Docufilm

«Fuoco sacro»: dal Vajont a ponte Morandi, 50 anni di storia dei Vigili del fuoco

Nel Docufilm «Fuoco Sacro» le immagini dell’Istituto Luce e di Rai Teche per raccontare, direttamente con la voce dei protagonisti, l’ultimo mezzo secolo di un Corpo che è un’eccellenza nel mondo

di Patrizia Maciocchi

«Fuoco sacro», nel docu-film dei Vigili del fuoco la “voce” del terremoto del Friuli

Nel Docufilm «Fuoco Sacro» le immagini dell’Istituto Luce e di Rai Teche per raccontare, direttamente con la voce dei protagonisti, l’ultimo mezzo secolo di un Corpo che è un’eccellenza nel mondo


2' di lettura

Mezzo secolo di storia dei vigili del fuoco raccontata in un’ora: dalle immagini in bianco e nero del disastro del Vajont alla tragedia di Ponte Morandi. Il docufilm “Fuoco Sacro”, realizzato dal vigile del Fuoco e regista Antonio Maria Castaldo è stato presentato fuori concorso a Venezia.

La tragedia del Vajont

Attraverso le immagini dell’istituto Luce e di Rai teche, si rivive la tragedia della frana precipitata dal monte Toc nelle acque della diga del Vajont nel 1963, che causò 2.500 morti. I Vigili del Fuoco hanno lavorato senza sosta per settantadue giorni, salvando la vita di decine di persone rimaste sotto le macerie, e costruendo con le loro mani le bare per i corpi recuperati. In Friuli nel ’76 ancora le mani e il cuore dei pompieri al servizio delle popolazioni colpite da uno dei peggiori terremoti della storia d’Italia, con 990 vittime.

La voce del terremoto registrata da un ragazzo

Nel docufilm, prodotto dalla Direzione per la prevenzione e la sicurezza tecnica dei Vigili del Fuoco, l’audio con la “voce” del terremoto è impressa su una cassetta registrata da un ragazzino di Tricesimo che stava riversando Wish You Were Here dei Pink Floyd. A ricordare l’incendio del Teatro la Fenice, il rogo che ha avvolto il treno di Viareggio, il naufragio della Costa Concordia, sono gli stessi vigili del fuoco presenti nelle ore più drammatiche nella storia di un paese tanto bello quanto fragile, non solo per “colpa” della natura.

La valanga di Rigopiano

C’erano i vigili del fuoco anche a Rigopiano, per cercare fino all’ultimo i superstiti della valanga, estratti anche a 58 ore dall’incidente, e c’erano nel crollo del ponte Morandi, anche lì autori di salvataggi eccezionali come quello di Gianluca Ardini, rimasto appeso nel furgone a venticinque metri d’altezza. Protagonisti nel momento delle calamità e delle tragedie come nella ricostruzione, va ai vigili del fuoco il merito del primato dell’Italia, che ha il minor numero di vittime per incendi al mondo rispetto ai suoi abitanti.

Un omaggio agli eroi silenziosi

Per il regista-vigile del fuoco Antonio Maria Castaldo, il lavoro realizzato «è un omaggio a tutti quegli uomini ed eroi silenziosi che si alzano al mattino con la sola mission di migliorare la qualità della vita delle persone. Dal 1939 - ricorda il regista partenopeo - abbiamo un corpo nazionale dei vigili del fuoco: un ’eccellenza italiana nel mondo». Quindici anni fa Castaldo era a Venezia come vigile del fuoco a svolgere il servizio anti-incendi, lì è scattato il colpo di fulmine per il mondo del cinema. Poi una laurea al Dams, una menzione speciale ai Nastri d’argento Doc per il film «Metti una sera a cena con Peppino» sulla figura di Giuseppe Patroni Griffi, e il ritorno a Venezia come regista. «Forse non sono tra i migliori vigili del fuoco - dice Castaldo - ma spero di averli saputi raccontare». Il film sarà il 23 settembre al cinema Farnese a Roma, nell’ambito della rassegna da Venezia a Roma

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