Asia e Oceania

Gabriele Roberto: l'italiano che compone musiche per film giapponesi. E non solo

dal nostro corrispondente Stefano Carrer

3' di lettura

TOKYO - Comporre colonne sonore per il cinema giapponese, poi anche per film italiani e ultimamente cinesi, oltre che per pubblicità televisive, senza contare che in Giappone ha avuto l'opportunita' di tornare alle origini scrivendo brani da concerto, per tromba e orchestra, eseguiti dalla Japan Philarmonic Orchestra assieme alla Nona di Beethoven.

E' l'originale storia di Gabriele Roberto, nato ad Alba 44 anni fa, diplomato al Conservatorio di Alessandria, master in composizione per film al Royal College of Music di Londra. “Non avendo contatti diretti, inviavo in giro per il mondo i miei Demo-Cd.

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La musica di Roberto: dai film giapponesi a Bocelli

Il primo che mi offri' una opportunità concreta fu un produttore giapponese - ricorda Roberto, nello studio di Daikanyama del suo amico compositore Masaru Yokoyama - Ho iniziato a scrivere musica per un film, 'Memories of Matsuko', che ebbe un successo inaspettato anche per la produzione: dieci anni fa mi ritrovai quindi a vincere con il mio primo lavoro per film il Japan Academy Award per la colonna sonora. Cosi' i committenti mi chiesero di fermarmi in Giappone”.

Per cinque anni Roberto ha lavorato per lo più nel mondo del cinema nipponico: da commedie romantiche a film per un pubblico di bambini con inserti di animazione, fino a una serie poliziesca “sovrannaturale”. Di recente, ha realizzato una colonna sonora per il suo primo film di samurai.

Comporre colonne sonore
Il lavoro del compositore di colone sonore e' molto cambiato rispetto al passato in seguito agli sviluppi tecnologici: “C'e' una prima parte - dice Roberto - in cui si fanno simulazioni con suoni campionati, ultimamente sempre più fedeli: si può gia' mostrare al regista, sulle immagini, quello che sara' il risultato prima della registrazione con l'orchestra. Non funziona più come una volta, quando il compositore suonava i temi al pianoforte e cercava di spiegare le dinamiche orchestrali. Occorreva inoltre prenotare l'orchestra per più giorni. Ma con le simulazioni elettroniche il regista può avere gia' una idea piuttosto chiara. Quando tutti i demo vengono approvati, preparo la partitura per i musicisti e si va a registrare con l'orchestra: ai suoni campionati si sostituiscono quelli orchestrali”.

Da circa sei anni Roberto ha cominciato a lavorare anche per il cinema italiano e ora si divide tra Italia e Giappone. Il primo film italiano fu “La vita facile” di Lucio Pellegrini con Stefano Accorsi e Pierfrancesco Favino: “Per me che lavoravo solo per il cinema giapponese fu una gioia immensa. Poi vennero collaborazioni con altri autori: Maria Sole Tognazzi, Edoardo Gabbriellini, Riccardo Rossi, Pappi Corsicato. Ultimamente ho lavorato alla campagna pubblicitaria della Barilla diretta da Gabriele Salvatores e a giorni iniziero' un nuovo documentario per la rete tv NHK”. In Giappone e' tutto molto organizzato ma più formale, osserva: “E' una industria: i passaggi tra dipartimenti sono sempre molto strutturati. In Italia i registi con cui ho lavorato sono diventati amici: il lavoro si fa fianco a fianco con il regista. Dal punto di vista umano, insomma, lavorare in Italia mi da' qualcosa in più”.

Per Andrea Bocelli
L'anno scorso, continua Roberto, “un progetto molto gratificante e' stato scrivere una versione nuova della canzone “Con te partiro'” di Andrea Bocelli, edita da Sugar Music, per il ventesimo anniversario della pubblicazione di “Romanza”, il disco che ha affermato nel mondo Bocelli. Mi sono poi ritrovato a scrivere musiche originali per il film che uscira' tra pochi mesi sulla vita di Bocelli, intitolato ‘The Music of Silence' del regista Michael Radford”.

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