ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl summit di Roma

G20, sul clima rincorsa tra Ue, Usa e Russia. Da Roma la piattaforma per Glasgow

Finanziare la transizione energetica dei Paesi più poveri sarà il principale impegno del vertice. Mancherebbero all’appello almeno 20 miliardi

di Gerardo Pelosi

G20, rafforzata la sicurezza per il summit a Roma

3' di lettura

Sulla carta sono tutti d’accordo. Finanziare la transizione energetica dei Paesi più poveri per 100 miliardi di dollari sarà il principale impegno del G20 che si apre sabato a Roma. Sarà quella l’offerta concreta che le principali 19 economie mondiali oltre all’Unione europea porteranno allìattenzione dei Paesi in via di sviluppo presenti alla Cop 26 di Glasgow dal primo novembre. Mancherebbero all’appello almeno 20 miliardi, ma intanto dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, della presidente della Commissione Ursula von der Leyen così come del presidente russo Vladimir Putin emerge una sorta di rincorsa a chi offre di più sul clima.

Ue principale contributore della finanza climatica

Per la von der Leyen l’80% delle emissioni nocive per il clima vengono dai Paesi ma servono impegni concreti e «il G20 deve riuscire a consegnare ai Paesi più vulnerabili 100 mld di dollari l’anno per la “finanza climatica” a partire dall’anno prossimo, non dal 2023» per combattere il cambiamento climatico, l’adattamento climatico e la mitigazione. Secondo il capo dell’esecutivo comunitario Ue e Stati membri sono già i maggiori contribuenti alla finanza climatica con oltre 25 mld di dollari l’anno. «Ho promesso un’aggiunta di 5 miliardi fino al 2027 e mi aspetto che anche altri aumentino le loro ambizioni», ha aggiunto la von der Leyen. L’Ue, dice la von der Leyen, «è sulla strada per diventare il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050. Abbiamo già ridotto le nostre emissioni di oltre il 31% rispetto al 1990, con una crescita economica del 60%». La cancelliera tedesca Angela Merkel e il ministro federale delle Finanze Olaf Scholz intendono dare un segnale di continuità nel G20. Merkel e Scholz vogliono inviare un segnale forte in materia di lotta ai cambiamenti climatici prima del vertice mondiale sul clima, la COP26.

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Dagli Usa investimenti per il clima di 555 miliardi di dollari

Gli Stati Uniti giocano al rialzo e annunciano un investimento per il clima nell’ordine di 555 miliardi di dollari nell’accordo quadro del piano «Build Back Better» da circa 1750 miliardi di dollari di Joe Biden per il rilancio del Paese. È il più grande investimento singolo nella storia della nostra economia energetica pulita, mette in rilievo la Casa Bianca, ricordando l’obiettivo di tagliare la riduzione dei gas serra entro il 2030 di«“oltre un gigatone, o miliardo di tonnellate metriche, almeno 10 volte più grande di qualsiasi legge abbia mai passato il Congresso». La Cop26 secondo l’inviato per il clima di Biden, John Kerry, può rappresentare una «vittoria» per l’ambiente e la vita su questo pianeta, ma bisogna agire subito.

Russia: neutralità carbonica prevusta entro il 2060

Quanto alla Russia, il presidente russo Vladimir Putin ha espresso la disponibilità a cooperare con altri Paesi sul fronte della sicurezza energetica, della lotta ai cambiamenti climatici e per superare gli squilibri dell’economia globale. L’8 novembre Gazprom finirà di riempire le riserve russe di gas e potrà quindi, ha spiegato Putin, aumentare «gradualmente» il volume di gas nei siti di immagazzinamento in Austria e Germania, in modo da «adempiere agli impegni contrattuali di rifornimento ai partner europei per il periodo autunno inverno». In vista del G20 e della Cop26, Putin ha anche discusso con il Consiglio di sicurezza nazionale, la protezione dell’ambiente. «Alla Cop26 ci sono una pletora di temi in agenda. Oggi le affronteremo anche noi», ha spiegato Putin che di recente aveva fissato l’impegno della Russia a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060, senza parlare di obiettivi per il suo Paese.

Cina: emissioni zero ma solo entro il 2030

Anche la Cina ha presentato l’atteso piano per la riduzione delle emissioni di gas serra, in vista dell’apertura della conferenza Cop26. Lo ha riferito Guardian, sottolineando che «mostra pochi progressi rispetto alle ambizioni precedentemente annunciate dalla Cina, deludendo gli osservatori dei fondamentali colloqui sul clima». Secondo il piano presentato all’Onu, «le emissioni raggiungerebbero il picco entro il 2030 e si ridurrebbero allo zero netto tre decenni dopo», tempo ampiamente considerato come eccessivo ritardo per garantire che il mondo limiti il riscaldamento globale a 1,5 gradi sopra i livelli preindustriali, obiettivo chiave dei colloqui.

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