ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl vertice in Germania

G7 stringe sulla Russia: sul tavolo stop all’import di oro e tetto al prezzo del petrolio

Due le questioni sul tavolo delle diplomazie occidentali: una qualche forma di tetto al prezzo del petrolio russo e un divieto di importare oro dalla Russia

di Beda Romano

Russia, la solitudine del rublo e il rischio default

3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - Riunito nella Alpi bavaresi, il Gruppo dei Sette sta cercando in queste ore di trovare un accordo che introduca ulteriori sanzioni contro l'economia della Russia, in un momento in cui il Cremlino ha deciso di moltiplicare i bombardamenti in Ucraina, in particolare contro la capitale Kiev.

Due le questioni sul tavolo delle diplomazie occidentali: una qualche forma di tetto al prezzo del petrolio russo e un divieto di importare oro dalla Russia. Secondo le informazioni raccolte a margine delle discussioni, l'idea americana di imporre un tetto al costo del greggio sta facendo progressi, anche se non mancano le difficoltà tecniche. Si tratterebbe di imporre che i servizi di trasporto o di assicurazione siano disponibili solo se l’importatore di petrolio rispetta il tetto al prezzo, spiegava dalla Baviera, domenica 26 marzo, un funzionario europeo. Soprattutto, bisogna che importanti paesi acquirenti di petrolio russo siano d'accordo.

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La cautela dell’Europa

Lo sguardo corre in primo luogo all'India che è stata invitata insieme ad altri paesi emergenti - l'Indonesia, il Senegal, l'Argentina, il Sud Africa - a partecipare al summit di tre giorni che si concluderà martedì 28 giugno. Secondo dati pubblicati nei giorni scorsi dall'Ispi di Milano, l'India è diventata negli ultimi quattro mesi, ossia da quando è iniziata l'invasione dell'Ucraina, un importatore ex novo di greggio russo, a livello di circa 700mila barili al giorno. Al di là di questo aspetto, parlando alla stampa, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha messo in luce un altro punto controverso: «Vogliamo assicurarci che se andiamo in questa direzione – ha spiegato questa mattina l'ex premier belga - avremo il sostegno dei 27 Stati membri dell’Unione europea. Vogliamo altresì assicurarci che, come ho detto in precedenza, l’obiettivo sia quello di colpire la Russia e non di renderci la vita più difficile e più complessa».

Evidentemente, il petrolio russo è argomento delicato per l'Unione europea. Il sesto pacchetto di sanzioni prevede un embargo al greggio russo a iniziare dal 2023, con deroghe per alcuni paesi dell'Est Europa. «Sono attento, cauto, siamo pronti a esaminare i dettagli, siamo pronti a prendere una decisione insieme ai nostri partner, ma vogliamo essere sicuri che ciò che decidiamo avrà un effetto negativo sulla Russia e non un effetto negativo su di noi», ha aggiunto il presidente Michel.

Mobilitati 600 miliardi per le infrastrutture negli emergenti

Non per altro, in questa ottica il G7 ha voluto rilanciare sempre oggi il finanziamento nei paesi emergenti della costruzione di nuove infrastrutture, mobilitando fino a 600 miliardi di dollari. Il progetto si chiama in inglese Partnership for Global Infrastructure e raccoglie le diverse iniziative del G7, a livello nazionale e comunitario. In ultima analisi, l'obiettivo è di contrastare l'influenza russa e cinese nel mondo in via di sviluppo.

Quanto al divieto di importare oro russo, la questione dovrebbe essere più semplice da risolvere, almeno per la Ue: «Non dovrebbero esserci problemi», spiegava sempre il funzionario europeo. L'embargo potrebbe essere apparentemente più difficile da introdurre per la Svizzera e il Regno Unito. Nel 2021, secondo i dati del World Gold Council, la Russia è stato il secondo produttore al mondo di oro dietro alla Cina, con un totale di 330,9 tonnellate, pari a un export del valore 15,5 miliardi di dollari.

Infine, in una prima sessione di lavoro, i capi di Stato e di governo del G7 hanno discusso di economia mondiale, di inflazione, di prezzi dell'energia. L'obiettivo in questo frangente è di dimostrare l'unità del mondo occidentale nei confronti della Russia e anche della Cina. Il presidente russo Vladimir «Putin ha sperato fin dall’inizio sul fatto che in qualche modo la Nato e il G7 si sarebbero divisi – ha detto il presidente americane Joe Biden -. Ma ciò non è avvenuto e non avverrà».


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