SCELTE D'AUTORE

Gallerista, collezionista, mecenate: il bello, secondo Nina Yashar

Nei suoi 40 anni di attività, lo spazio Nilufar a Milano ha creato sinergie, spaziando fra epoche e geografie, emergenti e maestri del design.

di Chiara Dal Canto

Due oggetti della serie Primitive di Studio Nucleo: Primitive floor lamp e Primitive armchair, in una nuova edizione colorata, esposto nella Nilufar Gallery di via della Spiga 32 all'interno della mostra “It's All About Colour”.

4' di lettura

Gallerista, collezionista, mecenate, mercante: Nina Yashar ha creato in quarant'anni di instancabile attività un patrimonio di progetti, mostre, arredi, attraverso scoperte e riscoperte che l'hanno resa unica nel panorama italiano e che l'hanno proiettata con autorevolezza sulla scena internazionale. Iraniana di nascita, arrivata a Milano ancora bambina, ha costruito la sua personalità fondendo l'imprinting della cultura persiana delle sue origini con la milanesità più colta, sullo sfondo di una città la cui architettura l'ha profondamente influenzata. Ha iniziato la sua carriera seguendo l'attività del padre, che commerciava tappeti e tessuti preziosi provenienti dalla Persia, per fondare nel 1979 Nilufar Gallery con i tappeti storici ancora protagonisti, selezionati ed esposti con criteri originali. Sulla fine degli anni Novanta, con la nuova sede in via della Spiga, Nina Yashar si apre al mondo dell'arredo moderno e contemporaneo, mettendo a segno una serie di eventi espositivi che mostrano il suo gusto impeccabile e, con grande anticipo sui tempi, la capacità di creare sinergie tra mondi lontani, dai maestri del design nordico all'artigianato tibetano, dalla riscoperta di alcuni progettisti americani ai designer emergenti.

Nina Yashar con un pezzo della serie Primitive di Studio Nucleo.

Crossing è il titolo di uno dei suoi primi cataloghi, oggi diventati oggetti di culto tra collezionisti, dove scelte e accostamenti rispondono a un editing del tutto personale. Accanto alla riscoperta degli arredi storici, Gio Ponti, Franco Albini, Gino Sarfatti per citarne alcuni, Yashar ha promosso il lavoro di molti progettisti contemporanei, tra cui Martino Gamper, Bethan Laura Wood, Massimiliano Locatelli e Osanna Visconti, con i quali ha stabilito un dialogo privilegiato. Nel 2015 ha inaugurato Nilufar Depot, 1.500 metri quadri di esposizione in uno spazio industriale dove la collezione trova il respiro necessario. La capacità di guardare avanti e di mettere in cantiere proposte inedite non ha subito rallentamenti né nel lockdown né nella convivenza forzata con il Covid-19. «È una realtà che ci ha colti impreparati – afferma – ma allo stesso tempo mi ha offerto la possibilità di affrontare una serie di obiettivi che rimandavo da tempo. Questo cambiamento repentino ha costretto ciascuno di noi a individuare percorsi alternativi per promuovere la propria attività. Sono saltate le fiere, le mostre, gli appuntamenti internazionali, che sono sempre stati il canale attraverso il quale ho fatto conoscere il mio lavoro. Sono stata obbligata a entrare in profondità nel mondo digitale, dove l'immagine sola non basta, ma bisogna creare uno storytelling mirato, in grado di raccontare con gli approfondimenti necessari, processi complessi e laboriosi. I tour virtuali sono la nuova frontiera per visitare mostre e installazioni. Anche noi ci stiamo attrezzando per produrre più contenuti video sui nostri canali e desideriamo affacciarci al mercato cinese tramite le piattaforme social».

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Poltrona di Osanna Visconti per Nilufar, Collezione Bambù, in bronzo.

