Truffa da 20 milioni di euro

Furbetti del reddito di cittadinanza incastrati dai carabinieri: dal nullatenente in Ferrari all’autonoleggiatore con 27 auto

Nella maxioperazione del comando interregionale Ogaden scovati proprietari di numerosi immobili. C’è persino chi ha millantato di avere sei figli

di N.Co.

Carabinieri: ecco chi sono i furbetti del reddito di cittadinanza

5' di lettura

Nullatenenti con Ferrari, vacanzieri che se la spassavano in barca, proprietari di più appartamenti, ma anche la titolare di un autonoleggio con 27 auto e il proprietario di una scuola di ballo. C'è stato anche chi si è inventato di avere dei figli risultati inesistenti. E così hanno tutti percepito indebitamente il reddito di cittadinanza nel Meridione d'Italia a spese dello Stato. I furbetti del reddito di cittadinanza sono stati incastrati tra il 1° maggio e il 17 ottobre dai controlli dai Carabinieri del Comando Interregionale “Ogaden”, con giurisdizione sulle Regioni Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata, insieme al Comando Carabinieri Tutela del Lavoro. Una truffa ai danni dello Stato di quasi 20 milioni di euro indebitamente percepiti.

Rilevate 4.839 irregolarità

Controlli mirati con l’obiettivo di verificare la reale sussistenza dei requisiti da parte dei percettori del reddito di cittadinanza. Sono 4.839 le irregolarità riscontrate, il 12% dei 38.450 nuclei familiari controllati per un campione di 87.198 persone. Ben 1.338 percettori indebiti del reddito erano già noti alle Forze di Polizia per altri motivi e 90 hanno condanne o precedenti per gravi reati di tipo associativo.

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Nel 2021 più di 40 milioni indebitamente percepiti

Dal report dell’Arma risulta che più di 40 milioni di euro indebitamente percepiti come reddito di cittadinanza sono stati individuati dai carabinieri nel corso del 2021 in Italia. L'Arma ha controllato in tutto il paese 156.822 persone che hanno ricevuto il beneficio. Di queste 9.247 sono state deferite all'Autorità Giudiziaria per irregolarità. Tra loro 4.124 erano persone già note alle Forze dell'Ordine per altri motivi.

ATTIVITÀ DI CONTRASTO ALL'INDEBITA PERCEZIONE DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Somma indebitamente percepita: 19.112.615,72 euro (Fonte: Comando Interregionale “Ogaden”)

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C’è stato chi si è inventato di avere sei figli

Rasentano l’incredibili le storie inventate svelate dai controlli. A Collepasso (Le), c’è stato chi ha dichiarato la presenza nel proprio nucleo familiare di sei minori stranieri mai censiti in quel comune, senza avere con questi ragazzi alcun vincolo di parentela e con l’indicazione dei dati anagrafici priva del luogo di nascita e della nazionalità. Nello stesso comune pugliese una coppia ha inserito nel proprio nucleo familiare la presenza di altri familiari: peccato fossero residenti in Germania. A Nova Siri (Mt), i Carabinieri hanno deferito un cittadino asiatico per aver dichiarato falsamente la presenza in Italia della moglie e delle due figlie, che così hanno percepito il reddito pur abitando di fatto nel Paese d'origine.

Una donna dimentica di indicare l’auto e il coniuge

A Napoli pizzicato un uomo del quartiere Stella, presente in due distinti nuclei familiari che avevano tutti e due chiesto e ottenuto il beneficio. In provincia di Caserta un soggetto ha falsamente dichiarato di far parte di un nucleo familiare composto da più persone, di fatto inesistente. A Santeramo in Colle (Ba) una donna è stata segnalata all'Autorità giudiziaria perché si era “dimenticata” di indicare, non solo la targa o l'estremo di registrazione di un veicolo di proprietà, ma addirittura il coniuge. I Carabinieri in questo caso hanno appurato che la donna, per percepire il reddito di cittadinanza aveva richiesto la residenza anagrafica in una via del comune santeramano che era lo stesso appartamento in cui risiedeva il marito: un unico appartamento, con due ingressi diversi. In provincia di Caserta otto persone dello stesso nucleo familiare hanno falsamente attestato di appartenere a tre distinte famiglie e di risiedere in altrettante unità abitative, pur abitando nello stesso stabile.

Il nullatenente con Ferrari

In provincia di Avellino un 70enne convivente con una funzionaria comunale (non indagata) possedeva una Ferrari, numerosi immobili e terreni di proprietà. Sempre in provincia di Avellino, percepiva il reddito di cittadinanza un 50enne, ritenuto il reggente del clan camorristico “Cavalese”.

