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Fusione con T-Mobile, le azioni Sprint balzano del 60% dopo l’ok

Un giudice federale ha stabilito che le nozze tra i due big delle telecomunicazioni americane non pone problemi di concorrenza

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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(REUTERS)

2' di lettura

NEW YORK - Le nozze da 26 miliardi di dollari tra T-Mobile e Sprint si possono fare. Lo ha stabilito oggi il Giudice federale Victor Marrero, rigettando il ricorso di tredici Stati americani, guidati California e New York, con una sentenza secondo la quale la fusione tra il carrier numero 3 e il numero 4 del mercato americano delle tlc non pone ostacoli alla concorrenza. La decisione era stata anticipata da indiscrezioni giornalistiche e le azioni di Sprint nelle contrattazioni after hours a Wall Street hanno avuto un balzo del 74%, mentre T-Mobile è salita dell’8%.

Terzo operatore wireless
La storia della fusione tra T-Mobile e Sprint va avanti da un paio d’anni. Il deal era stato annunciato nell’aprile del 2018. Ma poi era stato bloccato dalle autorità governative, dalle eccezioni avanzate dall’autorità Antitrust e in seguito dal ricorso dei tredici stati americani. Con le nozze tra T-Mobile e Sprint nasce il terzo più grande operatore wireless negli Stati Uniti. Terzo operatore dopo At&T e Verizon. In un momento decisivo per il mercato delle tlc nel quale tutti i carrier si stanno spostando verso la nuova frontiera dei servizi ultraveloci delle reti 5G.

Alleanza tedesca-giapponese
T-Mobile è di proprietà del colosso tedesco Deustche Telekom. Mentre Sprint è contrallata dal conglomerato hi-tech giapponese Softbank. Lo scorso anno la Federal Communications Commission e il Dipartimento alla Giustizia avevano già approvato la fusione. Assieme le due società si stima avranno oltre 100 milioni di abbonati a livello nazionale.

La vendita di asset
Per riuscire a ottenere la benedizione del governo entrambe le società hanno promesso di realizzare nei prossimi tre anni un network wireless sul 97% del territorio statunitense, compreso gran parte dell’America rurale, e si sono impegnate a offrire «gli stessi o migliori servizi agli stessi o migliori prezzi». Inoltre le due società hanno venduto una serie di asset, compresi centinaia di punti vendita retail, migliaia di celle telefoniche e di licenze all’operatore di tlc Dish, per far diventare la rete di Dish la quarta per importanza a livello nazionale. T-Mobile e Sprint sono state obbligate anche a cedere i rispettivi business legati alle carte prepagate, con Virgin Mobile e Boost Mobile.

Cambio al vertice
Il prossimo primo maggio è già previsto un cambio di poltrone al vertice di T-Mobile: Mike Siebert, l’attuale presidente del gruppo, prenderà anche le deleghe del carismatico chief executive John Legere per seguire meglio la nascita della nuova società combinata. Legere che è stato determinante nel successo della M&A con Sprint, resterà nel board della nuova società. Tuttavia, nonostante il via libera del tribunale federale, il deal non sarà ufficiale fino a quando non sarà approvato dalla California Public Utilities Commission, l’ultimo tassello che ancora manca.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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