verso il vertice di baden-baden

G20, il decalogo tedesco per un’economia più forte

dal nostro corrispondente Alessandro Merli


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(AP)

2' di lettura

FRANCOFORTE - La presidenza tedesca del G-20 sottoporrà ai ministri finanziari e ai governatori che si riuniscono da venerdì a Baden-Baden un “decalogo” per rafforzare le economie dei grandi Paesi industriali ed emergenti, ha annunciato il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, a un incontro delle grandi banche internazionali a Francoforte. Weidmann ha anche sostenuto che il G-20 deve mantenere l'impegno a resistere al protezionismo e a non fare marcia indietro sulla regolamentazione della finanza globale, due punti sui quali l'amministrazione Trump si è espressa fin dal suo insediamento contro il consenso internazionale e la linea espressa in questi anni dal G-20.

L'incontro di Baden-Baden è la prima occasione di confronto del nuovo segretario al Tesoro Usa, Steve Mnuchin, con i partner internazionali. Mnuchin vedrà il ministtro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, domani sera a Berlino.

La lista di principi di cui ha parlato Weidmann sarà contenuta in una dichiarazione separata dal comunicato finale di Baden-Baden, un modo per la presidenza tedesca di aggirare le divergenze con il nuovo Governo americano senza incrinare il consenso del G-20. I principi suggeriti dalla Germania comprendono, non sorprendentemente, conti pubblici in ordine, e, per l'economia reale, un ambiente favorevole all'attività imprenditoriale, mercati del lavoro flesibili e sistemi previdenziali efficienti. Si chiede inoltre che venga salvaguardata l'indipendenza delle banche centrali, un principio che è stato messo anch'esso sotto attacco recentemente.

Ma il presidente della Bundesbank ha insistito soprattutto sulla difesa di quelli che ha definito i due più importanti successi del G-20: l'opposizione al protezionismo e la riforma delle regole della finanza. I mercati aperti sono «un pilastro della prosperità» dell'economia mondiale, anche se bisogna tenere conto di come attenuare le conseguenze negative della globalizzazione sulla parte della popolazione che ne è stata danneggiata. Quanto alle regole dela finanza, Weidmann ha ricordato che la conclusione della revisione di Basilea 3 è bloccata dal cambio della guardia a Washington e crea un'incertezza nociva anche per le banche. Quel che è certo, ha detto, citando il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, «l'ultima cosa di cui abbiamo biosgno è un allentamento della regolamentazione».

Paradossalmente, a fronte di una spinta dell'amministrazione Trump per una marcia indietro sulle regole della finanza, gli stessi esponenti della grande finanza sembrano concordare con Weidmann e Draghi più che con il nuovo Governo americano. Alla riunione di Francoforte, sia il direttore dell'Associazione delle banche globali, l'Institute of International Finance, Tim Adams, sia Philipp Hildebrand, vicepresidente di Black Rock, hanno sostenuto che fare marcia indietro sulla regulation sarebbe un errore.

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