Il vertice in Cornovaglia

G7, Draghi: «Diritti umani e clima, piena sintonia con Biden»

Il presidente del Consiglio al presidente americano: «Il quadro politico italiano cambia spesso, ma certe cose come la nostra profonda alleanza con gli USA non cambiano mai»

di Gerardo Pelosi

Aggiornato il 12 giugno 2021 alle 23.50

Cartoline dal G7, la prima serata a Carbis Bay

6' di lettura

CARBIS BAY - Se con Boris Johnson il presidente americano Joe Biden ha rilanciato la “special relation” tra Londra e Washington, è con il premier italiano Mario Draghi che il nuovo inquilino della Casa Bianca punta per avere un dialogo più costruttivo con l’Unione Europea. In mezz’ora di colloquio sabato sera a Corbis Bay Biden e Draghi hanno fatto un rapido giro d’orizzonte sui principali temi dell’attualità internazionale a cominciare dalle sfide comuni che vedono impegnata l’Italia come presidente di turno del G20.

L’incontro si è tenuto sulla spiaggia di Carbis Bay all’esterno del cottage del presidente americano. Alla presenza di qualche gabbiano, Biden avrebbe confessato il suo amore per l’Italia e per Capri in particolare. «Considera di avere un invito permanente», ha scherzato il premier.

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Certo non sono mancate posizioni dissonanti come quelle sulla Cina, ma Biden si sente rassicurato dal fatto che il nuovo premier italiano ha ribadito più volte la volontà dell’esecutivo di rilanciare il dialogo transatlantico e difendere le conquiste del sistema multilaterale. «Il bilaterale con il presidente Biden è andato molto bene», ha commentato Draghi alla fine ricordando che «sin dalla formazione del Governo sono stato molto chiaro che i due pilastri della politica estera italiana sono l’europeismo e l’atlantismo.

Il premier italiano ha precisato che lo avvicina a Biden «la comune visione su molti temi: donne, giovani, difesa degli ultimi, diritti umani, diritti civili, diritti sociali e tutela dell’ambiente che è il tema chiave della nostra presidenza del G20». Il premier ha ringraziato il presidente USA per il suo impegno nei confronti dell’Unione Europea. «Il quadro politico italiano cambia spesso - ha detto Draghi - ma certe cose come la nostra profonda alleanza con gli USA non cambiano mai».

Biden avrebbe poi apprezzato gli sforzi compiuti per combattere in Italia la pandemia e per come Draghi ha gestito il 21 maggio il Global Health Summit. Già nella sessione di ieri su Covid e vaccini Draghi aveva sottolineato la necessità di prepararsi fin d’ora per la prossima pandemia, anche concordando in anticipo la distribuzione dei vaccini. «C'è bisogno di riformare e rafforzare l’OMS - aveva detto il premier italiano - chiedendo anche un ruolo più forte per FMI e Banca Mondiale».

Il presidente Usa ha anche avuto parole di stima per il ruolo che l’Italia sta svolgendo a favore della stabilizzazione della Libia in vista delle elezioni previste il 24 dicembre prossimo mentre il dossier Nato verrà approfondito a partire da luned’ 14 giugno a Bruxelles. Il cordiale bilaterale tra Draghi e Biden è durato mezz’ora.

Molto più problematico il dossier Cina che sarebbe stato solo sfiorato anche se, nella versione dell’incontro bilaterale diffusa dalla Casa Bianca, anche i rapporti con Pechino risultano tra i temi trattati, accanto a Libia e Russia. Temi su cui, secondo gli americani, tra i due leader c’è stata una «sostanziale identità di vedute» a 360 gradi, «un comune sentire».

In realtà, già nella sessione di venerdì del G7 in Cornovaglia sia Draghi che la cancelliera tedesca Angela Merkel avevano insistito per capire il ruolo della task force ipotizzata da Washington per affrontare le sfide che arrivano da Pechino. L’Ue ha un approccio molto articolato sulla Cina, in cui si guarda alla cooperazione di Pechino per le sfide globali. L'Italia, poi, come presidente di turno del G20, difficilmente può fare a meno di un interlocutore del peso come la Cina sui temi del clima e dell’emergenza sanitaria.

Piena intesa, a Carbis Bay, anche nell’incontro che Draghi ha avuto con il premier canadese Justin Trudeau. Si è trattato, come per Biden, del loro primo incontro faccia a faccia. Trudeau ha incoraggiato Draghi a ratificare l’accordo economico e commerciale globale (CETA) tra il Canada e l’Unione europea, per aiutare a creare nuove opportunità economiche Il premier canadese ha sottolineato le molte aree di accordo tra i due Paesi e in generale nel G7. «Hai scelto un buon G7 in cui debuttare», ha scherzato Trudeau.

