arte

Fuori! Quando l'arte è la scusa per uscire

La Quadriennale con questa mostra punta a mappare la situazione artistica nel nostro Paese

di Damiano Laterza

Anna Franceschini, VILLA STRAYLIGHT, 2019, parrucche artificiali, motore, ferro, parti elettriche e cavi, 180x45x160 cm e 70x30x10 cm, veduta dell'installazione presso Artissima, Torino. Foto di Roberto Sala. Courtesy l'artista e Vistamare/Vistamarestudio, Pescara/Milano

2' di lettura

Cosa c'è là FUORI? Solitudine, astrazione, disordine formale, detonazione, spaesamento e disaffezione. E ancora: deprivazione, depravazione (poca), commiserazione, coca. Silenzio.

Attraversato il campo minato dei lockdown troverete quarantatré sale monografiche dedicate ad altrettanti artisti, quattromila metri quadri dove i nuovi e i vecchi lavori da costoro prodotti, convivono. «Per costruire una mostra visionaria ci siamo ispirati ad alcune linee di ricerca: l'espressione di desideri e ossessioni; l'esplorazione dell'indicibile e dell'incommensurabile; l'indagine delle tensioni tra arte e potere, rappresentate dalla metafora del Palazzo» illustra la curatrice.

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Siamo al Palazzo delle Esposizioni, a Roma: si è appena aperta al pubblico l'edizione 2020 della Quadriennale d'arte, dal titolo FUORI, a cura di Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol, con dietro le quinte il dadaista Cesare Pietroiusti.

Questa straniante mostra - tale per la vitalità dell'espressione artistica in esibizione, contrapposta all'obnubilamento culturale dell'attuale momento storico - è il risultato di un triennio di lavoro tosto, caratterizzato da un confronto continuo tra le nuove tendenze individuate, la storia dell'Istituzione Quadriennale con relativo archivio e il rapporto privilegiato con la città di Roma. La road map è partita nel 2018 con la programmazione di workshop itineranti per giovani artisti e curatori e con il lancio del fondo Q-International per rafforzare la presenza dell'arte italiana nelle istituzioni internazionali.

La nuova Quadriennale

La nuova Quadriennale d'arte di Roma è dunque nata, dopo un declino che sembrava definitivo a inizio anni ‘10 e in attesa di compiere un secolo di vita (nel 2027). Tenterà ora di riprendere la sua storica missione di mappatura della situazione artistica nel nostro Paese con l'esigenza sempre più pressante di far emergere percorsi alternativi a quelli maggiormente rappresentati.

Da domani, venerdì 30 ottobre 2020 e fino al 17 gennaio 2021 la parola passa al pubblico che potrà accedervi previo appuntamento e secondo rigidi protocolli sanitari che garantiscono l'assoluta sicurezza di tutti. Una possibilità di arricchimento culturale dal vivo decisamente rara di questi tempi.


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