CONTRO L’EPIDEMIA DI CORONAVIRUS

G7: pronti a intervenire, ma il comunicato delude i mercati

I ministri delle Finanze e i banchieri centrali cercano di lanciare un messaggio forte, ma le indicazioni restano troppo vaghe

di Riccardo Sorrentino

Il ministro del Tesoro americano Steve Mnuchin (Afp)

2' di lettura

Un impegno a intervenire, insieme, e in tempi rapidi. I ministri delle Finanze e i banchieri centrali dei paesi de G-7, riuniti in teleconferenza, intendono affrontare in modo coordinato contro le conseguenze economiche dell’epidemia di coronavirus, utilizzando anche strumenti di politica fiscale, se appropriate. Le banche centrali continueranno a prendersi cura della stabilità dei prezzi, della crescita economica e della resilienza del sistema finanziario.

Non sorprende però che il comunicato - almeno prima che la Federal reserve sorprendesse tutti tagliando i tassi - abbia deluso i mercati. «Tenuto conto dell'impatto potenziale del Covid-19 sulla crescita globale – recita la nota – riaffermiamo il nostro impegno a usare tutti gli appropriati strumenti di politica economica per ottenere una crescita forte e sostenibile, e protezioni contro rischi al ribasso».

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Le indicazioni sulle misure concrete sono tuttavia scarse. «Insieme ai maggiori sforzi per espandere i servizi sanitari, i ministri delle Finanze del G-7 sono pronti a prendere provvedimenti, incluse le misure fiscali se appropriate, per sostenere la risposta al virus e a sostenere l’economia durante questa fase», continua il comunicato, lasciando tra l’altro intendere che l’onere del primo intervento, come ha confermato la mossa della Fed, ricadrà sulla politica monetaria.

«Le banche centrali del G7 – prosegue infatti la nota – continueranno a seguire i loro mandati, sostenendo così la stabilità dei prezzi e la crescita economica mantenendo la resilienza del sistema finanziario». Il comunicato ringrazia anche la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale per il sostegno annunciato ai singoli Paesi.

L’unica novità, allora, è apparso in un prim momento il fatto stesso che i ministri delle Finanze e i banchieri centrali delle maggiori economie - guidati dal segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin e dal presidente della Federal reserve Jerome Powell - si siano riuniti, in via straordinaria, impegnandosi a «essere pronti a cooperare ulteriormente su misure efficaci e tempestive».

Il ministro delle Finanze giapponese, Taro Aso, ha spiegato che le misure di politica economiche dovranno essere decise dai singoli Paesi in base alle diverse concrete situazioni. In questo senso, la mossa apparentemente unilaterale della Fed, non deve stupire. «Abbiamo tutti i mezzi a disposizione per contrastare una recessione globale», ha aggiunto su twitter il ministro dell’Economia tedesco Olaf Scholz.

Le aspettative dei mercati erano piuttosto alte, anche se bozze del comunicato erano già disponibili ore prima della conclusione della riunione. Da più parti era stata alimentata l’idea di un impegno molto deciso da parte del G-7. Secondo il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, il messaggio sarebbe dovuto essere «il più potente possibile», mentre il presidente della Bank of England Mark Carney, in audizione al Parlamento, ha anticipato che le misure prese in modo coordinato saranno «potenti e tempestive». Solo il taglio della Fed ha dato sostanza alle sue parole.

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