calcio

Fumata nera sui diritti tv della Serie A

Il 18 maggio incontro fra Lega Serie A e Sky, Dazn e Img ma resta lontananza fra le posizioni

di Andrea Biondi e Carlo Festa

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(Reuters)

Il 18 maggio incontro fra Lega Serie A e Sky, Dazn e Img ma resta lontananza fra le posizioni


3' di lettura

Incontro definito «interlocutorio», con le parti che «si rivedranno». E intanto «si va avanti» per cercare di trovare una soluzione al nodo gordiano della trattativa fra Lega Serie A da una parte e Sky, Dazn e Img – vale a dire i licenziatari dei diritti Tv in Italia e all’estero per il 2018-21 – dall’altra, con l’ultima rata da complessivi 233 milioni che ancora manca all’appello. Questo il risultato che trapela dalla giornata di incontri (video) fra le parti, con bocche cucite e atmosfera da corsa contro il tempo prima di lasciare la parola a carte bollate che, comunque, non sono da escludere neanche al momento, visto che sono i club a doversi muovere con le eventuali ingiunzioni di pagamento.

I fitti colloqui tra le parti
Nell’interlocuzione fra Lega Serie A e operatori, l’impressione, comunque, è che ognuno rimanga sulle proprie posizioni. I club giorni fa hanno testualmente messo nero su bianco, al termine di un’assemblea, che «la Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo». E la situazione da qui non si sarebbe mossa, pur a fronte delle richieste da parte di Sky, Dazn e Img. Sky avrebbe chiesto alla Lega Serie A una riduzione fra il 15 e il 18%, pari a un minimo di 120 milioni se si riprende il campionato e 255 se non si riprende, giudicata irricevibile dai club. Dazn, la piattaforma di Perform, ha avanzato una proposta di dilazione e Img ha chiesto di posticipare i pagamenti a luglio 2020.

Nessun risultato in vista
Gli incontri del 18 maggio non hanno sortito effetti risolutivi, dunque, pur non chiudendo definitivamente la porta a possibili incontri di interessi. Di certo il calcio ora non è sugli schermi (e questa è chiaramente l’argomentazione utilizzata dai licenziatari che hanno dovuto affrontare questo periodo senza il loro prodotto core) e il momento per la Serie A è delicatissimo, con la Figc che il 18 maggio ha dovuto comunicare la proroga della sospensione dell’attività sportiva fino al 14 giugno, sulla base del Dpcm del 17 maggio, «nelle more di ogni ulteriore e auspicabile decisione della autorità competenti».

Le offerte dei fondi
Intanto, mentre si sta attendendo il responso del Governo sul protocollo della Figc integrato dalla Lega Serie A per la ripresa degli allenamenti collettivi, sul tavolo della Lega Serie A c’è l’ offerta del fondo Cvc per entrare come socio nella media company che gestirebbe i diritti televisivi dal 2021, alla scadenza dei contratti con Sky e Dazn. Cvc punterebbe a una quota compresa tra il 10 e il 15% con una valutazione di 2,2 miliardi di euro, mentre tutta la newco sarebbe valutata 11 miliardi.
Secondo indiscrezioni, la proposta potrebbe essere allargata anche ad altre attività dei club, non solo alla gestione dei diritti tv. Tra le iniziative ci sarebbe anche la creazione di un fondo infrastrutturale (con il supporto dello stesso Cvc e di altri investitori) che potrebbe fornire supporto finanziario per la creazione di nuovi stadi, per i club che lo hanno in programma, oppure per la ristrutturazione degli stadi esistenti.
L’analisi dell’offerta di Cvc durerà 6 settimane di esclusiva e la proposta sarà valutata da un comitato composto da 4 membri scelti tra i presidenti dei club della Serie A.

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