Economia e finanza

Furla investe nel retail e torna a crescere in Asia

Il brand riapre il negozio di corso Vittorio Emanuele a Milano dopo un restyling significativo che rafforza la shopping experience

di Marta Casadei

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Il brand riapre il negozio di corso Vittorio Emanuele a Milano dopo un restyling significativo che rafforza la shopping experience


3' di lettura

La prima mossa dopo l’estate del Covid-19 è la riapertura del flagship store di Piazza Duomo, a Milano. Un restyling importante, firmato da un’archistar come David Chipperfield: un concept innovativo che rappresenta appieno e in modo molto forte l’identità del brand, tra prodotti e opere d’arte contemporanea.

Ripartenza da Milano
Così Furla - 513 milioni di euro di fatturato 2019 - riparte e lo fa nel cuore della settimana della moda di Milano: l’inagurazione ufficiale (virtuale) dello store è giovedi 24 settembre, dopo il lockdown e dopo un’estate all’insegna dell’incertezza e della prudenza. Una scelta forte: «Continuiamo a credere nel retail - spiega Giovanna Furlanetto, presidente di Furla e figlia del fondatore Aldo - e in Milano, che sta riaprendosi al turismo. Abbiamo voluto un negozio dal concept con un contenuto architettonico molto forte e innovativo e nei toni delle finiture richiama molto il Dna di Furla», dice.

Investimenti retail
A farle eco è Alberto Camerlengo, ceo dell’azienda dal 2017 (e, prima, direttore generale): «Non si tratta di un unicum, ma del primo di una serie di investimenti retail. Vorremmo sviluppare il progetto declinandone il concept in modo diverso a seconda del Paese in cui si trova il negozio. Che deve essere percepito come un luogo nel quale immergersi nel brand a tutto tondo, cullati dall’artigianalità e dall’italianità», spiega. La road map prevederebbe la riapertura di tre negozi dopo il restyling e, successivamente, la ristrutturazione di altri due monomarca (per ora, però, le location sono top secret).

E-commerce in forte crescita
In un momento in cui il Covid-19 e il lockdown hanno spinto gli acquisti online con crescite «a doppia o a tripla cifra a seconda del mercato», conferma Camerlengo, gli investimenti nel retail non possono che andare di pari passo a quelli nelle tecnologie digitali e nell’e-commerce: «Il nostro obiettivo è quello dell’omnicanalità: il negozio deve offrire un’esperienza sempre più unica e, insieme, un alto livello di funzionalità data dalla sinergia con il web. Lo store deve essere il punto di contatto con il brand, poi se un cliente preferisce farsi spedire l’acquisto direttamente a casa al posto di portarlo con sé deve poterlo fare». Proprio in quest’ottica, Furla ha investito molto nel sistema informatico e ha potenziato il team interno che gestisce la piattaforma e-commerce: «Il sito oggi è navigabile con facilità, funzionale e permette di concludere la transazione con pochi passaggi», dice il ceo.

Lo sbarco su TikTok
Il 2020 è stato per l’azienda anche quello del rafforzamento della strategia social, con l’inaugurazione del canale TikTok e una challenge, la #Furladance, che ha registrato 250 milioni di visite. «Un tempo questo livello di visibilità sarebbe stato impensabile - dice Furlanetto -, ma la presenza sui social, oltre ad avvicinarci a una clientela più giovane, ci stimola a lanciare progetti freschi e innovativi che seguono l’evoluzione dei tempi». Anche su TikTok, l’obiettivo di Furla è quello di offrire un’experience unica e un elevato livello di coinvolgimento agli utenti finali che entrano in contatto con il brand o ne diventano fan.

Asia in netta ripresa
Che sia merito di TikTok o meno, l’azienda sta registrando una netta ripresa delle vendite nei paesi asiatici, un «mercato di elezione» per Furla, presente in Giappone già dagli anni ’90 proprio grazie a Giovanna Furlanetto e alla sua intraprendenza. «Il Giappone si è ripreso e oggi il negozio di Tokyo è uno di quelli che performano meglio - conferma Camerlengo - e in Cina abbiamo cominciato a vedere una risalita delle vendite già nelle settimane successive al lockdown. La ripresa è consistente: abbiamo già superato i livelli 2019 e abbiamo registrato un incremento del margine lordo, per noi simbolo di una clientela affezionata che è tornata ad acquistare i nostri prodotti appena possibile».

Diversa è la situazione in Europa: «Attualmente siamo a -20% rispetto al 2019, ma stiamo recuperando terreno», spiega il ceo. Che aggiunge: «Senza i mesi del lockdown avremmo avuto un anno molto positivo. Speriamo nel 2021».

Le nuove it bag
Il 2020 non ha fermato affatto il processo creativo che sta alla base delle collezioni Furla: tra le it bag della primavera-estate 2021, infatti, ci sono la Miss Mimì, con una versione crossbody in limited edition in vendita proprio nello store di Milano Duomo; la Margherita Bag che si ispira alla genialità dell’astrofisica Margherita Hack, e una nuova versione dell’iconica Metropolis con chiusure ton sur ton che rendono più semplici gli abbinamenti.

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