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Gallerie in cerca di nuovi spazi per ricominciare

Da Milano a New York gli operatori cercano nuove soluzioni per rivolgersi ai collezionisti e investono in nuovi immobili nonostante la situazione instabile

di Silvia Anna Barrilà

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Da Milano a New York gli operatori cercano nuove soluzioni per rivolgersi ai collezionisti e investono in nuovi immobili nonostante la situazione instabile


5' di lettura

L'attuale situazione d'incertezza non frena le gallerie, a cui non basta proporre l'arte online, per cui investono in nuovi spazi e formati per incontrare i collezionisti. “Una tempesta può spaventare, ma anche fornire nuovo nutrimento” afferma Simone Becchio, collezionista e gallerista che, insieme all'architetto e designer Stefano Bonzano, ha inaugurato giovedì 24 settembre in Foro Bonaparte a Milano la sua nuova galleria, chiamata appunto Tempesta Gallery . “Era nostro intento aprire ad aprile, ma siamo stati costretti a rimandare” ha dichiarato Becchio. “Sono felice di poter offrire al pubblico qualcosa di interessante in un periodo di transizione e incertezze come quello che stiamo vivendo”. La galleria ha inaugurato con una mostra che mette in dialogo Lucia Leuci (prezzi 2.500-10.000 euro) e Carol Rama (35-75.000 euro), tra le primissime a entrare nella sua collezione che spazia dal moderno al contemporaneo.

Le novità a Milano
Anche per Luca Castiglioni , proprietario dell'omonima galleria di Milano, da momenti di cambiamento possono nascere grandi possibilità, per cui il gallerista ha colto la sfida e si trasferisce in uno spazio più grande, a pochi passi da Massimo De Carlo . Il 30 settembre inaugura con una mostra di Alessandro Carano (prezzi 3-7.000 euro). “In questo periodo ho sentito molto la vicinanza degli artisti e dei collezionisti, che hanno continuato a credere nel progetto e a sostenerlo con entusiasmo e generosità” così Castiglioni. “Il periodo di stop mi ha permesso di fare ricerca e lavorare alla creazione di una programmazione che sarà ricca di novità e proposte di nuovi artisti, come Rita Siegfried, Rosanna Bianchi Piccoli e Flaminia Veronesi”.Pure per LOOM Gallery di Luca Maffei e Nicola Mafessoni, sempre a Milano, il lockdown è stato una pausa per riflettere. Questa settimana hanno riaperto in una nuova location, l'ex-spazio di Christian Stein in Via Lazzaretto con una mostra di Jonathan Monk, che gioca con la famosa scultura di Maurizio Cattelan in Piazza Affari, immaginando il ritrovamento delle dita mancanti.

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Le gallerie che reagiscono alla pandemia

