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Furto da un miliardo al Castello di Dresda. Ecco i colpi più ricchi della storia

Trafugati gioielli antichi dalla sala delle «Gruene Gewoelbe», nel cuore della capitale della Sassonia. Per la polizia tedesca è il colpo d’arte più importante di sempre. Ripercorriamo insieme i precedenti illustri

di Francesco Prisco


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Il castello di Dresda nel mirino dei ladri: furto da un miliardo nella sala delle volte verdi (Reuters)

4' di lettura

La storia del crimine ha una pagina nuova, datata 25 novembre 2019. Al Castello di Dresda ha avuto luogo quello che, secondo la polizia tedesca, è il furto d’arte più clamoroso dal dopoguerra a oggi. Nella celeberrima sala delle «Gruene Gewoelbe» (le «Volte Verdi») sono stati portati via gioielli antichi per un valore di circa 1 miliardo di euro. I ladri si sono dati alla fuga, secondo quanto riporta la Bild. Ma quali sono i colpi più importanti della storia recente? E quanto hanno fruttato? Scopriamolo insieme.

Furto miliardario al Castello di Dresda, le immagini della sala dalle volte verdi

Furto miliardario al Castello di Dresda, le immagini della sala dalle volte verdi

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La prima grande rapina al treno (1855)
Il 15 maggio del 1855 alcune società londinesi spediscono a Parigi pacchi contenenti 91 chilogrammi di oro, per un valore pari a 19mila sterline del tempo, qualcosa come 286 milioni di euro odierni. Arrivata a destinazione, la merce preziosa non c’era più: era stata sostituita da pallini di piombo. Successivamente al colpo, sarà recuperata una cifra pari a 2mila sterline. Il fatto storico è diventato plot del film 1855 – La prima grande rapina al treno di Michael Crichton (1979).

La locandina del film «La prima grande rapina al treno» (1979)

Assalto al treno postale Glasgow-Londra (1963)
Quando la capitale inglese stava per diventare Swinging London, un manipolo di 15 malviventi capeggiato da Bruce Reynolds tese un’imboscata al treno postale Glasgow-Londra, portando via 2,6 milioni di sterline dell’epoca, roba come 59,4 milioni di euro odierni. Undici di loro saranno catturati con conseguente recupero di 400mila sterline. Tra loro Ronnie Biggs che riuscirà a evadere dal carcere. La vicenda nel 1988 diventa il film Buster, diretto e interpretato da Phil Collins.

Il volo Lufthansa atterrato al Jfk (1978)
Colpo da 6,7 milioni di dollari (19 milioni di euro attuali) quello che nel 1978 una gang di 12 persone mise a segno al caveau dell’aeroporto Jfk di New York portando via preziosi e banconote sbarcati mediante un volo Lufthansa. Tra i più grandi blitz della storia su suolo americano. La vicenda sarà immortalata nel film Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese.

Una scena del film «Quei bravi ragazzi» (1990)

Blitz al deposito Brink’s-Mat (1983)
Certe volte ci vuole fortuna. Prendete i sei furfanti che si avventarono sul deposito Brink’s-Mat all’aeroporto di Heathrow: erano convinti che sarebbero riusciti a mettere le mani su 3 milioni di sterline, in realtà trovarono 3 tonnellate d’oro, diamanti e contante per un valore di 26 milioni di sterline dell’epoca (101 milioni di euro attuali). Solo un terzo della refurtiva sarà recuperato.

Furto al Museo Isabella (1990)
Due ladri travestiti da custodi nel 1990 entrarono nel Museo Isabella Stewart Gardner di Boston, accaparrandosi 13 opere di autori come Rembrandt, Monet e Degas. Valore del colpo: 500 milioni di dollari. Quadri da allora completamente scomparsi dai radar. A proposito: se sapete dove sono, parlate. L’istituzione culturale Usa promette adeguate ricompense.

Il Diamond Center di Antwerp (2003)
Il più grande furto di diamanti della storia fu messo a segno nel distretto di Antwerp, in Belgio, dal palermitano trapiantato a Torino Leonardo Notarbartolo. Affittò un ufficio della zona fingendosi un operatore del settore e, avendo libero accesso alle teche del Diamond Center, riuscì a svuotarne 123 sul 160, per un importo pari a 100 milioni di dollari. Un artista, a suo modo.

Il furto al Castello di Drumlanrig (2003)
Nella cittadina scozzese di Drumlanrig, presso l’omonimo castello, era esposta «La Madonna dei Fusi» di Leonardo da Vinci, opera del valore stimato di 64 milioni di euro della inestimabile collezione del duca di Buccleuch. Nel 2003 due finti turisti se la portarono via. Sarà recuperata quattro anni più tardi in uno studio legale di Glasgow.

La rapina al Credit Lyonnais (2010)
Le rapine in banca sono un grande classico. Quella realizzata nel 2010 presso un’agenzia parigina del Credit Lyonnais fu da manuale: un gruppo di malviventi, ribattezzati dalla stampa come banda delle termiti, scavò una galleria fino all’istituto di credito, vi penetrò, immobilizzò le guardie e riuscì a mettere le mani su beni per 32,6 milioni di euro tra denaro e gioielli.

Il colpo all’Hotel Carlton (2013)
Sei anni fa a Cannes un uomo si introdusse armato nell’Hotel Carlton e ne uscì con una valigia piena di gioielli Chopard di proprietà del magnate israeliano Lev Leviev, destinati a essere esposti nell’albergo. Valore della refurtiva: 114,3 milioni.

Il «buco» di Hatton Garden (2015)
Caveau, che passione. Giusto quattro anni fa, un gruppo di professionisti del crimine sfondò quello di Hatton Garden, a Londra, accaparrandosi denaro e gioielli per 14 milioni di sterline. Gli andrà male: la polizia li sorprenderà a sbarazzarsi di una quota di refurtiva pari a 4 milioni di sterlina. Il crimine non paga (sempre).

I gioielli del Mahraja rubati a Venezia (2018)
A gennaio dell’anno scorso, colpo gobbo al Palazzo Ducale di Venezia: alcuni gioielli della mostra «Tesori dei Moghul e dei Maharaja» furono rubati da una teca, con dinamiche che ricordavano da vicino i film d’azione. Roba da Diabolik o, se preferite i manga, Lupin III. Nel novembre del 2018 la polizia croata arrestò cinque persone, secondo le indagini coinvolte a vario titolo nel blitz. Il crimine non paga (sempre).

Per approfondire:
Il furto della «Natività» di Caravaggio
La lunga lista delle opere d’arte contese
Un dna sintetico invisibile per proteggere le opere d’arte

Riproduzione riservata ©
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    Francesco PriscoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: economia della cultura e dell'entertainment, musica, libri, cinema, cultura, società

    Premi: Premio Giornalistico State Street 2018 - Categoria: Innovation

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