L'attività della galleria non si è dunque fermata, ma ha registrato due fenomeni importanti. Il successo della prima asta online realizzata con Christie's, che ha dato risultati sorprendenti nonostante sia slittata a fine luglio, e un rapporto di maggiore vicinanza con il pubblico milanese. «C'è stata un'inversione di tendenza. Il cliente locale che considerava Nilufar fuori portata si è aperto a un nuovo rapporto one to one. Le vendite durante il Covid sono la dimostrazione della nuova centralità che ha assunto l'ambiente domestico nelle nostre vite». Nina Yashar si definisce un'accumulatrice seriale. La sua collezione sterminata ha trovato ora un altro canale di diffusione. «Ho deciso, per la prima volta, di esporre il mio archivio storico per metterlo a disposizione di tutti attraverso una Special Sale. L'allestimento è più semplice, forse banale, perché ho capito che questo mette a proprio agio le persone che si sentono più libere e meno in soggezione».

Vaso Presenze di Studio Nucleo.

La presentazione delle novità 2020 inaugurate al Depot sintetizza con efficacia gli interessi che caratterizzano la personalità di Yashar. Nel grande spazio al piano terra, i nuovi lavori dell'artista-designer Flavie Audi seducono il visitatore per forme e colori, inducono una riflessione sulla materia, sulle risorse del Pianeta, evocano meteoriti colorate che possono diventare oggetti d'uso. Al piano superiore, Heritage offre una carrellata tra pezzi vintage e creazioni contemporanee accostate con sapienza. All'ultimo piano, la Special Sale vuole avvicinare un pubblico nuovo. Un percorso che dall'astratto diventa via via sempre più quotidiano.

Tender Erosion 1, 2, 3 low tables, esposti nella monografica “Terra (In) firma” di Flavie Audi, da Nilufar Depot.

Se le si chiede con quali criteri identifica i nuovi designer, la risposta è immediata: «L'istinto mi ha sempre guidata. Tendo a pensare a più cose contemporaneamente, le metto insieme con naturalezza. È a posteriori che l'alfabeto scrive la storia. Oggi è necessario che il progetto sia narrativo, trasmetta la sua essenza, rifletta su se stesso e sui processi che lo generano. Credo nella Functional Art, che si sta diffondendo sempre più. Sono convinta che il design contemporaneo sia la nuova frontiera verso cui spingersi e per questo sono tra i pochi che produce ogni anno 30-40 nuovi progetti. Molti pezzi sono ibridi tra design e arte, hanno una duplice funzione e una valenza estetica molto caratterizzante».

Uno dei 13 progetti della collettiva “Far - Brassless - Nuovi accordi per onde metalliche”, con la curatela di Studio Vedèt, a Nilufar Depot: l'applique-scultura Indoor Snail01 di Carlo Lorenzetti.

Nuove tendenze? «La nuova tendenza oggi è non avere tendenza, soprattutto nel contemporaneo. Però non vanno dimenticate le proprie radici, solo così si riesce a essere precursori». Quarant'anni di attività: un bilancio? «Ho sempre avuto la fortuna di realizzare i miei progetti e i miei sogni, di seguire le mie passioni e di vedere concretizzate le mie idee. Ho spaziato tra epoche e geografie, tra grandi nomi e progettisti sconosciuti, progetti di largo consumo e pezzi unici. Il mio sogno ora è dare vita a un archivio storico, scrivere un libro, realizzare un film. Nilufar è la mia vita. Sono cresciuta con lei e, guardando indietro, vedo che ogni cosa ha avuto un senso».

Tappeto Kilim di metà XX secolo, proveniente dall'Anatolia, realizzato con tessitura a mano piatta in lane policrome, parte della collezione Heritage in mostra a Nilufar Depot.

Fino a dicembre, NILUFAR DEPOT, in viale Lancetti 34, ospita “Terra (In)firma”, monografica di Flavie Audi, la seconda edizione di “Far - Brassless”, curata da Studio Vedèt; e la Special Sale “Nina Yashar's Heritage – A Lifelong Collection”. NILUFAR GALLERY, in via della Spiga 32, presenta “It's All About Colour”, di Studio Nucleo, che celebra il decimo anniversario di collaborazione con la galleria.

Un allestimento della Special Sale a Nilufar Depot, che include oltre 250 pezzi di design storico e contemporaneo raccolti dalla gallerista negli anni fra cui spicca la libreria a parete di Gio Ponti.

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