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I nuovi spazi in Europa
A Londra, nonostante le nuove restrizioni anti-Covid, numerose sono le novità. Il 28 settembre Sotheby's ha inaugurato in Bond Street un negozio di lusso dedicato agli operatori: inizia Adrian Sassoon per sei settimane a esporre 70 opere di Nico Conti (1.350-1900 euro) e Bouke de Vries (6.200-19.000 sterline), per sopperire alla cancellazione della fiera PAD . Per la Frieze Week , Lorcan O'Neill di Roma apre una location temporanea a Mayfair per avere una presenza in città durante la fiera online, e anche Stephen Friedman si espande per l'occasione nell'edificio di fianco alla sua sede storica di Burlington Street. Niru Ratnam ha aperto a luglio in pieno lockdown. “Abbiamo un modello molto snello, senza fiere e feste costose: vogliamo tornare a dialogare con i collezionisti e gli artisti”. La sua attenzione si concentrerà sull'arte delle donne e degli artisti di colore. Per Lehmann Maupin di New York, invece, la nuova galleria a Londra sarà uno spazio permanente, ma diverso dalla classica galleria. “Il mondo sta cambiando” ha affermato la cofondatrice Rachel Lehmann. “Il nostro approccio sarà incentrato sugli artisti e lo spazio sarà un'estensione dei loro atelier”. Certamente per la galleria di New York è importante più che mai una sede in Europa ora che l'America è un po' più lontana. Ancora di più lo è il Brasile e, infatti, la galleria Jaqueline Martins di San Paolo apre a Bruxelles il 17 ottobre con una mostra di Hudinilson Jr., noto per le stampe del suo corpo realizzate alla fotocopiatrice. Raddoppia lo spazio anche Madragoa a Lisbona, galleria dell'italiano Matteo Consonni, che ha affittato l'ambiente di fianco a quello attuale per offrire ai suoi artisti la possibilità di concepire progetti più ariosi e vari. I primi due sono quelli di Belén Uriel e Yuli Yamagata. Ad Atene Gagosian ha aperto il 24 settembre in una nuova sede: una villa neoclassica nello stesso quartiere in cui la galleria si trova dal 2009. Per l'inaugurazione è stata scelta una mostra di Brice Marden che da decenni dipinge sul marmo. Si è da poco trasferita nella capitale greca anche Carwan Gallery, specializzata in design da collezione, che ha lasciato Beirut non solo per le difficoltà in Libano, ma anche per l'energia creativa di Atene, definita la nuova Berlino.

Le mega-gallerie a New York
Hauser & Wirth apre il suo nuovo spazio a New York il 1° ottobre con una mostra di beneficenza organizzata per raccogliere fondi per sostenere 16 organizzazioni non-profit della città colpite dalla pandemia. Sono coinvolti più di 100 artisti sia della galleria che estranei al programma, che hanno donato le opere. Hauser & Wirth rinuncerà alle sue commissioni di vendita in modo da poter donare il più possibile alla causa. David Zwirner , invece, ha assunto la gallerista nera Ebony L. Haynes per creare una nuova galleria, il cui staff sarà interamente nero, dando così eque possibilità non solo agli artisti, ma anche ai lavoratori dell'arte.

L'alternativa al White Cube
Ma le gallerie cercano anche luoghi d'incontro alternativi. È il caso di un'altra brasiliana, Mendes Wood DM , che sabato 26 settembre ha inaugurato a Villa Era nella campagna biellese una grande mostra con opere di Cristina Canale, Vojtěch Kovařík e Brice Guilbert, tre artisti alle prime collaborazioni (prezzi 8-50.000 $), e un'installazione composta da audio e fotografie di Paulo Nazareth, artista della galleria. “Dopo quanto è successo vogliamo uscire dalle città e vivere situazioni bucoliche e contemplative” ha dichiarato Ermanno Rivetti, associate director della galleria. “Per questo noi abbiamo tolto l'arte dal white cube per portarla in un luogo all'aperto dove trascorrere la giornata”. Con lo stesso spirito, sono state istituite collaborazioni con Pace Gallery negli Hamptons e con Blum & Poe e la fiera Object & Thing alla Noyes House dell'architetto modernista Eliot Noyes in Connecticut (fino al 28 novembre). Una voglia di natura ed escapismo che ha caratterizzato anche la mostra di Pinksummer al Castello di Senarega in Valbrevenna quest'estate, e che anche il resort Aquapetra in Campania cavalca, mettendo a disposizione di collezionisti e gallerie i suoi spazi per mostre. La prima, dedicata a Eugenio Tibaldi e sviluppata con Collezione Agovino e Galleria Umberto di Marino di Napoli, ha aperto il 30 settembre. In mostra l'opera “Habitat 01”, già esposta alla Gnam di Roma, che richiama uno spazio interiore dell'artista ricontestualizzato nell'ambiente di Aquapetra. Sarà in mostra fino alla fine dell'anno. In seguito lo spazio sarà a disposizione per sviluppare progetti in collaborazione con le gallerie internazionali, in un contesto che permette una relazione più intima tra gallerista, artista e collezionista, lontano dall'affollamento dei luoghi canonici.

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