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Galleria Borghese lancia raccolta con l'Art Bonus per il busto di Urbano VIII

L'opera era stata offerta all'ultima Biennale dell'Antiquariato di Firenze a 10 milioni, ora la richiesta per l’acquisto è stimata in 8 milioni

di Maria Adelaide Marchesoni


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Gian Lorenzo Bernini Busto in bronzo di Urbano VIII Barberini, 1658

2' di lettura

Con lo slogan Diventa un mecenate: entra nella storia sostenendo l'acquisto di un capolavoro la Galleria Borghese diretta da Anna Coliva ha lanciato la raccolta fondi per aggiudicarsi con l'Art Bonus il busto di bronzo del 1658 del papa Urbano VIII Barberini realizzato da Gian Lorenzo Bernini. L'opera museale di dimensioni di 101,5 x 78 cm, proveniente dalla collezione di Firenze era stata offerta alla Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze dello scorso settembre notificato ed esposto nello stand di Carlo Orsi per 10 milioni di euro. Oggi il costo stimato per l'acquisizione del busto è di 8 milioni di euro. La scultura è stato esposto a Milano nel dicembre 2018 in occasione dei 50 anni di Sotheby's e anche se non era ufficialmente in vendita pare costasse la metà di quanto richiesto in occasione della Biennale dell'Antiquariato.
La direttrice della Galleria Borghese ha già avviato da tempo la raccolta fondi soprattutto negli Stati Uniti ed è possibile verificare lo stato avanzamento dei progetti della Galleria Borghese sostenuti tramite l'Art bonus.

L'Art bonus, vale la pena ricordarlo, consente un credito di imposta, pari al 65% dell'importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano.
Oltre che per il suo intrinseco valore storico artistico, l'acquisizione del bronzo di Urbano VIII colmerebbe la lacuna, per la Galleria Borghese, di non possedere un ritratto del Barberini assieme a quelli degli altri illustri protagonisti della corte borghesiana. Il personaggio raffigurato dal busto è Urbano VIII, una figura strettamente connessa alle vicende della collezione di Scipione Borghese della quale fu il teorico ispiratore. Così come fu l'ideatore e il commentatore dei temi rappresentati da Gian Lorenzo Bernini nelle monumentali sculture che l'artista realizzò giovanissimo per la Villa Borghese, dove ancora si trovano. L'opera è dunque legata strettamente al luogo che attende di ospitarla.

I conti del museo
La gestione 2018 di Villa Borghese chiude con un avanzo di competenza pari a 3,4 milioni di euro. Va subito rilevato la bassa incidenza delle spese di funzionamento in quanto le spese per il personale sono a carico del Mibac. I revisori nella relazione al bilancio fanno notare, come anche segnalato negli anni precedenti, che la carenza dell'organico determina una situazione di difficoltà gestionale soprattutto per le attività di vigilanza che comporta un maggior costo per l'Ente che deve avvalersi della vigilanza privata.
Il conto economico evidenzia quindi “apparentemente” una bassa dipendenza dai finanziamenti dello Stato pari a circa il 15% di cui la maggior parte sono risorse destinate alle spese per investimenti, mentre le entrate proprie sono pari all'84% e i contributi da privati l'1% circa. In dettaglio nel 2018 a fronte di 7,7 milioni di entrate 6,76 milioni erano relativi alla biglietteria.
A livello patrimoniale i risultati degli esercizi precedenti concorrono a formare il patrimonio netto che a fine 2018 ammontava a 11,2 milioni circa.

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