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G20 di Bali, domani il via: guerra e recessione i temi caldi

Al vertice non ci sarà Putin. Sullo sfondo anche crisi energetica e tensioni nel Mare cinese meridionale

di Rita Fatiguso

Aggiornato il 14 novembre alle 07:25

G20, Biden arriva a Bali: accolto con le danze tradizionali

4' di lettura

L’Asia è, in queste ore, terreno di confronto sulla stabilizzazione dell’economia mondiale, l’alleggerimento del debito, gli equilibri tra superpotenze e la reazione al fattore imprevisto che ha sparigliato le carte globali: l’attacco russo all’Ucraina, nove mesi fa, con le sue pesanti ricadute sulla scarsità di energia e di cibo.

Bilaterale tra Biden e Xi alla vigilia del G20

Il presidente Usa Joe Biden si incontrerà oggi con il presidente cinese Xi Jinping: si tratta del loro primo faccia a faccia da quando il presidente degli Stati Uniti è entrato in carica quasi due anni fa, tra le crescenti tensioni tra le due superpotenze. Entrambi arrivano all’attesissimo incontro - che si terrà ai margini del vertice dei leader mondiali del G20 in Indonesia - con una forte posizione politica in patria. I democratici hanno mantenuto il controllo del Senato, mentre Xi ha ricevuto un terzo mandato di cinque anni in ottobre dal congresso nazionale del Partito Comunista. Lo stesso Xi è già approdato a Bali con un aereo speciale, in vista di un incontro che dovrebbe svolgersi a ore.

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«Abbiamo pochissimi malintesi», ha detto Biden ai giornalisti a Phnom Penh, in Cambogia, dove ha partecipato a un raduno delle nazioni del sud-est asiatico prima di partire per l’Indonesia. «Dobbiamo solo capire dove sono le linee rosse e quali sono le cose più importanti per ognuno di noi nei prossimi due anni». Lo staff della Casa Bianca sottolinea che i due Paesi possono lavorare in tandem su sfide condivise come il cambiamento climatico e la sicurezza sanitaria. Sul confronto tra i due leader incombono temi pesanti come il futuro di Taiwan e l’invasione russa dell’Ucraina, oltre all’andamento dell’economia globale.

Il summit di Bali

Una bilaterale storica alla vigilia del G20 che si apre il 15 novembre a Bali, in Indonesia. Un’overture degna di un Summit che si profila particolarmente caldo visto l’elenco dei problemi: instabilità finanziaria globale e un’incombente recessione, la fame nel mondo esacerbata dal conflitto alle porte dell’Europa, le crescenti tensioni in Asia, la lotta al cambiamento climatico, le turbolenze sociali innescate dalla pandemìa. Un G20 tra i più complessi nei 14 anni di vita di un’istituzione multilaterale che in Indonesia dovrà cercare una conferma alle ragioni della propria esistenza e trovare l’antidoto a nuovi rischi, il drammatico default dello Sri Lanka è una ferita ancora aperta.

Putin convitato di pietra

Il convitato di pietra è il belligerante presidente russo Vladimir Putin, che si è chiamato fuori «per altri impegni», ma a chi parteciperà non basterà far ponti d’oro al nemico che fugge. Sarà necessario, invece, con un’agenda scompaginata, raggiungere un coordinamento sulle politiche anche se, questa volta, secondo gli addetti ai lavori, è da escludere che ci sia un comunicato finale.

Il nodo delle tensioni con la Cina

Ridurre le tensioni con la Cina è uno dei punti più importanti del G20. Se dal luglio scorso i vertici militari non si parlano per decisione unilaterale di Pechino, indispettita dalla visita a Taiwan - considerata territorio cinese - della speaker del Congresso Nancy Pelosi, si parleranno i due leader, Biden e Xi, giunti entrambi alla vigilia del G20 rafforzati in Patria. Xi Jinping rieletto per la terza volta segretario del Partito comunista dal XX° Congresso, Joe Biden con una performance migliore del previsto dalle elezioni di Midterm. Però entrambi oberati dagli effetti di un’economia che stenta a ripartire, la Cina insidiata dai focolai del Covid-19, gli Usa in lotta contro l’inflazione galoppante. Se per Xi Jinping sarà importante ribadire la sua posizione su Taiwan, per Biden sarà cruciale riuscire a mantenere il punto dell’intera agenda dei lavori.

A Bali, infatti, ci sarà il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed Bin Salman che secondo il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, «il presidente non ha intenzione di incontrare», mentre con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan incontri sono possibili, come pure con i leader di Germania, Francia e Australia. A Bali primo faccia a faccia con il neo primo ministro britannico Rishi Sunak. Il 15 il presidente Usa incontrerà il primo ministro italiano Giorgia Meloni, l’ha reso noto la Casa Bianca, i due leader «discuteranno della cooperazione sulle sfide global, incluse quelle poste dalla Cina e gli sforzi in corso per aiutare l’Ucraina a difendersi dall’aggressione della Russia».

Se per Joe Biden «il mondo è come un punto di svolta tra autocrazie e democrazie», a Bali, i due blocchi si incontreranno di persona. A margine gli Usa ospiteranno anche un evento di stimolo sulle infrastrutture globali, mentre il Summit precederà la potenziale attuazione di un massimale sui prezzi del petrolio russo, misura che gli Usa hanno negoziato con gli alleati europei per ridurre l’impatto sull’offerta delle nuove sanzioni della Ue sul greggio russo, fonte di denaro cruciale per la macchina da guerra del Cremlino. Il tema esula dai colloqui formali, ma il G20 diventa un luogo importante per calmare preoccupazioni o invitare i Paesi che non aderiranno formalmente almeno a sfruttare la misura in vista di eventuali sconti sui prezzi.

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