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Fuorisalone 2019, le 10 cose da non perdere in zona Isola

di Fabrizia Villa


Fuorisalone 2019, alla scoperta del design innovativo e della bellezza nascosta di Milano

3' di lettura

Contaminazione è la parola d’ordine dell’Isola Design District, tra vecchio e nuovo, tra arte e design, tra artigianato e sperimentazione. Non potrebbe essere altrimenti nel quartiere che ha saputo accogliere i nuovi grattacieli e farli convivere con le case popolari, preservare mercati e laboratori artigianali incoraggiando l’arrivo di boutique di ricerca.
Come dice il titolo di questa terza edizione del Fuorisalone, Unlimited Design, tutto qui diventa design. Se ne sono accorti i fondatori di Alcova a NoLo, Space Caviar e Studio Vedèt, che quest’anno in via Sassetti 31, in un’ex fabbrica di cachemire raddoppiano gli spazi in collaborazione con Alice Stori Lichtenstein e Fondazione Kenta.

Da qui può prendere il via l’itinerario alla ricerca del meglio dell’Isola Design District, un tour che non può che cominciare dalla Stecca 3.0 di via De Castillia 26, l’incubatore per l’arte e casa di associazioni e attività socio-culturali progettato da Stefano Boeri. Qui, tra le tante proposte, si fa notare la seduta modulare Snake, realizzata da Campidarte con i contenitori per le uova. Sempre in linea con il focus su innovazione e ricerca di quest’edizione, è Stauper di Gard Hagen e Jonas Carlsen, il primo e unico daybed bio-composito in fibra di lino, il cui allestimento è curato da StudentDesign, piattaforma che promuove i lavori di studenti e giovani designer di tutto il mondo. Alla Stecca 3.0 l’attenzione dei visitatori si concentra in particolare sul bar completamente stampato in 3D da un sistema robotico antropomorfo e firmato da Caracol Studio. Il tutto è costruito con i biopolimeri di risulta delle produzioni di Flo SpA, leader europea nel settore del packaging per alimenti.

Fuorisalone: dieci cose da vedere all’Isola

Fuorisalone: dieci cose da vedere all’Isola

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Spostandosi al 24 di via De Castillia, Roberta Borrelli di MKEYOURHOME propone il progetto Ca’ ventiquattro: un vecchio appartamento in una casa tipicamente milanese a un passo dal Bosco Verticale si fa promotore di un contest per giovani designer, che potranno vedere realizzato un proprio progetto di arredo.

Attraversata via Borsieri, si raggiunge via Pastrengo dove, al numero 7, Milan Icons espone le creazioni di Ornella Corradini. “Milan Paper Buildings” è una collezione di architetture realizzate in cartapesta, che riproducono alcune architetture più iconiche della città: dal Bosco Verticale alla Haunted House della Fondazione Prada, all’edificio che ospita l’art-wall Gucci (con tanto di riproduzione del murales di Cattelan e Abramović). Le opere sono tutti pezzi unici, realizzati interamente a mano con carta, cartone e colla di farina.
Al numero 14 della stessa strada torna anche quest’anno l’appuntamento con il Milan Design Market, che festeggia la sua quarta edizione con il titolo “Find the Lost City”. Qui trovano spazio i giovani designer italiani e internazionali che possono esporre e vendere al pubblico singoli prodotti o intere collezioni. Due le novità di quest’anno: un’area della location dedicata a prodotti realizzati con materiali sperimentali e l’e-store ufficiale del Milan Design Market che consente ai designer di avere visibilità anche oltre il Fuorisalone.

La vicina via Pepe è la quintessenza dello spirito dell’Isola e di questa edizione del Fuorisalone. Qui le tappe fondamentali sono due. La prima è sicuramente l’Algranti Lab, al numero 20/28, la falegnameria-fucina diretta da Pietro Algranti dove nascono pezzi unici realizzati con materie di recupero come legno, ferro, alluminio, rame, ottone. Sono tavoli, cucine, armadi, letti che si portano dietro il fascino di altre storie.
Al 36, invece, Studio Apeiron presenta la nuova linea di arredi sperimentali ecosostenibili e i tavoli di design in affitto #affortable, una novità nel segno della sharing economy destinata a rivoluzionare il modo di arredare la casa.
Tornati su via Borsieri e puntando verso nord, si raggiunge un luogo iconico dell’Isola, La Fonderia Napoleonica Eugenia, in via Thaon de Revel 21, dove, fino al 13, si possono ammirare le installazioni sospese dei giapponesi di Team Balanco.

Arrivano sempre da lontano gli ospiti della residenza per artisti VIAFARINI, in via Farini 35, gli australiani di DesignByThem, per la prima volta in Europa con oltre 30 pezzi d’arredamento firmati dall’azienda di Sydney. In mostra anche nuova collezione DL Seating, realizzata dai fondatori e designer Sarah Gibson e Nicholas Karlovasitis in collaborazione con Dion Lee, che vede la fusione tra il design industriale e la moda.

Non fa parte del palinsesto di Isola design District, ma sarebbe un peccato perderlo, il Nilufar Depot di via Lancetti 34, quasi alla Bovisa. Il grande spazio industriale di Nina Yashar, oltre ai nuovi pezzi editati da Nilufar, ospita due mostre: “FAR”, curata da Studio Vedèt e Space Caviar, nell’area centrale e in grandi bolle sospese, e “New Sculptural Presence”, curata da Libby Sellers e allestita da Patricia Urquiola, che mette a confronto il lavoro di tre artisti, Nao Matsunaga, Irina Razumovskaya e Jonathan Trayte.

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