ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùM&A in italia

Fusioni, in Italia 2019 in frenata. Ma nel 2020 focus su private equity, lusso e Tlc

Lo scorso anno il settore fermo a 37,8 miliardi di euro di transazioni, secondo i dati del rapporto di Kpmg.

di Carlo Festa


default onloading pic
(AFP)

3' di lettura

Il mercato delle fusioni e acquisizioni archivia in Italia un 2019 deludente ma guarda al 2020 con maggiore fiducia, anche se non mancano elementi di rischio a livello congiunturale, tanto più in una situazione di incertezza asiatica dovuta al coronavirus.

Dopo 6 anni di crescita quasi continua, il mercato italiano delle fusioni ed acquisizioni ha infatti chiuso il 2019 in forte frenata, per quanto riguarda i controvalori. Secondo le stime di Kpmg, nonostante siano state completate quasi 1.000 operazioni (erano state 991 lo scorso anno), il controvalore complessivo si è fermato a 37,8 miliardi di euro, in forte diminuzione rispetto ai 93,9 miliardi dello scorso anno (-60%). Bisogna tornare al 2013 per ritrovare livelli simili.

Secondo Mergermarket, il valore medio delle transazioni è sceso sotto quota 150,9 milioni nel 2019, il livello più basso dal 2014 (era stato di 136 milioni). L’Italia contribuisce con il 5,2% al complessivo valore dell’M&A in Europa rispetto al 4,4% del 2014.

Da segnalare, a livello di advisory, che le classifiche 2019 di Refinitiv (ex Thomson Reuters) mostrano una forte competizione tra le banche d’affari: a livello di operazioni annunciate Goldman Sachs guida il ranking davanti a Mediobanca, Bofa Merrill Lynch, Jp Morgan, Morgan Stanley, Banca Imi. A livello di transazioni completate, invece, è la stessa Goldman Sachs a guidare la classifica italiana dell’advisory davanti a Jp Morgan, Mediobanca, Ubs, Bnp Paribas e Rothschild.

Ma nel 2020 le aspettative sono per una ripresa delle operazioni, anche a livello di volumi, grazie a una pipeline di transazioni valutabili attorno al miliardo di euro. Il private equity si dimostra il settore più attivo anche nel 2020. Tante le operazioni: si va da Golden Goose, che sta cedendo il private equity Permira, fino a Cigierre (che venderà Bc Partners) per arrivare a Lima, il gruppo attualmente in mano al fondo scandinavo Eqt che ha deciso di dismettere la partecipazione.

Nell’M&A i riflettori del mercato dovrebbero poi essere su alcuni settori specifici: in particolare nell’energia, dopo la cessione di Sorgenia a F2i, si attendono altre transazioni di una certa entità. Già nel 2019 il settore dell’energia ha spinto il mercato. Nel 2019, per Kpmg, ci sono state infatti operazioni per 9,8 miliardi di euro.

Riflettori puntati anche sulle telecomunicazioni e sulle infrastrutture. Il dossier a cui si guarda è quello di Atlantia : sulla spinta delle pressioni governative è possibile un riassetto azionario della controllata Autostrade per l’Italia, dove potrebbero fare il loro ingresso fondi istituzionali come F2i e Cdp. A livello crossborder si attende invece la vendita delle autostrade portoghesi, deal da 3 miliardi dove è coinvolto tra i partecipanti anche il gruppo Gavio.

Nel campo delle telecomunicazioni sono invece attesi mutamenti su due fronti: da una parte c’è il dossier della rete unica, anche se al momento in stand-by, che coinvolgerà operatori come Telecom e Open Fiber. Dall’altra la società unica delle torri Inwit, nata dall’alleanza tra Telecom e Vodafone, dovrebbe imbarcare un socio finanziario di minoranza.

Nel lusso, infine, oltre al dossier di Golden Goose si attende la cessione di Twin Set (Carlyle ha appena affidato un incarico di vendita a Jp Morgan) e i riflettori restano su Moncler, oggetto di interesse da parte di potenziali compratori.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...