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Fusioni e acquisizioni, in calo i valori ma crescono i deal

di Carlo Festa


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(Adobe Stock)

2' di lettura

Il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni è sempre più focalizzato sulle piccole e medie imprese . La fotografia è a due facce nei primi sei mesi dell’anno: sono state infatti formalmente chiuse in Italia 420 operazioni (nei primi sei mesi del 2018 erano 333) per circa 19 miliardi di euro, in forte rallentamento (-41%) rispetto ai 31,5 miliardi del primo semestre 2018.

All’ incremento del 30% nel numero di operazioni, si contrappone una forte contrazione dei controvalori complessivi rispetto all’ottimo dato registrato nel 2018. In questo momento storico, contraddistinto da un quadro macro-economico incerto, elevata instabilità politica e con il ruolo dell’Italia all’interno dell’Unione Europea costantemente sotto pressione, sono le grandi operazioni a venir meno. Nei primi sei mesi del 2019, infatti, le operazioni con controvalore superiore al miliardo sono solo 4 (erano state 10 nel 2018).

Per Max Fiani, partner di Kpmg Corporate Finance «il trend che si viene delineando per il 2019, risulta in linea con quanto evidenziato a partire dalla seconda metà dello scorso anno. Non si tratta comunque, di una tematica esclusivamente italiana: il primo semestre del 2019 ha mostrato un rallentamento evidente a livello globale in termini di controvalori complessivi pur in presenza di un numero di operazioni crescente». Altri dati sono indicativi del rallentamento. Le operazioni, annunciate ma non ancora formalmente finalizzate, ammontano a soli 9 miliardi . Ben diversa la situazione, nello stesso periodo dello scorso anno, dove la pipeline ammontava a circa 48 miliardi di euro ed includeva big deal del calibro di Essilor-Luxottica e Atlantia-Abertis (per complessivi 40,5 miliardi).

Tra le maggiori operazioni annunciate quest’anno si può segnalare l'accordo sottoscritto da Bracco Imaging per l'acquisizione dell'azienda Blue Earth Diagnostics dal fondo Syncona – quotato alla Borsa di Londra – per 450 milioni di dollari. Risultano invece in attesa delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti l'acquisizione da parte del Gruppo Eni del 20% di Adnoc Refining, società di raffinazione petrolifera di Abu Dhabi per quasi 3 miliardi di euro e quella del business ‘snack, biscotti, gelati e crostate della multinazionale Kellogg da parte del gruppo dolciario Ferrero, operazione, del valore di circa 1,3 miliardi di dollari (1,16 miliardi di euro).

Tra i trend da segnalare ci sono il particolare attivismo dei fondi di private equity sulle Pmi e il positivo andamento del comparto finanziario, che con 17 transazioni ha raggiunto valori per circa 1,1 miliardi. L’operazione di maggior rilievo è stata la cessione da parte di Unicredit, del 17% di FinecoBank ad investitori istituzionali tramite un’operazione di accelerated book building.

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