Letteratura

Galassie di Antonella Anedda

1' di lettura

(perché mi vinse il lume d’esta stella
Dante,
Paradiso, IX, 33)

Sognavo di osservare la terra da lontano,
vedevo i prati, la luna, la risacca
e come ogni marea scalzasse terra dall’acqua.
Volevo raggiungere Saturno, il mio pianeta
di fuoco e piombo, dunque nutrivo la malinconia.
Ruotavo nella nebbia per cercarti ed eri giú
tra i vivi. Amavi chi non ero o non sarei mai stata
ma là nel vuoto, in quella luce siderale vedevo
l’autunno che filava foglie di verde-rame,
sentivo il tonfo del vento su un lenzuolo
mentre una voce chiamava un’altra voce
e questa rispondeva qualcosa nella sera
che avanzava con l’ombra sulle sedie.
Ero lassú già in gloria, già vinta dai lumi tra i pianeti
eppure mi struggevo ancora viva d’invidia per la vita

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