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Furto di Bancomat, correntista rimborsato anche per i prelievi precedenti la denuncia

Secondo la Cassazione l’utente risponde solo per 150 euro, salvo in caso di dolo o imprudenza grave. Onere della prova sulla banca

di Patrizia Maciocchi

Bancomat privati a rischio se il contante sfugge alle regole

Secondo la Cassazione l’utente risponde solo per 150 euro, salvo in caso di dolo o imprudenza grave. Onere della prova sulla banca


2' di lettura

La banca deve risarcire il correntista per i prelievi abusivi fatti da terzi con il bancomat, anche prima del blocco. E l’utente, salvo in caso di dolo, risponde solo per 150 euro. Alla banca spetta anche l’onere di provare che il prelievo non è opera di terzi. La Corte di cassazione (sentenza 9721) accoglie il ricorso di due coniugi il cui conto era stato svuotato di ben 23 mila euro. E al danno si era unita la beffa di perdere anche i primi due gradi di giudizio. I giudici di merito avevano, infatti, considerato tardiva la denuncia, benché fosse arrivata solo un giorno dopo i fatti. Inoltre avevano ritenuto che spettasse a loro provare la diligenza.

La sentenza

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L’onere della prova

L’onere della prova
Dimostrare dunque di non aver «agevolato» il furto, la clonazione o lo smarrimento avendo fatto attenzione nel custodire adeguatamente la carta. Onere che il tribunale e la Corte di merito non consideravano assolto. Secondo il tribunale comunque la banca risponderebbe solo per i prelievi indebiti avvenuti dopo il blocco. La Suprema corte non condivide: annulla e rinvia per un nuovo giudizio. L’onere della prova spetta all’istituto di credito, e anche per quanto riguarda i limiti della responsabilità i giudici di prima e seconda istanza avevano guardato solo al contratto e non alle norme di legge.

Il rischio è della banca

Nelle operazioni fatte con strumenti elettronici il rischio del prelievo indebito, prevedibile ed evitabile con appropriate misure, rientra nell’attività professionale del prestatore. Una conclusione ragionevole in linea anche con lo stesso interesse degli istituti di credito e delle poste teso a ottenere la fiducia degli utenti nella sicurezza del sistema.

I tempi della denuncia
La banca è dunque tenuta a fornire la prova che l’operazione contestata è riconducibile al cliente. Questo sia prima che dopo l’entrata in vigore del Dlgs. 11/2010, con il quale è stata recepita la direttiva comunitaria 2007/64/Ce, sui servizi di pagamento nel mercato interno. La «colpa» della banca poi, proprio in virtù della natura contrattuale del rapporto, va esclusa solo in caso di colpa grave o dolo dell’utente che scatta anche quando non vengono a lungo controllati gli estratti conto.

I tempi della denuncia

Principi non rispettati nei gradi di merito, che hanno anche considerato tardiva la denuncia benché sia arrivata solo un giorno dopo i prelievi. Mentre la norma di derivazione comunitaria (articolo 7 e 9) richiede che la denuncia arrivi senza indugio «termine che va nel caso concreto adeguatamente valutato, e comunque non oltre 13 mesi dalla conoscenza del fatto».

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