La titolare dell’autonoleggio con 27 auto

A Isernia una donna, titolare di una società di autonoleggio e proprietaria di 27 autoveicoli, con false attestazioni relative alla residenza, al reddito percepito e all'attività lavorativa, ha indebitamente ottenuto il reddito di cittadinanza. Ad Aradeo (Le) un individuo ai domiciliari, è risultato intestatario di una grossa imbarcazione da diporto. A Taranto la “task force” istituita dai Carabinieri ha individuato un 71enne disoccupato che percepiva il reddito di cittadinanza pur essendo il proprietario, con moglie e figlio conviventi, di ben 17 autovetture e di una motocicletta, tra cui una Bmw, 1 Mini Cooper, 3 Jeep, 2 Smart e una Kawasaki Ninja. A Talsano (Ta) un fruitore del beneficio risultava proprietario di 4 veicoli, di cui due di lusso.

Cambi fittizi di residenza per ottenere il beneficio

Un percettore del reddito faceva parte di un nucleo familiare che, nell'ultimo triennio, aveva dichiarato rispettivamente redditi pari a 324mila, 143mila e 164mila euro. In provincia di Caserta aveva chiesto il reddito di cittadinanza l’appartenente a un nucleo familiare i cui componenti erano titolari di due imprese con reddito annuo di circa 150mila euro complessivi. Nella stessa provincia una persona ha falsamente attestato di essere nullatenente pur se intestatario di più immobili. A Castelfranci (Av) un 22enne, figlio di un dipendente comunale, ha effettuato un cambio di residenza fittizio, costituendo un nucleo familiare a sé stante, pur rimanendo a vivere all'interno dell’abitazione della madre titolare di un'azienda agricola produttrice di uve da vino particolarmente pregiate. Ad Avigliano (Pz), i Carabinieri hanno deferito all'Autorità giudiziaria di Potenza cinque persone, una delle quali percettore di reddito di cittadinanza nonostante esercitasse attività lavorativa come gestore di una scuola di ballo. A Campobasso un giovane 19enne ha presentato domanda di ammissione al beneficio del Reddito di Cittadinanza pur risultando proprietario di tre immobili, non dichiarati.

La criminalità che percepiva il reddito di cittadinanza

In provincia di Napoli un 41enne percettore di Rdc al momento della richiesta aveva omesso di dire che era sottoposto a misura detentiva, benché fosse agli arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico. Nella stessa provincia sono stati denunciati tra gli altri 80 soggetti, tutti contigui alla criminalità organizzata, che con dichiarazioni omissive sono riusciti a ottenere 852.515,91 euro di illecita percezione del reddito di cittadinanza. A Bari Palese un noto pluripregiudicato (arrestato il mese scorso in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, per furto) aveva richiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza nonostante fosse colpito da Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, avendo omesso di comunicare l'esistenza della misura di prevenzione a suo carico. A San Pietro Vernotico (Br) un anziano esponente di rilievo della Sacra Corona Unita, omettendo di comunicare di essere sottoposto alla misura della detenzione domiciliare, è riuscito a percepire il reddito di cittadinanza.

Il capitolo degli irreperibili

iA Campobasso quattro stranieri hanno presentato domanda di ammissione al beneficio del Rdc dichiarando, falsamente, di risiedere presso strutture di accoglienza dove erano stati ospiti, ma ora chiuse e da dove si erano allontanati per ignota destinazione, tanto da essere stati anche cancellati dall'anagrafe comunale per “irreperibilità”. A Canosa di Puglia e Trinitapoli (Bt) le irregolarità emerse hanno riguardato cittadini stranieri sia comunitari, sia extra Ue, che hanno falsamente dichiarato di riunire il requisito della residenza in Italia da oltre 10 anni, risultando in realtà presenti da periodi molto più brevi, o addirittura già cancellati all’anagrafe poiché irreperibili da anni, ma artatamente ricomparsi e riscritti soltanto ai fini della presentazione della domanda tesa a ottenere il reddito di cittadinanza. Altri ancora, una volta ottenuto il reddito sono stati cancellati dall’anagrafe comunale poiché irreperibili o rientrati nel proprio Paese di origine, tornando in Italia circa una volta al mese esclusivamente al fine di poter spendere e monetizzare quanto indebitamente percepito. C’è stato anche chi ha dichiarato di far parte di nuclei familiari composti da 15-20 persone residenti nella stessa abitazione, ma in realtà per l’anagrafe irreperibili o inesistenti.

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