Draghi ha sottolineato l’importanza di raggiungere un accordo ambizioso sul clima, un’area su cui Trudeau si è detto d’accordo. I due hanno condiviso il rilancio del multilateralismo sulla scorta della natura globale delle sfide, a cominciare dalla pandemia e dal cambiamento climatico. Il presidente del Consiglio italiano ha anche manifestato apprezzamento per il recente riconoscimento da parte del premier Trudeau dell’ingiusto, doloroso internamento di tanti Italiani-canadesi durante il secondo conflitto mondiale.

Ribadito anche dai due leader l’eccellente esempio di integrazione offerto dalla comunità di origine italiana in Canada e per il suo potente contributo allo sviluppo e alla società civile del Paese.

L’agenda bilaterale Usa-Italia

Dai vaccini alla Cina, dai dazi ai cambiamenti climatici e alla green economy, dalle nuove sfide della Nato alla stabilizzazione della Libia. Il faccia a faccia tra Draghi e Biden è servito a rafforzare le basi di un’alleanza già solida ma anche per chiarire posizioni non sempre condivise come quella sulla Cina. Il clima delle relazioni bilaterali tra Roma e Washington resta comunque eccellente e rappresenta un volano per difendere le conquiste del sistema multilaterale e rilanciare su basi nuove il dialogo transatlantico tra Europa e Stati Uniti.

I vaccini

Nel loro faccia a faccia Biden e Draghi hanno compiuto un giro d’orizzonte sulla situazione dei vaccini nel mondo. Tutti i leader del G7 si sono impegnati a distribuire un miliardo di dosi di vaccini ai Paesi poveri, come parte di una campagna finalizzata a “vaccinare il mondo” e “porre fine alla pandemia” nel 2022. Gli USA hanno messo a disposizione 500 milioni di vaccini, metà del totale di un miliardo dell'intero G7. Ma anche Europa e Italia fanno la loro parte destinando alle esportazioni metà dei vaccini usati per la loro popolazione. Biden ha avuto parole di apprezzamento per come l’Italia sta conducendo la campagna e per come ha gestito il 21 maggio il Global Health Summit.

La Cina

I rapporti con Pechino rappresentano forse l’argomento di maggiore frizione attualmente tra le due sponde dell’Atlantico. L’Italia, con la firma dell’accordo sulla Belt Initiative Road (nuova Via della Seta) si è spinta molto più in là rispetto ad altri Paesi europei. Fare marcia indietro ora sarebbe difficile soprattutto perché l’Italia è presidente di turno del G20 e la Cina rappresenta in quel formato un membro influente per alcuni dossier globali a cominciare dai cambiamenti climatici. Washington contesta a Germania e Italia una linea troppo morbida verso Pechino. Draghi ha chiesto chiarimenti a Biden sul ruolo e funzioni della nuova task force ipotizzata per affrontare le sfide che arrivano da Pechino.

Il clima

Draghi come presidente di turno del G20 e copresidente (insieme al premier inglese Boris Johnson) del Cop 26 sul clima ha mostrato grande apprezzamento per la firma dell’accordo di Parigi da parte della nuova amministrazione Usa. Draghi e Biden hanno confermato che continueranno a lavorare insieme per rispettare gli impegni presi a Parigi e quelli che usciranno dalla Cop 26 di Glasgow.

I dazi

Non vi sono sui dazi questioni bilaterali tra Roma e Washington poiché il commercio estero è materia di esclusiva competenza comunitaria. Già con Trump le ritorsioni americane per la disputa Boeing/Airbus (che vedeva l’Italia completamente estranea perché assente dal consorzio europeo) avevano già in parte risparmiato i prodotti italiani dai formaggi ai vini. Ora la questione tornerà all’esame della Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio.

La Libia

La nuova amministrazione ha apprezzato gli sforzi degli europei e in particolare dell’Italia a favore della stabilizzazione della Libia. Se Trump, almeno in una prima fase vedeva con favore l’azione di forza del generale di Bengasi Khalifa Haftar su Tripoli poi ha dovuto accettare lo status quo imposto dalle forze turche che hanno difeso Tripoli. Biden, insieme a Draghi, incoraggia un cessate il fuoco durevole e vede con favore il lavoro dell'attuale governo di transizione guidato da Dbeibah in vista delle elezioni del 24 dicembre.

La Nato

I dossier dell'Alleanza atlantica saranno oggetto di un esame approfondito da parte di Biden e Draghi da martedì 14 giugno a Bruxelles. Draghi intende solo menzionare il forte contributo italiano alle missioni Nato che potrebbe tradursi a partire dal prossimo anno anche nel comando del contingente in Iraq. Ma, a quel punto, l’Italia vorrebbe vedere rispettato l’impegno preso a suo tempo dall’ex presidente americano Barack Obama con il presidente italiano Giorgio Napolitano per sostenere un candidato italiano alla segreteria generale della Nato a fine 2022 al posto del norvegese Jens Stoltenberg. E i nomi certo non mancano, a cominciare da quello dell’ex premier e attuale segretario del Pd, Enrico Letta.


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