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Gaetano Osculati, il viaggiatore che fece conoscere l’Amazzonia al mondo

di Armando Torno


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2' di lettura

Gaetano Osculati, chi era costui? A tale domanda, di manzoniana memoria, si può rispondere dicendo: l'uomo che ha fatto conoscere l'Amazzonia al mondo. Era un italiano, nato a San Giorgio al Lambro (frazione di Biassono), in Brianza, il 25 ottobre 1808.
Ricco di famiglia, cominciò a viaggiare poco più che adolescente. Divenuto capitano di lungo corso, si avventurò nel Mediterraneo, visitando Egitto, Turchia, Siria e Palestina. Nel 1831 intraprese un viaggio più impegnativo in Asia Minore; nel '34, dal porto francese di Le Havre fa rotta verso l'America Latina.
Visita Uruguay e Argentina, quindi passa in Cile e finisce in Perù, rimanendo qui bloccato a causa della guerra civile allora in corso. Compie anche il suo primo scavo archeologico e porta alla luce delle mummie, che dovevano essere le Chinchorro, residue di una civiltà precolombiana estinta per avvelenamento di arsenico.

Gaetano Osculati, il viaggiatore che fece conoscere l'Amazzonia al mondo

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Ritorna poi in Italia carico di reperti entomologici e vegetali, soprattutto etnografici, pubblica la sua prima opera dal titolo “Note di un viaggio nell'America Meridionale negli anni 1834, 35, 36”.
A questo punto dobbiamo immaginare Osculati una sera alla Scala. Vi ritrova un suo vecchio amico, Felice De Vecchi, il quale lo invita ad andarsene in l'Oriente. Lui non aspettava altro. Il 3 maggio 1841 i due partono in carrozza: raggiungono il Tirolo, Vienna, seguendo il Danubio arrivano a Costantinopoli e cominciano ad addentrarsi in Anatolia, nell'Iran, sino a raggiungere l'India.

Rientrano il 20 luglio 1842 con moltissimi reperti. Scrive un altro libro, ricordando soprattutto la Persia e le Indie Orientali; ormai è un viaggiatore di fama, con estimatori.
Nel 1846 intraprende il giro del mondo. A causa dei numerosi incidenti, decide di cambiare il progetto e di dedicarlo al Sud America. E qui il suo itinerario si trasforma in esplorazione. Sceglie di seguire il corso del Rio Napo sino alla foce del Rio delle Amazzoni, dal Pacifico all'Atlantico scavalcando le Ande e percorrendo i fiumi in canoa.

Il resoconto di questo viaggio, come ricorda Alberto Caspani (curatore dell'opera di Osculati e sua volta esploratore), “rivela al mondo la zona selvaggia dell'Amazzonia e le popolazioni che vi abitavano”. Continua Caspani: “Qui ha studiato gli Zapara, popolazione dell'alta Amazzonia, ora quasi estinta e tutelata dall'Unesco”. Queste e altre notizie sul memorabile viaggio si rileggono nel libro di Osculati “Viaggio in Amazzonia” che lo stesso Caspani ha curato per Luni Editrice (pp. 368, euro 24). Un'opera che mancava da decenni e che Isabella Doniselli Eramo (dell'Istituto di Cultura per l'Oriente e l'Occidente) considera “un documento importantissimo per conoscere popoli e civiltà di cui si sono perse le fonti”.
Il ritorno in libreria del testo di Osculati, che inaugura la collana “Tra cielo e terra” dedicata da Luni agli esploratori di ogni tempo, consente – ricorda Doniselli Eramo - “di aprire una finestra su un glorioso passato italiano che è ingiusto dimenticare”.

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