ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl vertice

G20, l’accordo sull’ambiente. Ma oggi sarà scontro su clima ed emissioni

Al summit di Napoli i ministri strappano un’intesa sul pacchetto ambientale. Ora si tratta di convincere i «riottosi» ad accettare tetto alle temperatura e neutralità climatica al 2050

dal nostro inviato Alberto Magnani

G20, approvato il comunicato sull’Ambiente

4' di lettura

L'obiettivo numero uno è stato centrato. Ora si tratta di lavorare sul secondo, quello che si annuncia ancora più ostico. I ministri riuniti a Napoli per il G20 hanno approvato ieri il Comunicato sull'Ambiente, l'argomento clou della prima giornata del vertice che riunisce le 20 economie più ricche del pianeta. Oggi sarà la volta di cercare una sintesi sul tema in agenda per la giornata numero due del summit: il clima e le misure di contrasto al riscaldamento globale. Una questione che ha già fatto emergere più di una spaccatura nelle trattative culminate nelle 48 ore di Palazzo Reale, sede dell'incontro in una piazza Plebiscito blindata da giorni.

Le 10 linee guida del Comunicato Ambiente

In realtà non era scontata neppure l'intesa sul communiqué sdoganato nel pomeriggio di giovedì dai ministri, con tanto di applauso liberatorio all'annuncio del ministro italiano della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Il documento «è particolarmente ambizioso, riflette il taglio che ha voluto dare la presidenza italiana», ha detto in conferenza stampa lo stesso Cingolani rivendicandone le similitudini con il Piano nazionale di ripresa e resilienza del governo italiano.

Loading...

Il pacchetto uscito dai negoziati si snoda in 7 pagine, 25 articoli e 10 «linee di intervento» diverse: soluzioni naturali per il clima, contrasto al degrado del suolo, sicurezza alimentare, uso sostenibile delle risorse idriche, tutela degli oceani, contrasto alla plastica in mare, economia circolare, città sostenibili, educazione e «finanza verde», focus anticipato alla prima giornata di summit.Tradotte nelle pratica, le linee tracciate dal Comunicato si dovrebbero materializzare in obiettivi che vanno da progetti integrati di gestione delle risorse idriche al raddoppio della circolarità dei materiali con obiettivo «volontario» entro il 2030, dai tentativi di recupero di «almeno il 50%» dei territori degradati a programmi di formazione e sensibilizzazione delle nuove generazioni sulla questione ambientale.

Quanto alla finanza verde, uno dei capitoli centrali dell'intera riunione del G20, si parla di creare sinergie tra i flussi finanziari destinati al clima, alla biodiversità e agli ecosistemi e allineare gli investimenti verso lo sviluppo e la crescita sostenibili. «È la prima volta che queste categorie vengono riconosciute dal G20 e diventano vincolanti», ha detto Cingolani, sottolineando che i contenuti scanditi dalla ministeriale in chiusura oggi tracceranno la via della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021 (COP26) in calendario per l'autunno a Glasgow.

Il testo, strappato dopo un negoziato che si è trascinato nei mesi prima del G20 di Napoli, arriva al termine di una giornata che non aveva fatto trasparire troppi elementi di ottimismo. Le prime bozze del testo sull'Ambiente, a quanto ha evidenziato l'agenzia Reuters, avevano incassato più di una critica con l'accusa di essere generiche e sprovviste di impegni finanziari vincolanti (che in effetti non sembrano comparire neppure nella versione finale del testo).

Lo scoglio dell’intesa sul clima

Il via libera definitivo dei ministri mette comunque sotto chiave la prima metà del vertice, salvo inaugurare quella che rischia di essere più complicata. Oggi le delegazioni dovranno concentrarsi su clima e energia, per la prima volta insieme nell'agenda del G20. Ed è qui che si temono le divergenze interne al gruppo, spaccato a metà fra i Paesi del G7 e il blocco di economie «meno ambiziose» sugli obiettivi climatici: Cina e India, entrambe presenti solo da remoto al vertice, ma anche Russia, Arabia Saudita, Indonesia e Brasile. Gli oggetti del contendere sono rimasti gli stessi che avevano agitato la vigilia, l'obiettivo di contenere la crescita delle temperature entro 1,5 gradi centigradi e l'obiettivo di neutralità carbonica entro il 2050. Il rischio tangibile è che l'appello della presidenza italiana del G20 ad accelerare su entrambi i fronti, anche solo a livello di intenti, cada nel vuoto.

L’intesa di Kerry con l’Italia

L'urgenza di convincere anche i Paesi «riottosi» a collaborare è emerso anche dai due fra i bilaterali che hanno avviato la prima giornata del vertice, quelli svolti da Cingolani con John Kerry, l'inviato speciale del clima del presidente Usa Joe Biden, e Barbara Pompili, ministra della Transizione ecologica del governo francese. Proprio Kerry è tornato alla carica di recente, esortando la Cina ad accelerare su obiettivi troppo blandi. Ma i pilastri che vorrebbe vedere messi per iscritto nel comunicato di oggi, a partire dal tetto sulla temperatura, suonano indigesti a Paesi che hanno messo in dubbio la scientificità stessa di alcuni criteri o ritengono, comunque, iniquo dover accelerare il processo nell'arco di pochi anni.

A quanto si era appreso alla vigilia del vertice, i Paesi «meno ambiziosi» chiedevano vincoli più soft rispetto a quelli prospettati dall'accordo di Parigi nel 2015 e mantengono il proprio scetticismo sulle evidenze apportate dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico.L'eventuale intesa dovrà essere limata nelle ore che porteranno alle conclusioni di oggi, sempre con l'orizzonte di un comunicato che faccia sintesi nella polarizzazione fra le delegazioni sedute al tavolo. Nessuno si aspetta che sarà facile. Lo stesso Cingolani ha ammesso che sarà «un bel puzzle» assemblare un «documento in cui dobbiamo mettere d'accordo economie basate sul petrolio ed economie che invertiranno la curva, sì, ma al 2060». Nulla esclude, ha aggiunto, «che si possa trovare una sintesi». Bisognerà capire quanto annacquata, rispetto all'originale.


Riproduzione riservata ©

  • Alberto MagnaniRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, Unione europea, Africa

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti