Lo stile di Verdura conquista anche Salvador Dalì, che con lui firma cinque gioielli “surrealisti” venduti poi al MoMA.

    Joan Crawford sul set di “Il Sospetto” con la sua spilla “Wing” di Verdura

    Le tre sorelle Cushing, Minnie, Betsey e Babe - regine di New York da quando hanno sposato rispettivamente Vincent Astor, John Hay Whitney e William Paley - , diventano le sue prime clienti e le sue muse. Per Betsey Witney, per esempio, realizza la spettacolare e originale tiara con penne d’oro ispirate a quelle degli Indiani d’America per il ricevimento a Buckingham Palace del 1957, nel quale suo marito si presenta ufficialmente come ambasciatore degli Stati Uniti alla regina Elisabetta.

    Nel 1973, però Fulco decide di ritirarsi: lascia la sua maison al socio Joseph Alfano e si trasferisce a Londra, in una casa a Eaton Square. Tuttavia, viaggia spesso nella sua Sicilia, fra Palermo e l’amata Panarea. Scrive anche un libro, “Estati Felici”, in cui ricorda la sua infanzia (pubblicato in italiano da Feltrinelli nel 1994) .

    La “Scarf Necklace”di smeraldi realizzata per Dorothy Paley

    Senza la sua guida creativa, però, i suoi gioielli non brillano più come un tempo. A Londra Fulco muore nel 1978, scegliendo però di essere sepolto nella sua Palermo, nella cappella di famiglia nel cimitero di Sant’Orsola. Verdura è dunque un marchio dormiente quando nel 1983 Ward Landrigan, responsabile della divisione Gioielli di Sotheby’s a New York, rileva la società. Con il tempo e l’aiuto del figlio Nico, Landrigan riesce a riportare Verdura fra i marchi più importanti della gioielleria internazionale.

    Carolina Herrera con il bracciale e orologio Curb-Link, amati anche da Greta Garbo

    La loro sede-showroom, al 12esimo piano al 745 di Fifth Avenue, è anche una sorta di museo dove si trovano i pezzi più importanti di Verdura, fra cui quei bracciali consumati dai polsi di Coco Chanel. E tre cartelle con 10mila bozzetti, firmati dal duca dei gioielli e che aspettano solo di diventare magnifici oggetti.

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