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Gabriele Gravina si candida alla presidenza della Figc

di Emanuele Cuomo

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(REUTERS)


2' di lettura

La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha comunicato che il presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina, ha depositato la propria candidatura alla presidenza della FIGC, in vista dell'Assemblea elettiva convocata per lunedì 22 ottobre. A sostenere il dirigente sportivo 65enne vi sono la Lega Pro, i Dilettanti, l'Associazione Italiana Arbitri e l'Associazione Italiana Allenatori Calcio. Al momento, Gravina sembra avere la strada spianata per sostituire l'attuale commissario straordinario Roberto Fabbricini (alla guida del calcio italiano da febbraio).

Infatti, quella dell'ex presidente del Castel di Sangro è l'unica candidatura pervenuta alla FIGC. Il piano di G ravina prevede lo sviluppo dell'area sportiva del calcio italiano, ma anche una crescita a livello organizzativo, economico, etico e sociale. Inoltre, la piattaforma programmatica denominata «Una nuova Federazione. Il calcio italiano di nuovo in gioco», mette al centro del processo di sviluppo la sostenibilità. Infatti, per Gravina il compito dell'organo che governa il calcio italiano sarà quello di assicurare, in un'ottica temporale di lungo periodo, la migliore qualità sportiva al sistema, attraverso la “strutturale” salute gestionale degli enti associativi che ne sono alla base.

Dunque, la realizzazione del nuovo progetto passa attraverso una gestione sana e prudente delle società, che necessitano di dirigenti di alto livello. La qualità tecnica dei calciatori, invece, deve essere plasmata dall'abilità formativa dei nostri allenatori. Tra gli asset del nostro calcio vengono indicati il settore giovanile e le infrastrutture, che vengono messi al centro della nuova visione strategica. I club di Serie A e dei campionati minori necessitano di impianti e strutture fruibili, sia per tutelare gli addetti ai lavori, ma anche per consentire ai 32 milioni di appassionati di partecipare attivamente alla crescita del nostro calcio.

A livello internazionale la vera sfida sarà quella di stringere nuovi accordi commerciali, con un prodotto capace di penetrare in nuovi mercati, allargando la platea di investitori esteri. A livello etico l'obiettivo è quello di proseguire l'azione di contrasto alla piaga del doping e al fenomeno del match-fixing. Gravina si impegna a garantire una maggiore trasparenza a tutto il sistema, al fine di assicurare una maggiore apertura verso l'esterno. Nel progetto c'è anche la volontà di ridefinire il perimetro del professionismo, riducendolo ai soli campionati di Serie A e Serie B, entrambi con 20 squadre ciascuno. I 60 club di Lega Pro, invece, verrebbero riconvertiti in un livello agonistico del tutto nuovo, quello del semiprofessionismo.

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